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Dante ghibellino a San Godenzo 2027 - Rievocazione storica del convegno dei fuoriusciti
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
«Dante ghibellino» è la rievocazione storica che si tiene a San Godenzo, in provincia di Firenze, il primo fine settimana di luglio, dal 1991. Nel coro dell'Abbazia del paese, nel giugno del 1302, si tenne una riunione di esuli fiorentini. C'era anche Dante Alighieri, appena condannato a morte in contumacia da Firenze, e quel convegno ancora oggi viene ricordato come l'ultimo atto politico di Dante prima dell'esilio definitivo.
Che cosa si firmò davvero, quel giorno
L'antefatto è una guerra civile. La lotta intestina a Firenze, fra guelfi neri da una parte e guelfi bianchi e ghibellini dall'altra, portò alla cacciata di questi ultimi dalla città, con la condanna a morte in contumacia di Dante, emessa nel gennaio del 1302 dal podestà di Firenze, Cante Gabrielli da Gubbio. I Bianchi fuggirono, e con essi il poeta, che trovò asilo presso gli amici Conti Guidi in Casentino.
Ma non intendevano arrendersi: bianchi e ghibellini meditavano vendetta e tramavano per rientrare a Firenze. Da qui il convegno nell'Abbazia, l'8 giugno.
Il Convegno di San Godenzo avvenne per stipulare un accordo fra le nobili famiglie cacciate da Firenze, con tanto di rogito notarile redatto dal notaio Ser Giovanni Buto d'Ampinana — atto conservato nell'Archivio di Stato di Firenze — per garantire economicamente gli Ubaldini, signori del Mugello, qualora avessero subito un attacco di Firenze nel loro Castello di Monteaccianico.
Il ponte che Dante attraversò
Fra i luoghi danteschi del paese c'è il «Ponte del Cicaleto», conservato intatto e in condizioni molto simili a quelle in cui lo vide Dante, che con ogni probabilità lo attraversò cominciando così il suo lungo esilio.
Attorno ci sono boschi bui e intricati che — dicono i rievocatori, e lo dicono come ipotesi — potrebbero aver ispirato la «selva oscura» del primo canto della Divina Commedia. Durante la festa si fa una camminata fino al ponte, accompagnata da letture e declamazioni della Commedia.
Un paese che si sale come le tre cantiche
Dal 2021 c'è anche un itinerario permanente. Si chiama «Nel mezzo del cammin di San Godenzo», il percorso è fisso, e lungo la strada ci sono pannelli dipinti con immagini tratte dalla Commedia, affiancate dalla trascrizione di alcune delle terzine più significative.
La disposizione segue il poema: «Mantenendo la scansione delle tre cantiche, il percorso prenderà avvio proprio ai piedi del paese con immagini e terzine tratte dall'Inferno, passando dal centro del paese e dai giardini pubblici con terzine e immagini del Purgatorio per finire con il Paradiso alla sommità del paese stesso.»
Tre giorni fra convegno, corteo e banchetto
La festa dura tre giorni, il primo fine settimana di luglio, e mette insieme — dicono gli organizzatori — «storia, letteratura, tradizione e folklore», con un forte intento divulgativo nei confronti del personaggio di Dante, della sua storia personale e politica e delle sue opere, attraverso Lectura Dantis, cortei storici, cene medievali, concerti.
Il programma tipico prevede il Convegno dantesco in Piazza Don Bosco, la Lectura Dantis, il banchetto medievale in piazza Dante, il corteo storico, gli spettacoli a tema, le visite guidate in Abbazia e nei luoghi danteschi, i fuochi artificiali e la consegna del Premio Dante Ghibellino — assegnato ogni anno a chi si sia particolarmente distinto nella divulgazione della conoscenza di Dante e delle sue opere, e che abbia anche contribuito a far conoscere San Godenzo, il territorio, le sue tradizioni e le peculiarità patrimoniali.
Il corteo è animato dal Gruppo Storico «Dante Ghibellino» del paese, con figuranti e tamburini, insieme ad altri gruppi storici della zona — da Castrocaro Terra del Sole, Dicomano, Rufina e Figline Valdarno — e per le vie si aggiungono sbandieratori, musici e uomini d'arme.
Per l'organizzazione e la gestione della rievocazione vengono coinvolte fra le cinquanta e le settanta persone, mentre i partecipanti sono indicati nel numero di circa 250. Durante l'anno il Comune segue le attività preparatorie del convegno e della cena medievale; la Pro Loco si adopera per una ricerca delle pietanze e delle ricette più adatte, progetta gli allestimenti e addobba il paese in veste medievale; nei mesi precedenti si lavora agli spettacoli serali e al corteo, curandone la coreografia e invitando i gruppi dei comuni limitrofi.
Il cibreo, e i bambini che declamano
In una delle edizioni, in apertura e in chiusura del Convegno tre bambini della Scuola Primaria Senza Zaino del paese, accompagnati dalla loro insegnante, hanno raccontato e declamato alcuni versi della Commedia studiati durante l'anno scolastico. Poi hanno preso la parola gli altri ospiti, con interventi su «Il mito di Dante nelle antiche biografie» e su «Le cattive letture di Francesca da Rimini», che affrontava anche le differenti tipologie di amore all'interno della Commedia; prima del banchetto è stata letta e commentata una delle Eroidi Dantesche scritte dal relatore.
La cena medievale è stata realizzata dal gruppo sportivo del paese, che fra le varie portate ha servito anche il cibreo, il famoso piatto tipico toscano a base di pollo. La giornata dedicata al «ghibellin fuggiasco» è proseguita col corteo accompagnato dalla musica dei tamburini, e la sera si è chiusa con uno spettacolo pirotecnico apparso alle spalle della millenaria Abbazia. La domenica mattina, al Circolo Don Bosco, è stata presentata una nuova guida dell'Abbazia con inedite mappe e documenti antichi.
Come arrivare alla festa
La festa a San Godenzo si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Dicomano, a 11 chilometri da San Godenzo, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Incisa - Reggello ha davanti un percorso di 43 chilometri che in 43 minuti porta a destinazione.
Nello stesso periodo, poco lontano
Nella stessa provincia, altre feste da mettere in calendario.
- Calcio Storico Fiorentino a Firenze — giugno
- Calambur a Certaldo — settembre
- San Romolo a Fiesole — luglio