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Corteo Storico Matildico a Quattro Castella 2027 - Rievocazione storica con oltre 1.000 comparse

8 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
l'ultimo fine settimana di maggio — quest'anno dal 29 al 30 maggio 2027
Dove Castello di Bianello, Quattro Castella

Fonte: corteomatildico.it, letta il 20/09/2026.

Il Corteo Storico Matildico si svolge a Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, in Emilia-Romagna, l'ultimo fine settimana di maggio, e rievoca la reinfeudazione di Matilde di Canossa per mano di Enrico V. Nel maggio del 1111 Enrico V di Franconia, di ritorno da Roma dove aveva ricevuto la corona imperiale da Papa Pasquale II, si fermò tre giorni ai piedi del castello di Bianello prima di ripartire per la Germania. In quei tre giorni chiuse una guerra e restituì a Matilde di Canossa tutto ciò che suo padre le aveva tolto. Ogni ultimo fine settimana di maggio, a Quattro Castella, quei tre giorni tornano a essere recitati nello stesso luogo dove Enrico V montò il campo tendato del suo esercito.

Il gesto che si rievoca: la reinfeudazione

Al centro del Corteo non c'è genericamente l'atmosfera medievale, ma un episodio preciso: la solenne reinfeudazione di Matilde per mano di Enrico V, avvenuta ai piedi del Castello di Bianello tra il 6 e l'11 maggio dell'anno 1111. È il rito con cui a Matilde vennero restituiti i diritti feudali revocati col Bando di Lucca, del luglio 1080, quando Enrico IV di Franconia la accusò di lesa maestà e alto tradimento in giudizio solenne, disponendo la confisca di tutti i beni e i feudi e sciogliendo i vassalli dall'obbligo di fedeltà.

L'imperatore che chiuse la partita era il figlio di quell'Enrico IV che nel 1077 aveva ottenuto da Papa Gregorio VII, grazie alla mediazione di Matilde, il perdono di Canossa; e prima ancora, all'incontro di Monte Zane — uno dei quattro colli di Quattro Castella — era stata Matilde a fare da intermediaria per il Papa. Trent'anni dopo il Bando, il figlio revocò quel provvedimento e le assegnò il titolo di «Vicaria Imperiale in Italia». L'episodio è narrato nella Vita Mathildis, il manoscritto del monaco Donizone di Sant'Apollonio di Canossa, redatto fra il 1111 e il 1115 e oggi conservato alla Biblioteca Vaticana. Fu il passo decisivo verso il concordato di Worms del 1122, fra lo stesso imperatore e Papa Callisto II.

La cerimonia ebbe luogo sul sagrato della chiesa di Sant'Antonino, poco distante da dove attualmente avviene la manifestazione. Quell'atto contò per due ragioni: perché a essere incoronata fu una donna, e perché per la prima volta nella storia si creò un nucleo politico italiano autonomo dal potere papale e da quello imperiale germanico.

Dal 1955, e l'interruzione dal 1972 al 1984

Il Corteo storico matildico fu ideato e realizzato per la prima volta nel 1955, e da allora si svolge con cadenza annuale a Quattro Castella; fu però interrotto dal 1972 al 1984. Dall'anno della ripresa, il 1984, la manifestazione è organizzata dal Comitato Matildico, un gruppo di volontari castellesi che opera in nome e per conto del Comune di Quattro Castella.

Il Corteo non esiste solo nei giorni della festa: vive tutto l'anno grazie al lavoro delle contrade, dei volontari, dei gruppi storici e di una comunità che continua a costruirlo, immaginarlo e tramandarlo. Nelle settimane che precedono l'evento le contrade tornano a popolare i prati del Bianello con le prove.

Le contrade e le quattro gualdane

Le contrade di sbandieratori e musici castellesi sono il cuore pulsante della manifestazione. La Contrada Borgoleto nasce nel 2008 dall'unione di due gruppi storici — Borgoleto, nobili, simbolo la torre, colore viola, e San Giorgio, sbandieratori, nobili e boscaioli, simbolo il drago e la roncola, colori giallo e verde — e propone scene di vita nobiliare, accampamenti boscaioli con antichi mestieri e danze storiche. La Contrada Maestà della Battaglia, blu e rosso, fondata anch'essa nel 2008, prende il nome dalla battaglia del 1092 in cui Matilde sconfisse Enrico IV, commemorata dalla Chiesa della Madonna della Battaglia eretta in segno di gratitudine; conta oltre 250 soci fra sbandieratori, musici e arcieri. La Contrada di Monticelli, giallo e nero, viene da un borgo documentato sin dal X secolo. I Villici rievocano la vita contadina, con la cottura del formaggio e la preparazione del pane con cereali antichi — il Grano del Miracolo. Accanto a loro il Gruppo Storico Arcieri delle Quattro Castella.

Diverso è il Gran Passo d'Armi, il gruppo fondato nel 2013 che porta il nome della contesa: raccoglie i partecipanti delle quattro gualdane, una per ciascuno dei quattro colli — Bianello, Monte Lucio, Monte Vetro e Monte Zane — a rievocare le antiche milizie locali.

Il ponte, gli anelli e il Palio

La contesa più attesa è il Gran Passo d'Armi, noto anche come Gioco del Ponte o Lotta del Ponte. Due squadre di sette lottatori si affrontano sopra un ponte di legno: vince la squadra che riesce a far cadere tutti i componenti avversari, lasciando almeno un proprio membro ancora sopra. Le quattro gualdane si sfidano per la conquista del Palio, che prima della sfida viene prelevato in Municipio, portato in chiesa e benedetto durante la messa in costume storico. Dalla quarantaseiesima edizione esiste un albo dei vincitori della contesa.

L'altra gara è la Quintana dell'Anello, gioco d'abilità per cavalieri: durante una corsa a cavallo bisogna infilare con la lancia degli anelli che diventano mano a mano più piccoli. Ogni cavaliere è associato a una contrada storica, e al vincitore spetta l'onore di tenere per un intero anno il Palo della Quintana. Nel programma trovano posto anche l'investitura del nuovo Cavaliere, il sorteggio del gioco del Ponte con la scelta in sorte delle sfide e il giuramento di lealtà, il torneo di bandiere, quello di tiro con arco storico e il Palio dei Putti, giochi di forza e destrezza.

La Notte del Volgo e il villaggio sotto il castello

Si entra nel vivo con la cena medievale «La Notte del Volgo», sul sagrato della chiesa di Sant'Antonino allestito dai Villici: è la prima occasione per vedere gli attori in costume, perché Matilde e la sua corte intervengono e cenano con gli ospiti, intrattenuti da saltimbanchi, sbandieratori e musici, con danza medievale, scherma scenica, focoleria e un menestrello. Una fiaccolata di tutte le contrade scende dal Castello di Bianello fino al sagrato. Nelle giornate della manifestazione si svolgono visite guidate al castello di Bianello e alla chiesa di Sant'Antonino.

I prati sotto il castello diventano un villaggio medievale con oltre trenta gruppi storici, pensato anche come didattica della storia per bambini e famiglie: accampamenti militari, macchine d'assedio, banchi didattici, mercato medievale con prodotti tipici e artigianato, taverne curate da ciascuna contrada, prove libere di tiro con l'arco e lancio dell'ascia, e animali — rapaci, pony, pecore, lupi di Saarloos. All'Arena Matildica si susseguono spettacoli di bandiere, falconeria e scherma scenica; dopo il tramonto e fino a tarda notte vie, piazzette e cortili si animano di centinaia di personaggi in costume, con ricostruzioni di combattimenti e commedia burlesca, e sopra il castello lo spettacolo di pirotecnia.

Il rosso di Matilde, depositato come pantone

Il rosso della veste di Matilde nell'affresco del Bianello è stato brevettato dal Comitato Matildico come «rosso Matilde», depositato come pantone, e serve sia per l'illuminazione del castello nell'anniversario della morte di Matilde, il 24 luglio, sia come materiale decorativo e simbolico del Corteo. I costumi nascono da bozzetti dei membri del Comitato, nella maggior parte dei casi fedeli riproduzioni delle miniature contenute nella Vita Mathildis, e vengono realizzati da un'ex dipendente di Max Mara ora in pensione; parte dei costumi è prodotta dalle sarte delle contrade.

La veste di Matilde è fatta di sottoveste di lino greggio, veste di cotone a trama grezza, mantello di cotone grezzo e pesante, tutto su tonalità di rosso su rosso, ottenute con tintura naturale a più passaggi, con il mantello opacizzato da una trama di fili scuri. Nell'epoca di Matilde il rosso era un colore potente, associato al potere ultraterreno, alla protezione, alla passione e al sacrificio, e per questo caro tanto alla nobiltà quanto alla chiesa.

Il corteo che dà il nome a tutto

Il nome della manifestazione viene dalla sfilata finale: oltre 1000 comparse in costume d'epoca lungo le vie di Quattro Castella. Nel tardo pomeriggio, dopo la rappresentazione teatrale — dove Matilde ed Enrico V sono interpretati comunemente da figure note dello spettacolo, della cultura e dello sport — il corteo di Matilde entra dal portone principale e quello di Enrico V dall'angolo sud-est; è stato reintrodotto anche il rito storico dell'immixtio manum, l'immissione delle mani, in cui il vassallo si inginocchia con le mani giunte e il signore prende fra le sue quelle del vassallo.

Poi il corteo esce dal Campo dei ludi, percorre le strade del centro storico e si concentra in Piazza Dante. Prima di lui, in apertura, ne è passato un altro molto più piccolo: il Corteo dei Fanciulli, con la partecipazione delle scuole materne del territorio.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere del Corteo Storico Matildico, a Quattro Castella, è alla portata di tutti. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Piazzola si trova a 2,6 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Cavriago Pianella dista 8,5 chilometri, cioè 15 minuti di strada.

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