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Folklore e Rievocazioni

Festa della Contea a Gorizia 2027 - Il documento del 1001 in cui Ottone III nomina la villa Gorica

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 25 al 29 aprile 2026
Dove Corso Verdi, Gorizia

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: andreatomasella.com, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

«Contea. Profumi di cultura europea» si tiene a Gorizia, in Friuli-Venezia Giulia, fra la fine di aprile e maggio, attorno all'anniversario del 28 aprile 1001: il giorno in cui il nome della città compare per la prima volta in un documento. Ai Giardini pubblici di corso Verdi si monta un villaggio medievale con oltre novanta rievocatori, a Borgo Castello un accampamento longobardo, e la domenica il Castello di Gorizia si visita con ingresso gratuito. La organizza il Comune, con le associazioni della città, per celebrare il compleanno di Gorizia.

Una città che festeggia il proprio compleanno

Ci sono feste che celebrano un santo e feste che celebrano un raccolto. A Gorizia se ne celebra una che non somiglia a nessuna delle due: il compleanno della città. «Contea. Profumi di cultura europea» è la manifestazione con cui il Comune ricorda il giorno in cui il nome di Gorizia è comparso per la prima volta in un documento, e per farlo riporta la storia tra le vie del centro e i bastioni del suo maniero.

Il senso dichiarato va oltre la rievocazione: riscoprire le radici di un territorio che nel corso dei secoli è diventato uno snodo cruciale della cultura europea e, oggi, un significativo laboratorio di pace. Mille anni di storia tra genti e confini, raccontati con spettacoli, itinerari culturali, incontri ed enogastronomia.

Il 28 aprile 1001, e che cosa dice quella carta

La data non è simbolica, è documentata. È il 28 aprile 1001 la prima volta che il nome di Gorizia compare in un documento: l'Imperatore Ottone III dona il Castello di Salcano e la «villa che nella lingua degli slavi viene chiamata Gorica» per metà al Patriarca di Aquileia, per l'altra al conte del Friuli Guariento.

La festa sta appoggiata a quella data: le iniziative si susseguono nei giorni attorno al 28 aprile, e la domenica il Castello di Gorizia è visitabile con ingresso gratuito, mentre ai Giardini pubblici di corso Verdi prende vita il villaggio medievale e Borgo Castello quello longobardo. Fra le altre cose ci sono una caccia al tesoro, «GO de Cercar», che parte dai Giardini pubblici, le visite guidate che muovono da lì, e tre incontri intitolati «Conosciamo la Contea».

La prima edizione della festa ha messo in scena quel passaggio alla lettera: a inaugurarla è stato un nobile vero, che insieme al suo seguito, in abiti medievali, ha ripercorso il momento in cui il nome di Gorizia si affacciò nella storia ufficiale.

Il villaggio ai Giardini pubblici

Il cuore della manifestazione sta ai Giardini pubblici di corso Verdi, dove viene ricostruito un villaggio medievale con oltre novanta rievocatori. Al centro c'è l'area spettacoli, dove a rotazione si susseguono esibizioni a tema: giullari, mangiafuoco, armigeri, musici, danze, tamburi e sbandieratori — e in giro trampolieri, uomini d'arme e dame che nel corso della giornata danno dimostrazione della vita di corte.

Tutto attorno stanno le aree in cui si impara facendo. C'è quella dedicata alla storia della carta, quella dei giochi medievali in legno, la cartomanzia, il battimoneta che si può osservare all'opera, l'arte antica del mosaico, le armi dell'epoca — spade, pugnali, archi — e la falconeria, con la presenza di rapaci e gufi: l'occasione, dicono gli organizzatori, per raccontare il rapporto di collaborazione, fiducia e rispetto che si instaura fra falconiere e rapace.

Nel mercatino artigianale i banchi propongono manufatti in legno, di ceramica, prodotti legati all'esoterismo dell'età di mezzo, e poi spille, anelli, orecchini, braccialetti, pietre dure. E l'elenco potrebbe continuare.

I longobardi di Borgo Castello

Contemporaneamente, più in alto, Borgo Castello ospita un accampamento longobardo curato dall'associazione Invicti Lupi di Romans d'Isonzo. Non è una scenografia: l'insediamento espone abiti, corredi e attrezzature del VI-VII secolo d.C. e propone dimostrazioni didattiche con spiegazioni sull'uso delle armi e sugli usi e costumi della società civile e militare dell'epoca.

Gli studi, le danze e le altre epoche

Accanto alle armi ci sono i libri. Il Gruppo di Ricerca Storica Isonzo cura un pomeriggio di studi che si apre con un intervento sulle monete della Contea di Gorizia attraverso i tempi, e le rievocazioni fanno da cornice a incontri e presentazioni di libri. L'associazione Danzar gioioso di Lavariano si esibisce nei pomeriggi di sabato e domenica ai Giardini pubblici in danze del XV secolo, mentre i tamburi e gli sbandieratori di «Lupi Feritas» di Valvasone attraversano il centro.

E il Medioevo non è l'unica epoca convocata: Gorizia resta al centro anche nell'Ottocento e nel Novecento, e nel Cinquecento, quando la Contea passò dai Conti agli Asburgo.

Dietro tutta la macchina organizzativa ci sono le associazioni — innanzitutto la Pro Loco Gorizia insieme al Centro per la conservazione e la valorizzazione delle tradizioni popolari di Borgo San Rocco, con il Collettivo Terzo Teatro e l'associazione Etnos. Un dettaglio dice quanto la festa sia servita alla città: è nata in piena pandemia, in un momento in cui i grandi appuntamenti venivano meno, ed è diventata via via centrale nel calendario cittadino.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la Festa della Contea a Gorizia è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Gorizia Centrale a un passo dal centro, 1,6 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Počivališče Vrtojba, e da lì restano 4,3 chilometri e 7 minuti.

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