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Folklore e Rievocazioni

Le notti dei Normanni a Chiaravalle Centrale 2027 - Rievocazione storica con cibi medievali e corteo

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dal 26 al 29 ottobre 2026
Dove sede municipale, Liceo Scientifico, vie della città, Chiaravalle Centrale

Fonte: soveratoweb.com, letta il 20/09/2026.

Le notti dei Normanni sono la rievocazione storica di Chiaravalle Centrale, in provincia di Catanzaro, nella regione Calabria, e occupano due giornate d'estate. Il corteo attraversa il centro storico dal Convento dei Padri Cappuccini fino al piazzale del Liceo, dove nell'anfiteatro va in scena la rappresentazione teatrale della conquista del territorio da parte della dinastia degli Altavilla. All'evento partecipano all'incirca duecento persone fra figuranti, attori, danzatori, combattenti, arcieri, sarti e costumisti.

La vittoria dei Normanni sui Bizantini

Chiaravalle Centrale è la città delle Preserre. La rievocazione ricorda la vittoria dei Normanni sui Bizantini, che dominavano il territorio da qualche secolo, e mette in scena l'arrivo dei cavalieri eredi dei Vichinghi, giunti nell'estremo Sud della penisola dalla lontana Normandia, l'incontro-scontro con l'esercito bizantino e la vittoria finale. Nell'anfiteatro del piazzale del Liceo Scientifico va in scena una rappresentazione teatrale sulla conquista del territorio da parte della dinastia degli Altavilla.

L'inquadramento storico lo ha dato lo scrittore e saggista catanzarese Saverio Abenavoli Montebianco, che ha parlato a lungo di Chiaravalle durante la dominazione normanna: un territorio sotto la civiltà normanna fin dal primo insediamento in Calabria, nell'anno 1060 circa. Secondo Abenavoli anche il nome lo dice: la denominazione Clara Vallis, con l'attributo che precede il sostantivo, fa dedurre un'origine normanna. E lo dice il santo protettore del paese, San Biagio, che secondo Abenavoli è prettamente normanno, perché fu protettore della Contea d'Aversa, primo insediamento normanno nel Mediterraneo, nel 1030. La presenza dei Normanni nel Sud, ha spiegato, non rappresentò solo la conquista di un territorio o la liberazione dai Bizantini: fu «una grande testimonianza di altissima civiltà, capace di unire popoli diversi, religioni e lingue distinte, dando vita ad una singolare e straordinaria civiltà mediterranea».

Il corteo per le vie del centro storico

Il corteo si snoda per le vie principali del centro storico. Parte dal Convento dei Padri Cappuccini, attraversa la zona storica Cona, passa per piazza Dante e piazza Marconi, tocca i borghi storici di Cappella e Vignale, percorre Corso Gregorio Staglianò e piazza Calvario, e arriva al piazzale del Liceo. Altre volte la partenza è stata la scuola media, o la località Le Pietre, con lo stesso attraversamento del corso principale della città.

Dame e soldati, nobili e plebei, monaci e danzatrici, arcieri e falconieri invadono per due giorni le strade, e i residenti e i villeggianti seguono i diversi cortei fino alla tarda serata.

Il conte Ruggiero e il monaco Brunone da Colonia

Le rappresentazioni teatrali in strada mettono in luce i miglioramenti sociali e legislativi introdotti dal conte Ruggiero e la felicità dei popolani, che in lui trovano fiducia per il futuro. Il momento è l'annuncio della concessione di alcuni territori vicini al monaco Brunone da Colonia, che nel 1623 sarebbe diventato San Bruno: territori per la costruzione di una grande Certosa, di una grande diga con cui creare un lago pescoso e irriguo, e di diversi villaggi con contadini liberi e autonomi, fra i quali Serra San Bruno e Torre di Ruggiero.

Il campo militare e la gara del Cervo, del Gufo, del Lupo e del Falco

Il campo militare viene allestito il sabato nei pressi del Santuario di contrada Foresta, e attira centinaia di curiosi e visitatori. Con l'apertura del campo medievale cominciano anche i giochi per i bambini. Il momento più atteso del pomeriggio è la gara fra i gruppi del Cervo, del Gufo, del Lupo e del Falco, che si sfidano in prove di abilità e destrezza e trasformano la competizione in una grande festa popolare. La sera arriva lo spettacolo medievale, animato da giochi di luce e fuoco, combattimenti simulati, musica e danze che richiamano le antiche consuetudini.

I costumi della Sartoria Teatrale Bruzzese

All'evento partecipano all'incirca duecento persone fra figuranti, attori, soggettisti, sceneggiatori, direttore artistico, regista, danzatori, combattenti, arcieri, sarti, costumisti, truccatori, artigiani e allestitori. I costumi d'epoca li realizza la Sartoria Teatrale Bruzzese, la sartoria di Pino Bruzzese, che li cura come nelle edizioni passate.

A tenere insieme le azioni teatrali è la narrazione dello storico Ulderico Nisticò, nelle vesti di un monaco eremita di mille anni fa, affiancato da Marzia Sanzo nel ruolo di principessa bizantina. Organizza il Comune di Chiaravalle Centrale, con il patrocinio del Ministero della Cultura, e in paese lavorano l'Associazione Culturale Agorà, l'associazione di danza Accademia delle Muse e il Gruppo Folkloristico musico-teatrale. Al raduno arrivano associazioni da Melfi, Termoli, Manfredonia e Roma, insieme a gruppi pugliesi e lucani e a tanti volontari locali; fra gli artisti hanno portato i loro spettacoli Ichinen, Sinafe Medieval, Trischine, Arteare di Piacenza e la ballerina Lelah Kaur.

Lo stoccafisso e il percorso gastronomico

Lungo il percorso gastronomico si mangiano cibi medievali: olio, grassi animali, verdure cotte e crude, legumi e creme di legumi, carni, formaggi, frittelle, ortaggi e frutta del territorio. Della cucina si parla anche nel racconto storico, con la digressione sulle abitudini alimentari che i Normanni portarono nel Sud: a cominciare dallo stoccafisso, il tipico merluzzo norvegese che gli eredi dei Vichinghi portarono con loro anche in Calabria, dove è diventato un elemento imprescindibile della tradizione culinaria.

Come arrivare alla festa

Raggiungere le notti dei Normanni a Chiaravalle Centrale richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Soverato, a 15 chilometri da Chiaravalle Centrale, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Copanello si trova un percorso di 25 chilometri che in 25 minuti porta a destinazione.

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