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Alla Corte dei Suardo a Bianzano 2027 - Quadri viventi e vendita di prodotti tipici
Fonte: comune.bianzano.bg.it, letta il 20/09/2026.
Alla Corte dei Suardo si tiene a Bianzano, in provincia di Bergamo, la prima domenica di agosto e nei tre giorni che la precedono. Gli abitanti in costume d'epoca allestiscono nei cortili del centro storico i quadri viventi degli antichi mestieri — circa venticinque ambientazioni, ideate e interpretate da loro — e la domenica pomeriggio il corteo rievoca l'arrivo dei conti Suardo, con il cerimoniale di donazione del castello agli sposi. Nel 1367 Giovanni di Baldino Suardo e Bernarda Visconti, figlia di Bernabò signore di Milano, giunsero a Bianzano nel castello che il padre Baldino aveva loro donato.
Il matrimonio del 1367 e il castello donato
Il legame fra il Castello di Bianzano e la dinastia dei Suardo affonda le radici nella seconda metà del Trecento. Nell'anno del Signore 1367 Giovanni di Baldino Suardo e Bernarda Visconti, figlia di Bernabò, Signore di Milano, da poco uniti in matrimonio, giunsero nel borgo di Bianzano dove sorgeva il Castello che il padre Baldino aveva loro donato. La povera comunità del paese accolse i nobili con grandi festeggiamenti, affrescando in loro onore l'atrio e il portale d'ingresso del Castello: quei dipinti, che riguardano anche il cortiletto, sono tuttora visibili, e in essi trovarono collocazione gli stemmi dei Visconti e dei Suardo. Nacque allora il ramo di Bianzano della casata, ancora in vita.
Il borgo che fa da scena è piccolo — cinquecento anime — e sta su una collina soleggiata che domina il Lago di Endine, nella Valle Cavallina. Attorno ci sono le pietre della sua storia: il Castello Suardo, del 1233, il Santuario dell'Assunta, del 1234, e la parrocchiale di San Rocco, del 1565. Il castello che domina il centro storico è del XIII secolo.
Quadri viventi nei cortili del borgo
Il cardine della manifestazione è l'impegno diretto della popolazione di Bianzano: intere famiglie in costume d'epoca rievocano la vita vissuta nel Medioevo, riproponendo nei Quadri Viventi antichi mestieri, usanze e tradizioni: mestieri quasi scomparsi e storie di vita passata. Le ambientazioni sono circa venticinque ogni anno, e crescono di edizione in edizione — altrove se ne contano almeno trenta. Sono ideate e interpretate direttamente dagli abitanti nei cortili più caratteristici del centro storico, abbelliti e addobbati per l'occasione.
I figuranti nei quadri sono circa centosettanta residenti, in costumi confezionati artigianalmente, e sono loro ad accogliere i visitatori nei cortili e negli angoli del borgo per visite guidate alla scoperta della storia locale. Nei cortili si incontrano anche le tradizioni e i prodotti tipici della Valle Cavallina.
Il resto lo fa la scenografia del paese, il fieno sparso lungo le strade, i segni della modernità nascosti con cura, le torce accese per illuminare il percorso del visitatore. E fra i quadri ce n'è uno che si sente prima di vederlo: i profumi di fresco bucato, con le donne alla fontana del «Soon».
Una rievocazione nata per gioco nel 1997
«Alla Corte dei Suardo» nasce nel 1997 da un'interpretazione storica, e fin dalla prima edizione riscuote grande successo di pubblico e di adesioni. La organizza l'Associazione di Promozione Culturale e Turistica Pro Bianzano, che è anche ente promotore e direttore artistico, e che promuove iniziative culturali e turistiche di valorizzazione del territorio e di recupero delle antiche tradizioni locali.
Iniziata per gioco e rappresentata dalla popolazione del paese, in un borgo storico rimasto intatto sotto il castello, la manifestazione è cresciuta nel tempo, e ha tenuto insieme gli abitanti attorno alle tradizioni e alla cultura del posto. È una delle rievocazioni più longeve della bergamasca. Chi la organizza la chiama, tornando alle origini, una «rievocazione della rievocazione», per ritrovare quel miracoloso entusiasmo foriero di innumerevoli successi.
Si tiene la prima domenica d'agosto e nei tre giorni che la precedono, oggi riproposta con cadenza biennale. Sono quattro giorni, si apre il giovedì con la serata di presentazione al Castello, di solito con un concerto e piccole rappresentazioni nel centro storico; il venerdì è tradizionalmente dedicato ai giochi e alle prove di abilità per tutte le età; il sabato agli antichi mestieri e ai quadri viventi.
Tamburi, campanacci e la corsa delle oche
L'apertura ufficiale dei festeggiamenti arriva con tamburi e campanacci lungo le vie del centro storico, a cura dei «Monelli» di Bianzano, che aprono anche il corteo iniziale insieme a nobili e figuranti in costume d'epoca. Sempre i Monelli curano la corsa delle oche, al termine della quale il vincitore viene incoronato «Mastro Monello», e la corsa degli asini lungo le vie del centro storico.
Poi c'è la sfida tra le vie del paese, con la presentazione ufficiale degli sfidanti, dei gonfaloni delle vie, dei fantini e degli scudieri; le gare vengono presentate in italiano antico dai Cavalieri di Suvereto, ospiti e animatori della serata, e i vincitori sono premiati da Federico il poeta. La sera si accende: spettacolo con il fuoco in piazza a cura dei Cavalieri e Maestri d'arme di Suvereto, ed esibizione notturna degli arcieri del Lago sul sagrato, con prove di precisione e abilità.
L'elenco di chi anima il borgo è lungo. Ci sono gli sbandieratori e musici «Quadrà Zeveto» di Chiari, il Gruppo Arcieri del Lago di Monasterolo del Castello con le prove di tiro con l'arco al castello, «I Falconieri delle Orobie» di Zogno con l'esposizione di rapaci e le lezioni dimostrative, i Falconieri di Colmurano, i combattimenti storici con ascia, spada e lancia di Black Eagle e Asator B. Ross, la compagnia di musici «I Lumacorni», il cabaret e l'improvvisazione comica di «Nespolo lo Giullare», il ritmo e le tamburate dei «Tamburi Medievali di Brisighella», la poesia in rima e l'improvvisazione teatrale del maestro umbro Gianluca Foresi di Orvieto, giullar cortese e rievocatore storico, i cavalieri di Trescore Balneario, il corpo musicale «Baghet Band», il gruppo storico del Canavese «Ij Ruset» di Ivrea con tamburi, chiarine e nobiltà, il gruppo storico degli Scacchi Viventi di Mapello, i musici toscani «Giullari dell'Allegra Brigata», il fachiro Ivan Show Uomo d'acciaio e i «Maestri d'arme di Suvereto» con lo spettacolo dei Frati Burloni, fatto di gag, aneddoti, comicità, italiano antico e del gioco della zara. Il gruppo di ricostruzione storica «I Cavalieri della Commenda» di Genova porta una preparazione sull'arte marziale della scherma medievale fra le più professionali in Italia ed Europa, con combattimenti di grande impatto.
Ci sono poi due scene che restano. Il «corteo degli animali» è una libera sfilata, lungo le vie del centro storico, di asinelli, vitelli, caprette, galline e di tutti gli animali non pericolosi presenti; e c'è il racconto del processo di Rolandina Roncaglia, che di giorno vende uova mentre la sera si aggira per i bordelli di san Matteo. La domenica mattina si celebra la Messa medievale in latino presso il Santuario dell'Assunta, con offertorio medievale in costume.
Corteo nuziale e donazione del castello
Il cuore della manifestazione è nel pomeriggio di domenica, con il grande corteo e i festeggiamenti per l'arrivo a Bianzano dei conti Suardo. Il Grande Corteo Nuziale percorre il centro storico con sbandieratori, arcieri, musici, giullari, tamburini, maestri d'arme, monelli, gruppi storici, nobili e figuranti in costume d'epoca; sfilano oltre trecento figuranti di Bianzano — cinquecento contando i gruppi arrivati da altre regioni — e diversi gruppi folcloristici provenienti da ogni parte d'Italia, fino all'esterno del castello. Prima passano anche i cavalli, con la possibilità di prove di monta, e gli arcieri con le prove di tiro.
Lì si compie l'atto che dà senso a tutto, il solenne cerimoniale di donazione del castello agli sposi Giovanni di Baldino Suardo e Bernarda di Bernabò Visconti, da parte del padre Baldino, e la fondazione del ramo di Bianzano della casata dei Suardo. La serata si chiude con canti e balli in piazza e lungo le vie del borgo, spettacoli con il fuoco, musica e combattimenti, e con l'attesissima investitura dei nuovi castellani, momento solenne e simbolico che chiude la manifestazione.
Trippa, bocconcini de asino e vin scuro
Lungo il percorso non manca il servizio ristoro, con piatti tipici bergamaschi e gustosi cibi medievali, e i banchetti con le specialità tradizionali. Il menù medievale è scritto come si scriveva allora: antipasto de lo contado cum formagella della Valle Rossa et nostro salame, trippa cum verdura de Bientiano, bocconcini de asino in salmì cum fagioli, panem, vin scuro e acqua de la fonte.
Chi preferisce la carne trova gli spiedini e le salamelle alla griglia con frittura de patate e la torta dolce de pomi freschi; chi sceglie il rustico, la pasta ai profumi di bosco e la luganega cum cipolle. Il pane, il vino scuro e l'acqua della fonte restano gli stessi in tutti e tre.
Come arrivare alla festa
La festa a Bianzano si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Montello-Gorlago, a 18 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Gazzaniga, e il tragitto è di 9,7 chilometri per 13 minuti di guida.
Feste vicine, in altri paesi
Vicino a questo paese, altre feste da scoprire.
- In Secula a Gandino — luglio
- Apertura delle Cascate del Serio a Valbondione — giugno
- Madonna del Carmine ad Algua — luglio