Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Folklore e Rievocazioni

Folklore e Rievocazioni

Festa del Ritorno a Carfizzi 2026 - I germanesi che tornano al paese arbëresh

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 27 luglio al 16 agosto 2026
Dove Piazza P. Tassone, Carfizzi

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: crotoneok.it, letta il 20/09/2026.

La Festa del Ritorno si celebra a Carfizzi, paese arbëresh in provincia di Crotone, su un colle fra la Sila e la costa ionica, a settembre. A tornare sono i «germanesi», gli emigranti e i loro figli, che rientrano per ritrovare i paesani, la lingua arbërisht e la comunità. È l'unica festa del crotonese dedicata al ritorno degli emigrati nella terra natia, e il suo momento clou sta dentro la rassegna «La valigia d'identità».

Chi torna, e da dove

A Carfizzi la festa più sentita non celebra un santo né un raccolto: celebra delle persone che rientrano. La festa del ritorno è anche quella che celebrano ogni anno a Carfizzi, nella Calabria arbëreshe (cioè italo-albanese), i paesani e i «germanesi», cioè gli emigranti e i loro figli, che non sono più del tutto italiani (e arbëreshe) e non ancora del tutto tedeschi, oppure sono entrambe le cose assieme.

Quella definizione — non più del tutto una cosa, non ancora del tutto l'altra, o tutte e due insieme — è il cuore della giornata. Il paese ha affrontato fenomeni di emigrazione, ma mantiene viva la tradizione della «Festa del ritorno» durante l'estate, quando la diaspora torna per celebrare le radici comuni, riconnettendosi alla lingua e alla comunità.

Ed è una festa che nella sua zona non ha eguali: è l'«unica festa simbolo del crotonese dedicata al ritorno degli emigrati nella terra natia», e trova il suo momento clou dentro la rassegna «La valigia d'identità».

Un paese che parla ancora arbërisht

Per capire che cosa significhi «tornare» qui, bisogna sapere dove si torna. Carfizzi è una delle poche comunità arbëreshë rimaste in Calabria, dove si parla ancora l'arbërisht e si custodiscono usi e costumi albanesi. È la lingua a cui la diaspora si «riconnette» quando rientra.

Anche gli abiti sono rimasti. Le donne continuano a indossare i «coha», abiti tradizionali ricchi di perline e monili d'oro, e le feste religiose e musicali conservano il rito e la lingua originari.

Il paese ha dato anche uno scrittore che ha raccontato tutto questo: Carfizzi è legato allo scrittore Carmine Abate, celebre per i suoi romanzi che raccontano la vita nel borgo — ed è dai suoi testi che viene la descrizione più precisa dei «germanesi».

Dal Quattrocento in poi, un paese di arrivi

La storia di Carfizzi comincia, guarda caso, con un altro spostamento di popolo. Carfizzi sorge su un colle tra la Sila e la costa ionica, luogo storicamente noto come «Scalfizzi» o «Crisma»; il borgo si sviluppò nel XV secolo quando fuggiaschi albanesi, in fuga dall'avanzata ottomana, si stabilirono nei casali medievali.

Molto più tardi il movimento si è ripetuto al contrario: dal paese si è partiti, e ogni estate una parte di quel paese ritorna.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Carfizzi per la Festa del Ritorno chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Cirò, a 20 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Valle Piccola, e il tragitto è di 56 chilometri per circa un'ora di guida.

Nei paesi vicini

Altri paesi vicini, altre feste.

Da leggere