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Castrum Pharae a Fara in Sabina 2027 - Gli scacchi viventi e l'ingresso di Enrico IV del 1082
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
Castrum Pharae, la rievocazione storica medievale, si tiene a Fara in Sabina, in provincia di Rieti, a luglio, e coinvolge insieme i due borghi di Fara e Farfa. Due squadre in costume si sfidano sulla scacchiera del gioco degli scacchi viventi, mentre la rievocazione mette in scena l'ingresso a Farfa dell'imperatore Enrico IV di Franconia, nel 1082, accompagnato dall'antipapa Clemente III. La manifestazione è organizzata dall'Amministrazione comunale in collaborazione con l'associazione Proloco di Fara in Sabina.
Che cosa significa «Fara»
«Pharae» è un termine longobardo che indicava un gruppo familiare discendente da uno stesso capostipite, che durante un'invasione si insediava formando un avamposto militare, il castrum. Con il tempo «Fara» passò a indicare il luogo stesso dove quel nucleo familiare si fermava, dando inizio a insediamenti stabili.
Fara in Sabina deve dunque la sua origine ai Longobardi, scesi in Italia sul finire del VI secolo e protagonisti di un regno durato fino all'VIII. Il borgo passò poi alle dipendenze dell'abbazia benedettina di Farfa, diventandone il presidio militare più importante. Nella crisi fra Franchi e Longobardi Farfa si schierò con Carlo Magno, che visitò l'abbazia e le donò due diplomi di immunità dal potere civile e religioso e un cofanetto d'oro adorno di pietre preziose.
In quel contesto Farfa prosperava con il suo Mercato Vecchio, che presto si trasformò in una Fiera ambita da artigiani e commercianti di tessuti: i documenti dell'epoca raccontano che il mercato era allietato dalla presenza di giocolieri, artisti di strada e musici — cioè esattamente ciò che la rievocazione rimette in scena oggi.
Il 1082, l'abate e il castello occupato
Nel 1082 Enrico IV di Franconia, di ritorno dall'assedio di Roma, trovò ospitalità e riposo nell'abbazia di Farfa; da quell'incontro venne la richiesta dell'abate Berardo di riprendere il possesso del castello di Fara, che era occupato dal signore di quelle terre, Rustico dei Crescenzi Ottaviani. È questa la scena che la rievocazione porta in strada: l'ingresso dell'imperatore con l'antipapa Clemente III.
C'è poi un altro passaggio che questi luoghi ricordano: fra il 1209 e il 1226 vi transitò Francesco d'Assisi, che soggiornò nella Valle Santa reatina e, percorrendo la strada verso Roma, deviò per il borgo di Farfa.
Scacchi viventi e giochi fra contrade
Il gioco degli scacchi viventi apre la sfida: due squadre in costume si affrontano sulla scacchiera, muovendosi come pezzi. Accanto ci sono i giochi medievali con la sfida fra le contrade dei due borghi — il tiro con la fune, la corsa dei carretti, la brocca colma d'acqua — e il corteo storico nelle vie di Fara, che si chiude con l'elezione della dama più bella.
Nei due giorni resta piantato un accampamento di arcieri e soldati: vari gruppi di armati e figuranti in costume, con lunga esperienza in ricostruzioni, danno vita a simulazioni di battaglie, duelli e tornei, e famiglie e bambini possono indossare un'antica veste o assistere da vicino a un combattimento. Gli spettacoli sono completati dagli sbandieratori e tamburini dei gruppi storici di Roccantica e Montefiascone, dai mangiatori di fuoco, dai musici, dalle danze e dalle letture dei tarocchi.
C'è poi lo spettacolo di falconeria, con esposizione ed esibizione di rapaci — poiane, falco sacro e gufo reale — dove i partecipanti possono indossare il guanto ed essere «falconieri per un giorno». E c'è il percorso delle paure: una lunga e stretta via allestita a Fara, «intrisa di strani esseri e colpi di scena» per chi vorrà attraversarla.
Le fregnacce e il pane farense
Il mercato cittadino riempie di botteghe e antichi mestieri le vie e le piazze dei due centri storici: gli stand si allineano a Farfa, a ridosso dell'abbazia, e a Fara lungo la via centrale e in piazza del Duomo. C'è spazio per gli artigiani del ferro, del legno e della terracotta, e per l'esposizione di opere pittoriche.
Sul fronte del cibo, le degustazioni puntano su ciò che in Sabina si mangia da sempre: le fregnacce con sugo alle olive, il pane farense, l'olio extra vergine di oliva DOP, la zuppa di pane, i cereali e i legumi, i salumi e i formaggi, i dolci fatti secondo antiche ricette. E poi il formaggio di pecora fresco e stagionato, le salsicce e i salumi di cinghiale, il miele millefiori e quello di acacia, lo zafferano; da bere, idromele e birra d'abbazia.
Durante la manifestazione si possono visitare, guidati da personaggi in costume storico, i principali monumenti e i luoghi di antica costruzione, comprese alcune storiche botteghe artigiane ancora presenti nei borghi. La rievocazione ripercorre la storia del borgo dal periodo longobardo al basso Medioevo, con volti, casati, battaglie e tornei riproposti — dicono gli organizzatori — il più fedelmente possibile.
Come arrivare alla festa
Il Castrum Pharae a Fara in Sabina si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Poggio Mirteto, a 11 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Carlo Corso, e il tragitto è di 8,8 chilometri per 12 minuti di guida.
Altre feste in zona
Nei paesi della provincia di Rieti, altre tradizioni.
- Castaldato Interocrino ad Antrodoco — luglio
- Rievocazione Storica del Presepe a Greccio — dicembre
- Assalto al Castello a Contigliano — agosto