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Folklore e Rievocazioni

Dama Vivente a Castelvetro di Modena 2026 - Una partita a dama con pedine umane in stile rinascimentale

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
due giorni (sabato e domenica) nel secondo weekend di settembre — quest'anno dall'11 al 12 settembre 2027
Dove Piazza Roma, Conegliano

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.

La Dama Vivente si tiene a Castelvetro di Modena, in provincia di Modena, a settembre, negli anni pari. La piazza principale del paese è una piazza a lastre bianche e nere, detta «della Dama», su cui si affacciano la Torre dell'Orologio, la Torre delle Prigioni, il Palazzo Rinaldi e il Palazzo Comunale: su quella pavimentazione si gioca una partita a dama, con bambini e ragazzi al posto delle pedine. Rievoca la festa che nel 1564 i Marchesi Rangoni diedero in onore di Torquato Tasso.

Si gioca negli anni pari

La Dama Vivente si svolge negli anni pari, e negli altri lascia il posto alla Festa a Castello. Sono due rievocazioni storiche che si alternano, e tutte e due riportano il visitatore nel Rinascimento.

La prima edizione della Dama Vivente risale agli anni Sessanta.

Un poeta in fuga da Bologna

Nel 1564 Torquato Tasso, «spirito inquieto, in fuga da Bologna», trovò riparo a Castelvetro presso i Marchesi Rangoni.

Il motivo della fuga è preciso: era stato emesso un mandato di cattura contro di lui per pasquinate derisorie nei confronti dell'università e della cittadinanza bolognese. A Castelvetro il poeta scrisse una lettera in sua difesa al Monsignor Cesi, rappresentante papale e suo sostenitore economico durante gli studi bolognesi. E qui, si narra, si sarebbe ispirato per comporre alcuni versi di «Erminia tra i pastori», canto settimo della Gerusalemme Liberata.

I marchesi, dal canto loro, dedicarono al poeta festeggiamenti fastosi, fra i quali una partita di dama impersonata dagli abitanti: è quella partita che il paese rifà.

Il mossiere, l'annunciatore e il giullare

Le due squadre di dame viventi sono costituite da bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie del paese, in qualità di pedine, e da ragazze, che fanno le veci delle damone. Le pedine nere rappresentano le squadre dei Marchesi Rangoni, quelle bianche i Marchesi Montecuccoli.

Ciascuna squadra ha un mossiere, il quale, seduto sotto la Torre dell'Orologio, gioca a dama con il suo avversario e comunica verbalmente la mossa che le dame viventi devono riprodurre. La mossa viene poi annunciata a voce dall'annunciatore.

C'è poi il giullare di corte, il quale, con il suo atteggiamento giocoso, ha il compito di stemperare la tensione provata dai bambini ed eventualmente prestare il primo soccorso nel caso di malori.

Le pedine subiscono un ricambio generazionale ogni tre, quattro anni.

Il corteo, e come si rientra

La rievocazione si ripete in due serate, e comincia sempre con un corteo. Parte dalla mostra «Fili d'oro a Palazzo», in via Torquato Tasso, sfila lungo la via, arriva davanti a Palazzo Rangoni e alla chiesa parrocchiale dei Santi Senesio e Teompompo, nel Piazzale Madonnina; poi, costeggiando la parrocchia, risale su via Cialdini e si raccoglie dentro il palazzo storico che ospita il Comune, il punto informazioni e la biblioteca.

Dopo l'introduzione del cerimoniere, il corteo scende la scalinata del palazzo e si riversa in piazza, dando inizio alla sfida. A sfilare sono gli invitati alla festa per Tasso — i Marchesi Rangone, i Marchesi Montecuccoli e alcune personalità dell'epoca, come Isabella di Portogallo — insieme a un gruppo di sbandieratori e musici da una parte e di armigeri dall'altra, e alle due squadre di dame viventi.

Una volta conclusasi la partita a dama, il corteo si ricompone secondo le stesse figure proposte all'andata per rientrare all'interno del palazzo. Attorno alla partita ci sono spettacoli di danze aeree e verticali, giochi di fuoco, danze storiche e i sapori della tradizione del tempo, serviti da popolani e fantesche.

Gli abiti, e che cosa raccontano

La mostra permanente «Fili d'oro a Palazzo» è l'archivio e il bacino dal quale attingere per la realizzazione del corteo, e tutti coloro che sfilano passano dalla mostra per poter indossare l'abito loro assegnato — con un'eccezione, gli armigeri, che hanno abiti a sé e li gestiscono in modo autonomo. Gli abiti esposti, gli stessi che si vedono in piazza, sono interamente ricamati a mano, e la mostra si può visitare tutte le domeniche dell'anno, esclusi luglio e agosto.

Le sarte del gruppo generalmente procedono stampando quadri d'epoca, in particolar modo realizzati dal Bronzino. I costumi contengono diverse simbologie che caratterizzano l'indossatrice — la fedeltà coniugale, come la presenza di una cintura, la fertilità femminile, ma anche la conoscenza, come trame con il disegno del melograno.

Anche i materiali arrivano da lontano: i gioielli abbinati ai costumi vengono realizzati da un artigiano spagnolo specializzato nell'epoca storica del Cinquecento, mentre il resto dei tessuti è acquistato da un negozio di Carpi specializzato in rievocazione storica e da un rigattiere francese. L'associazione che organizza, insieme all'Amministrazione Comunale, si distingue per il rigore stilistico e storico che cerca di mantenere attraverso ricerche approfondite, e la collezione ha suscitato interesse in Italia e all'estero.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Castelvetro di Modena per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Vignola, a 7,9 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Modena Sud, e il tragitto è di 10 chilometri per 12 minuti di guida.

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