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Folklore e Rievocazioni

Ferie delle Messi a San Gimignano 2027 - Rievocazione storica con giostre e mercato medievale

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
terzo fine settimana di giugno — quest'anno dal 19 al 20 giugno 2027
Dove Piazza del Duomo, San Gimignano

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.

Le Ferie delle Messi sono la rievocazione storica che si tiene ogni anno nella seconda metà di giugno a San Gimignano, in provincia di Siena, e dura tre giorni, dal venerdì sera alla domenica. Celebra il momento del raccolto del grano — le messi — festeggiato nel Medioevo con riti, mercati e tornei: la domenica pomeriggio oltre cinquecento figuranti in abiti d'epoca sfilano nel Corteo delle Messi fino a Piazza del Duomo, e sul far della sera si corre alla Rocca di Montestaffoli la Giostra dei Bastoni fra le quattro contrade della città. La manifestazione è organizzata dal 1993 dall'Associazione Cavalieri di Santa Fina, con il supporto del Comune.

Due rubriche di statuto

La rievocazione si rifà alle «Ferie Messium», stabilite con rubriche statutarie dal titolo «De Ferriis Ponendis» del 1255 e del 1314. Quelle feste si tennero fra il 1255 e il 1314.

L'epoca di riferimento è la seconda metà del Duecento, in relazione agli Statuti del 1255, ma il quadro che si rievoca è più largo: le iniziative comprendono tutto l'arco della cosiddetta «libertà comunale», dal 1199 — anno dell'elezione del primo Podestà, Maghinardo de' Malevolti — al 1353, anno della sottomissione a Firenze.

Veniva celebrata da tutta la popolazione come ricorrenza legata ai raccolti, ed era motivo di divertimento con canti, balli, giochi e combattimenti tra campioni armati di bastone, a piedi o a cavallo — sfide che oggi si sono trasformate nella Giostra dei Bastoni.

La parte cavalleresca, invece, poggia su documenti diversi: la ricostruzione parte da carte del XIII secolo che attestano la partecipazione dei cavalieri di San Gimignano alle battaglie di Montaperti, del 1260, e di Campaldino, del 1289.

Cinquecento figuranti fino a Piazza del Duomo

Il Corteo delle Messi è il cuore della domenica pomeriggio: oltre cinquecento figuranti in abiti d'epoca sfilano per le vie del centro fino a Piazza del Duomo.

Vi sfilano i nobili della città, le autorità comunali — fra le quali il Podestà e il Capitano del Popolo — gli armati e i cittadini provenienti dalle quattro contrade: Castello, Piazza, San Giovanni e San Matteo. Ciascuna contrada è accompagnata da cavalieri, tamburini, sbandieratori e dai personaggi che simboleggiano la fertilità della terra. Il momento culminante è l'arrivo in piazza di Flora, circondata da bambini e bambine, sopra un carro trainato da buoi: nel corteo i colori, gli oggetti e i personaggi esprimono simbolicamente il rapporto fra la terra e la fertilità.

Prima della gara si celebra il Rito della Purificazione: il trionfale ingresso delle Quattro Contrade e dei Cavalieri sui loro destrieri, il saluto del Podestà, la «Benedictio» del Ministro di Dio e il saluto del Primo Cittadino, con la benedizione dei cavalli e del pubblico. La benedizione dei cavalli delle contrade è un rito ormai incorporato nella struttura delle feste senesi.

Colpire per primi

Sul far della sera tutto il corteo si sposta alla Rocca di Montestaffoli, dove si corre la Giostra dei Bastoni, una gara incruenta fra cavalieri: una corsa a cavallo per arrivare a colpire per primi il bersaglio.

Il programma la presenta così: «Una corsa mozzafiato per essere i primi a colpire», «una gara avvincente, a tratti anche pericolosa», «foriera di grandi gioie o di grandi delusioni».

I premi si consegnano poi in Piazza del Duomo, e sono tre: la Spada d'Oro al Cavaliere vincitore, consegnata dal Podestà, il Drappellone alla Contrada vincitrice e il Masgalano alla migliore Contrada.

Le gare non sono solo a cavallo: ci sono la Gara della Treccia fra le giovani delle Quattro Contrade, il tiro alla fune fra i giovani, la gara di tiro con l'arco alla Rocca e il combattimento degli armati.

Fabbri, vasai, conciatori

Fra Piazza delle Erbe e Piazza della Cisterna si allestisce un vero e proprio mercato di oggetti medievali, fedelmente ricostruiti, da acquistare per ricordo o per futuri divertimenti. Accanto c'è una ricostruzione che propone «in chiave altamente filologica» l'attività e l'arte degli artigiani del tempo, con fabbri, vasai, filatrici, conciatori, pellicciai, erboristi e calzolai.

Gli accampamenti sono quattro: la Compagnia delle Terre d'Elsa fa didattica di vita civile e militare nel Medioevo — oltre a una dimostrazione di cucina medievale — le Lame scaligere di Verona e il Gonfalone del drago di Firenze fanno didattica di scherma storica, gli Arcieri delle Quattro Contrade e gli Arcieri Certaldesi didattica di tiro con l'arco storico. In città sono esposte anche macchine da guerra medievali.

Chi vuole fermarsi a tavola trova la Taverna dei Cavalieri, allestita al Cassero della Rocca, con piatti ispirati alla cucina medievale toscana. E per il resto ci sono falconeria con rapaci in volo nelle piazze, spettacoli di fuoco serali, acrobati e trampolieri, danze e musici.

Un anno intero di preparazione

«Le attività di preparazione durano praticamente tutto l'anno, con l'allenamento continuo dei tamburini, degli sbandieratori, delle danzatrici, delle ballerine e degli arcieri, e con le normali attività di restauro e reintegro delle armi e dei vestiti.» L'associazione ha realizzato e possiede tutto l'armamentario e i costumi necessari alla manifestazione.

A organizzarla è l'associazione dei Cavalieri di Santa Fina, nata nel 1993 con lo scopo di riproporre alla città gli avvenimenti più significativi della sua storia medievale. Il nome è ispirato a Fina dei Ciardi, morta nel 1253, oggi compatrona di San Gimignano. La direzione artistica e il coordinamento dei cortei sono affidati a un poeta e giullare, che accompagna il pubblico con saluti, rime e momenti narrativi.

La festa si tiene dentro un centro storico iscritto nella lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO, e riporta la città al XIII e XIV secolo, quando viveva il suo periodo di massimo splendore.

Come arrivare alla festa

La festa a San Gimignano si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Barberino Val d'Elsa, a 13 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Poggibonsi Ovest, e il tragitto è di 13 chilometri per 15 minuti di guida.

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