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Corsa del Drappo a Tolfa 2026 - Sfide a due su 500 metri di salita, dal 1817
A Tolfa, nella Città metropolitana di Roma Capitale, tra la seconda metà di agosto e il 1° settembre si corre la Corsa del Drappo, il momento clou della festa patronale di Sant'Egidio Abate. Cavalli mezzosangue, montati da fantini che arrivano da diverse regioni, si affrontano a due a due su Viale d'Italia, trasformato per l'occasione in una pista in terra battuta con doppia recinzione: circa 500 metri in salita, con partenza "a traina", fino all'ultimo metro. La corsa, documentata fin dal 1817, oggi si articola in dodici sfide dirette, una dietro l'altra.
Non è una corsa in gruppo. La mattina della giornata clou sfilano i rioni e le autorità, e le batterie si sorteggiano nella sede comunale; poi ci sono la consegna delle giubbe coi colori dei paesi ai fantini e alle scuderie e la presentazione dello stendardo, che ogni anno è opera di un artista diverso.
Documentata dal 1817, e i fantini se li prendeva Siena
Quella che oggi si chiama Drappo dei Comuni ha un nome più antico e uno dialettale: è la Corsa dei Cavalli al Fantino, in paese la «Cursa de le Cavalle», documentata fin dal 1817. Sono «oltre duecento anni di storia che hanno reso Tolfa una vera "città del cavallo"».
Il segno più chiaro di quanto valesse questa scuola equestre arriva da fuori. Nei primi decenni della corsa, celebri fantini tolfetani furono ingaggiati dalle contrade del Palio di Siena: Giuseppe Gentili detto Ciancone, che a Siena chiamavano «il Professore», Antonio Trinetti detto Canapetta, Antonio Villella detto Trentacinque — a Siena noto come Sgaibarre — e con loro Torquato Moggi (Tafanello) e Augusto Berardozzi (Pizzichetto). Correvano sulla stessa pista di viale d'Italia, quella che a Tolfa chiamano «stirica».
La corsa storica è diventata Drappo dei Comuni dal 2008, aprendosi ai paesi del comprensorio: da allora è una delle manifestazioni equestri più affascinanti del panorama laziale. Lo storico Ferdinando Bianchi la definisce «uno degli eventi più profondamente legati alla identità locale di territorio agro-silvo pastorale di pregio».
La settimana del cavallo: butteri, anelli, sette rioni
La corsa non è sola: chiude una settimana intera dedicata al cavallo, in quella che è l'unica città in Italia a dare il nome alla razza autoctona del Cavallo tolfetano — e che è ufficialmente Città del Cavallo dal 2021.
Si comincia a metà agosto con il Torneo dei Butteri, che si disputa dal 1968 e chiama a raccolta i butteri di diverse regioni. Qui non si corre soltanto: i momenti clou sono «le sfide nella gara di cattura del vitello e la "merca", ovvero la marchiatura degli animali», cioè il mestiere vero portato in gara. Ad aprirlo sono le coreografie del Gruppo Musici Sbandieratori di Tolfa.
Sette rioni disegnati nel 1989, e la presa degli anelli
Poi c'è la gara dei rioni, chiamata Drappo dei Rioni o Drappo degli Anelli, ed è una corsa dei cavalli con presa degli anelli: scendono in pista 42 fra cavalieri e amazzoni, sei per ciascuno dei sette rioni, e alla fine si premiano sia il rione vincente sia il miglior cavaliere fra tutti e quarantadue. A giudicare sono i membri dell'associazione Cavalieri di Tolfa.
I sette rioni — Rocca, Poggiarello, Cappuccini, Lizzera, Sughera, Casalaccio e Battaglione — non vengono dal Medioevo: la loro suddivisione toponomastica fu tracciata nel 1989 dalla Pro Loco, che disegnò anche «i colori d'appartenenza ed i simboli di stemma». Il Drappo dei Rioni è organizzato dalla Pro Loco col patrocinio del Comune, dell'Università Agraria e delle sigle Tolfa Città Slow e Tolfa Città del Cavallo, col contributo della Regione Lazio.
Sant'Egidio Abate: la messa, la processione e i palloni di carta
Tutto questo sta dentro la festa patronale. A Tolfa, «borgo collinare dei Monti della Tolfa tra Roma e il mare», la festa di Sant'Egidio Abate unisce da oltre due secoli fede e passione equestre, e si celebra «tra la seconda metà di agosto e il 1° settembre».
Nella chiesa dedicata al patrono si celebra la messa solenne, seguita dalla processione per le vie del centro storico. E poi arriva la parte che il paese ama di più, e che con i cavalli non c'entra niente: il lancio dei palloni aerostatici di carta di Sant'Egidio da piazza Giacomo Matteotti, quando «decine di grandi mongolfiere artigianali si alzano nel cielo della sera».
La chiusura è quella delle feste di paese fatte bene: i concerti in piazza Vittorio Veneto, la tombola di Sant'Egidio e i fuochi d'artificio. Arrivano dopo una settimana in cui il paese ha corso, marchiato, sfilato e pregato, sempre intorno alla stessa cosa: il cavallo.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Tolfa per la Corsa del Drappo chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Civitavecchia, a 18 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Civitavecchia Nord, e il tragitto è di 14 chilometri per 15 minuti di guida.
Da vedere qui intorno
Altri appuntamenti in provincia di Roma.
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