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Folklore e Rievocazioni

Feste Aragonesi a Randazzo 2027 - Il corteo di cento figuranti per la regina Bianca di Navarra

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 24 al 26 luglio 2026
Dove Randazzo (CT), Randazzo

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: sicularagonensia.it, letta il 20/09/2026.

Le Feste Aragonesi si tengono alla fine di luglio a Randazzo, in provincia di Catania, sulle pendici settentrionali dell'Etna, in Sicilia. La manifestazione rievoca la permanenza a Randazzo della regina Bianca di Navarra, Vicaria di Sicilia dal 1409 al 1415: un corteo storico di oltre cento figuranti in abiti del XV secolo — cortigiani, tamburi, armati, arcieri, popolani e danzatori — sfila per il centro storico, mentre le vie ospitano taverne all'aperto, mercatini, duelli, falconieri, giochi medievali e danze del periodo. La organizza l'associazione Sicularagonensia, nata a Randazzo nel 1995.

Una regina ripescata dai libri

La donna che oggi guida il corteo era «vedova di Martino il Giovane, re di Sicilia, da lui nominata reggente del regno quando si recò in Sardegna per conquistarla e dove poi morì». Il periodo che l'associazione rievoca è preciso — «dal 1409 al 1415» — ed è quello in cui Bianca fu Vicaria di Sicilia.

La regina «fece tappa proprio a Randazzo mentre si recava a Taormina, dove era stato convocato un consiglio dei nobili siciliani per decidere la successione sul trono di Sicilia».

L'associazione che la mette in scena, la Sicularagonensia, «nasce a Randazzo nel 1995», e il nome viene dalla storia del posto: la città fu «per lungo tempo dominata dagli Aragonesi».

Cento figuranti, sei gruppi

Alla prima edizione si ricostruì il seguito minimo della regina: «il capitano d'armi, il capitano di giustizia, le damigelle di compagnia e alcuni membri della corte». Poi la festa è cresciuta, e con lei il corteo, «con una conseguente crescita del numero dei partecipanti che arriva oggi a contare ben 100 personaggi».

I gruppi sono sei: «i cortigiani, i tamburi, gli armati (scorta della Regina Bianca), gli arcieri, i popolani; e, infine, i danzatori». Nel corteo si riconoscono a colpo d'occhio per la funzione: i tamburi «annunciano l'arrivo del corteo e scandiscono il passo dei nobili e del popolo»; la corte reale è fatta di «dame eleganti, cavalieri in armatura e il seguito della Regina Bianca»; il popolo, «con abiti semplici ma curati, rappresenta gli artigiani, i mercanti, i giochi».

Una parte del corteo viaggia anche fuori: la sezione itinerante conta «30 e più elementi» — cortigiani, tamburi e sbandieratori, armati, popolani — e «buona parte» dei figuranti «si presta anche a partecipare a manifestazioni che, durante il corso dell'anno, si svolgono al di fuori dalle mura del paese».

Gli abiti sono «preziose riproduzioni di abiti del XV sec., frutto di un lavoro di ricerca condotto sull'iconografia del periodo». I bozzetti dei costumi quattrocenteschi «furono poi realizzati a mano da sarte del posto», mentre acconciature e trucco sono «frutto del lavoro delle parrucchiere e delle estetiste di Randazzo». L'abito della regina «è realizzato ogni anno con cura artigianale» ed è «uno dei più fotografati di tutta la manifestazione».

«Sia la corte che i popolani sono in grado di esibirsi in danze (popolari) e bassedanze (cortigiane) del periodo (XIV XV sec.)», «frutto di stages con professionisti del settore».

Le vie lastricate, le taverne e i mercatini

«Le vie lastricate, le piazze, le chiese gotiche e le antiche mura di Randazzo offrono lo scenario perfetto per rivivere l'epoca aragonese», e «ogni angolo del paese ospita figuranti, musicisti, artigiani e narratori».

Le taverne medievali sono all'aperto e propongono «piatti ispirati alla tradizione siciliana e medievale, con carni arrosto, pane speziato, dolci alle mandorle e vini locali». I mercatini occupano le strade «con bancarelle di artigianato, spezie, ceramiche, tessuti e giochi tradizionali», e il centro storico diventa «un teatro a cielo aperto».

Duelli, falconieri e una giostra in piazza

Le giornate sono «scandite da spettacoli teatrali, giullari, musica, duelli, falconieri, tornei e sfilate», e ai gruppi di casa se ne affiancano altri, ciascuno con la sua specialità: «Milites Trinacria» nei «combattimenti con la spada», «Arcus Sublimus» nel «tiro con l'arco», «Equites Maenarum» in «uno spettacolo equestre». Attorno girano «giullari, mangiafuoco e acrobati».

In piazza Santa Maria si tengono «alcuni tra i giochi tipici dell'età medievale», e per l'occasione «verrà persino allestita una giostra». Dentro la basilica, intanto, si può visitare «una mostra di paramenti sacri». La domenica mattina i figuranti «vestiti con i tipici costumi» vanno alla messa delle 11.30 nella basilica di Santa Maria, in costume.

Nel pomeriggio si ripete la sfilata: il corteo «partirà dal Castello Carcere e percorrerà le strade di via Santa Caterinella, dei Lanza e dei Caggegi», seguito dal gruppo «La Giostra del gufo». Tutto questo si tiene «alla fine di luglio», nel centro storico.

Vivere il Medioevo, giorno e notte

«I figuranti non recitano un ruolo: vivono il Medioevo, giorno e notte, tra fiaccole, canti e rappresentazioni», e ogni costume «è frutto di ricerca storica e realizzazione artigianale», ogni gesto «è pensato per restituire verosimiglianza e atmosfera».

Il corteo dell'associazione lavora anche fuori dalla festa medievale: il 15 agosto, alla processione della Vara dell'Assunta, il carro è accompagnato anche «dal Corteo Medievale dell'Associazione «Sicularagonensia»».

Come arrivare alla festa

Raggiungere le Feste Aragonesi a Randazzo è facilissimo. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Randazzo è a 1,6 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Fiumefreddo: da lì bastano 35 minuti di guida (29 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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