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Folklore e Rievocazioni

Festa Medievale a San Giorgio Morgeto 2027 - La baronia dei Caracciolo rievocata fino al castello

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Nei giorni del 12 e 13 agosto San Giorgio Morgeto rivitalizza le vie dell'intero borgo con l'ormai consueta Festa medievale. Due serate in cui gli abitanti indossano abiti d'epoca e prendono parte al corteo, con un episodio preciso da rimettere in scena: il giorno in cui una regina fece di questo posto una baronia.

La regina, il camerlengo e il feudo

Cuore della manifestazione è la rievocazione della concessione del feudo e del titolo baronale alla nobile famiglia napoletana dei Caracciolo, da parte della regina Giovanna I d'Angiò, intorno al 1350. Il passaggio è questo: la regina Giovanna d'Angiò nomina barone di San Giorgio il suo camerlengo, Antonio Caracciolo.

Durante la festa quel barone torna in carne e ossa: è il Barone Antonio Caracciolo a dare l'avvio ai festeggiamenti. La manifestazione, del resto, inizia proprio con il lungo corteo storico — il momento della rievocazione — a cui segue l'apertura ufficiale.

Dalla Fontana Bellissima al castello svevo normanno

Il percorso è la spina dorsale della festa, e attraversa il borgo per intero. Si parte dalla centrale Piazza dei Morgeti, caratterizzata dalla monumentale Fontana Bellissima, e si sale fino allo spiazzo nei pressi del Castello svevo normanno, cioè Piazza Castello, snodandosi tra vicoli e viuzze. Lungo lo stesso percorso sono sistemati gli artisti e i diversi stand storici.

Camminando si incontrano i mestieri del tempo: alchimiste, cartomanti, calzolai, amanuensi, locandieri, pittori, musicisti. E in fondo, al castello, c'è la parte che il paese considera ormai irrinunciabile: il Villaggio Medioevale «Daedalus», le macchine d'assedio e i mestieri medioevali dei «Mercanti del Conte Ruggero», con l'accampamento medioevale che «trova il suo spazio naturale» proprio lì.

Il Cassero, i fuochisti e la statua vivente di Dante

Il cartellone degli spettacoli mette insieme compagnie che arrivano da fuori regione. L'attesa più grande è per il ritorno del Gruppo Storico Sbandieratori e Musici «Il Cassero» di Castiglione Fiorentino, ospite fisso della festa da numerosi anni: in oltre 40 anni di attività si è esibito in diversi paesi d'Europa, fra sfilate in costume, feste medievali ed eventi sportivi di importanza mondiale come la Finale di Champions League nel 1997.

Con loro ci sono l'Associazione Culturale Liu.bo di Lucera per la fuochisteria e la giocoleria, l'Odor Rosa Musices dell'associazione Musica Historica di Grottaglie per i musici, la Compagnia del Vespro di Henna che realizza l'accampamento al Castello, l'associazione culturale Ichinen per musica e giochi medioevali, l'Associazione Archisti e Mercanti del conte Ruggiero di Napoli per l'arco e il mercato, il Duo Ingis Nate per il fuoco, e la statua vivente di Dante proveniente da Firenze. Il resto del programma si legge come un elenco di mestieri e superstizioni: macchine da guerra medioevali, il conio, la falconeria, la stregoneria, le danze, la cartomanzia, il medico della peste e il teatrino dei bambini, mentre le serate sono allietate da un'esposizione di armi medievali e da sbandieratori, giocolieri, mangiafuoco, attori, musicisti e artigiani.

Le regole del costume, fin dentro le acconciature

La fiera non è un mercatino qualunque, ed è forse la parte che dice di più sul rigore con cui il paese prende la cosa. Le bancarelle sono in legno con tela e/o iuta, di dimensioni diverse, ricostruite sullo stile dell'epoca e fornite dall'organizzazione; devono essere corredate «con materiali impiegati nell'epoca storica del XIV secolo», e il periodo rievocato vincola i partecipanti all'utilizzo di materiali attinenti. Nel mercatino, allestito nel centro storico, si vendono prodotti artigianali, alimentari già confezionati e non alimentari.

Poi c'è il regolamento del costume, che scende nel dettaglio delle persone. Gli addetti all'interno delle botteghe convenzionate devono indossare obbligatoriamente abiti medioevali, forniti dall'associazione; i partecipanti devono presentarsi, se possibile, con acconciature tipiche dell'epoca; per gli uomini barba e capelli devono essere di una lunghezza media, mentre le donne dovranno racchiudere i propri capelli all'interno di piccole reti, visibili soltanto da dietro.

I bambini, e le cose che il paese vorrebbe ancora

Fra i protagonisti ci sono gli studenti dell'Istituto Comprensivo di San Giorgio Morgeto, con diversi ruoli e a vario titolo, definiti dagli organizzatori «primi destinatari dell'evento». Gli alunni della scuola primaria frequentano attività laboratoriali, fra cui il laboratorio sulla tecnica del Kamishibai, il teatro d'immagini giapponese, attraverso il quale i bambini ripercorrono la drammatica storia della regina Giovanna I d'Angiò.

L'organizzazione dichiara di voler promuovere la conoscenza della storia di San Giorgio Morgeto e del periodo medioevale, e di stimolare la riscoperta del patrimonio storico-culturale locale. Restano poi due cose che il paese si è messo in testa e che non sono ancora parte del programma: la valorizzazione del castello con «la difficilissima organizzazione della giostra delle contrade», e un'idea sulla direzione da prendere — «come cifra caratteristica della festa ci immaginiamo la stessa come festa per il ritorno dei pellegrini dal Santiago, ripescando l'antico culto di San Giacomo presente nel borgo».

Come arrivare alla festa

La Festa Medievale a San Giorgio Morgeto si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Rosarno, a 19 chilometri da qui, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Polistena centro aspetta un percorso di 4,6 chilometri che in 6 minuti porta a destinazione.

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