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Folklore e Rievocazioni

Giostra dei Ventimiglia a Geraci Siculo 2027 - Il gioco del saraceno, quello degli anelli e la rosa

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
tre giorni nel primo fine settimana di agosto — quest'anno dal 7 al 9 agosto 2027
Dove Piazza del Popolo, Geraci Siculo

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 21/09/2026.

La Giostra dei Ventimiglia si tiene nella prima settimana di agosto a Geraci Siculo, in provincia di Palermo, sulle Madonie. Per tre giorni il borgo madonita rievoca i fasti dei Ventimiglia, e alla fine i cavalieri dei comuni che appartenevano a quello Stato si sfidano in tre giochi medievali di velocità e precisione — il gioco del saraceno, quello degli anelli e infine l'avvincente gioco della rosa.

Trentanove comuni, e uno Stato nello Stato

La manifestazione non riguarda solo Geraci. Fa parte del «Progetto Contea dei Ventimiglia», una serie di iniziative culturali, sociali ed economiche finalizzate alla promozione e al recupero della memoria storica di tutti i trentanove Comuni che fecero parte dell'ex Contea, «vero Stato nello Stato del Regnum Siciliae». Per questo, il giorno del corteo, c'è l'accoglienza dei sindaci e dei cavalieri dei comuni della contea: quello che si rievoca è un territorio, non un paese.

L'evento è promosso dal Comune di Geraci Siculo con il coinvolgimento della Pro Loco, dell'Associazione I Cavalieri della Contea e delle altre realtà associative del territorio, ed è riconosciuto come uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla storia medievale siciliana. Il borgo, dal canto suo, è inserito nel Circuito dei Borghi Più Belli d'Italia.

Da Ventimiglia alle Madonie, per un matrimonio

La famiglia arrivò in Sicilia nel XIII secolo, e per una ragione politica: il conte di Ventimiglia Ligure, Guglielmo, fu costretto a lasciare la Liguria. I Ventimiglia si insediarono nelle Madonie in seguito a un matrimonio, quello contratto da Arrigo o Enrico Ventimiglia con la normanna Isabella, contessa di Geraci. Il borgo passa alla famiglia nel 1258, quando Enrico II Ventimiglia sposa la contessa Isabella di Geraci, già di Parisio, divenendo così conte di Geraci oltre che di Ventimiglia, del Maro, di Ischia, e signore di Gangi, delle Petralie e di una serie di altri possedimenti.

Da lì la scalata fu rapida. I membri della famiglia ricoprirono cariche di rilievo — Presidenti del Regno, Viceré, Ammiragli, Governatori — e strinsero rapporti di parentela con diverse famiglie reali. Nel 1440 Giovanni I Ventimiglia ottenne il titolo di Marchese di Geraci, il primo marchesato della Sicilia, e nel 1595 Giovanni III fu insignito del titolo di Principe di Castelbuono. Furono protagonisti delle vicende politiche e militari dell'isola dal XIII al XVIII secolo, tanto potenti da ottenere il singolare privilegio di coniare moneta — privilegio che la festa ricorda con la riproposizione della moneta ventimigliana.

La Giostra nacque per festeggiare i piacevoli eventi che riguardavano la famiglia, e in particolare il matrimonio tra Francesco, Conte di Geraci, e Costanza Chiaramonte, figlia del conte di Modica, avvenuto nell'anno 1315 «con la finalità di unire i più influenti casati del tempo».

Il saraceno, gli anelli e la rosa

Il momento più atteso è il palio, e si corre alla fine delle rievocazioni: i cavalieri provenienti da tutti i comuni un tempo appartenenti alla contea si sfidano in tre giochi medievali di velocità e precisione — il gioco del saraceno, quello degli anelli e il gioco della rosa. I giochi si concludono con la vittoria di un cavaliere, che viene premiato; e ci sono anche il «Concorso Miglior Binomio Cavaliere-Cavallo» e il premio «Fedeltà».

Non sono giochi inventati per l'occasione: sono giochi di abilità risalenti al Trecento, quando erano promossi dall'Accademia militare della Stella, l'istituzione costituita da cento nobili cavalieri che addestrava all'arte della guerra. La gara si corre al campo della Santissima Trinità.

Prima si giura. In piazza del Popolo si svolge il Giuramento dei Cavalieri della contea dei Ventimiglia, seguito dalla benedizione dei partecipanti ai giochi, e per le vie del paese sfilano dame, sbandieratori, giullari, falconieri, musici e giocolieri, con i cortei in abiti trecenteschi preceduti dagli sbandieratori.

I falchi, e il trattato di Federico II

Una parte della festa è dedicata a un'arte che qui non è una curiosità da spettacolo. In età feudale la caccia col falco era considerata un'attività nobile; l'arte di addestrare il falco a uso venatorio «è assai antica e pare fosse originaria dell'Asia, dove è ancora praticata». Nel secolo XIII, con Federico II, fiorì tutta una letteratura didascalica sulla falconeria: col trattato «De arte venandi cum avibus» l'imperatore «fa assurgere questa disciplina a qualcosa di più di un semplice passatempo per nobili, le dà un senso letterario e scientifico».

Il legame con Geraci è attuale, non solo storico: la caccia col falcone è tornata, oltre che in Gran Bretagna e in Francia, anche in Italia, e precisamente a Geraci Siculo, dove ha sede una scuola di falconeria a cavallo. Durante la manifestazione ci sono esibizioni di falchi in simulazione di caccia ed esibizioni di cavalli d'alta scuola.

U Conti Cumanna, e le scene di corte

L'altra metà della festa è teatro. Ogni anno, alla vigilia del corteo rievocativo, viene ricordato e rappresentato un avvenimento della corte dei Ventimiglia: il battesimo del primogenito, il fidanzamento o il matrimonio del Conte, il ripudio di Costanza Chiaramonte. Nel repertorio ci sono anche la serenata a Costanza, il matrimonio tra la Contessa di Modica e il Conte di Geraci, l'investitura di Serlone I Conte di Geraci e la proclamazione di Geraci Capitale della Contea.

La rievocazione porta un nome in siciliano — «U Cunti Cumanna – Cuntu di Franciscu e Custanza», o «U Conti Cumanna» — ed è curata dalla Pro Loco su testi di Pietro Attinasi: una narrazione in costume d'epoca della vita medievale e degli antichi mestieri, con centinaia di personaggi in costume.

Attorno, il borgo si trasforma: ricostruzione degli ambienti ed esposizione dei prodotti tipici nelle «Tende Medievali», cucina medievale, accampamenti storici, antichi mestieri, animazione con menestrelli e giullari nei punti suggestivi del paese, all'ombra dei ruderi del castello che fu la prima dimora dei Ventimiglia.

C'è infine una manifestazione gemella: sino ad alcuni anni fa, nelle due cittadine che furono sedi della corte, si organizzavano due distinte manifestazioni — la Giostra dei Ventimiglia a Geraci Siculo e l'Arruccata di li Vintimiglia a Castelbuono.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Geraci Siculo per la Giostra dei Ventimiglia chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Pollina-San Mauro Castelverde, a 42 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Resuttano, e il tragitto è di 31 chilometri per 32 minuti di guida.

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