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Giostra all'Incontro di Cesena 2026 - Il privilegio del papa nel 1465 e la morte che la fermò nel 1838
La Giostra all'Incontro si corre in piazza del Popolo a Cesena, in provincia di Forlì-Cesena, di domenica, ed è la rievocazione del torneo equestre in cui due cavalieri in armatura e lancia si scontravano cercando di disarcionarsi. La giostra cesenate fu concessa alla città in privilegio perpetuo da Papa Paolo II nel 1465 e si tenne in modo sostanzialmente ininterrotto fino al 1838; la rievocazione è proposta dal Comune di Cesena insieme a un gruppo di appassionati, e al vincitore vanno il Palio e i venticinque fiorini d'oro previsti dall'antico regolamento.
Una concessione perpetua, finita in un giorno
La prima data è l'atto di nascita: la Giostra fu concessa in Privilegio speciale e perpetuo alla città nel 1465 da Papa Paolo II, con una speciale Bolla, oggi conservata nell'Archivio di Stato di Cesena.
La seconda è la fine, e non fu una decisione: a Cesena la giostra proseguì fino al 1838, più a lungo che in qualunque altra località, quando la morte di un giostrante ne causò la sospensione.
In mezzo c'è un primato: la giostra cesenate fu tenuta in modo sostanzialmente ininterrotto dal 1465 al 1838, probabilmente ultima al mondo in continuità dal Rinascimento.
Che cos'era una giostra all'incontro
La giostra era il classico «torneo» di origine medievale in cui due cavalieri in armatura e lancia si scontravano cercando di disarcionarsi, e quella cesenate «per antichità, continuità e durata spicca nel panorama italiano senza temere paragoni».
Non era uno spettacolo nato per il pubblico: le giostre erano nate come vero e proprio esercizio militare e come strumento di affermazione personale. Poi «l'evoluzione della tecnica bellica, le nuove armi e le trasformazioni della società le avevano rese anacronistiche, uno spettacolo suggestivo ma superato».
Venticinque fiorini d'oro, pagati dal papa
Al vincitore spettavano il Palio — cioè una pezza dipinta di tessuto pregiato — e un premio di 25 fiorini d'oro zecchino pagati dalla Camera Apostolica.
Il Palio esiste ancora, ed è un'opera nuova ogni anno: alla conferenza stampa d'apertura vengono presentati il Palio, realizzato da un pittore locale, e i cavalieri che si sfidano, assegnati tramite sorteggio a una contrada o a un quartiere.
La precisione della rievocazione poggia su un archivio: lo attesta la copiosa documentazione conservata nell'Archivio di Stato e nella Biblioteca Malatestiana di Cesena: Bolle papali, Capitoli — cioè il regolamento —, cronache, documenti amministrativi, stampe, poemi.
È «un patrimonio di circa 2000 documenti che certifica la continuità quasi anno per anno e che ci ha tramandato dettagli incredibili: i nomi dei giostranti, gli scudieri, i vincitori, i padrini, la cerimonia della premiazione, la composizione del corteo». Dietro l'attività di rievocazione, del resto, «c'è un vero e proprio lavoro di ricerca storica».
In città sono esposte anche alcune armature e selle originali che venivano utilizzate per la «Giostra d'incontro».
L'esercito che entrò in città
L'origine della giostra risale al 1465, quando Malatesta Novello, Signore di Cesena, morì senza lasciare eredi.
Il 9 dicembre 1465 un esercito pontificio entrava in città al comando del governatore Lorenzo Zane, il quale, per festeggiare l'evento, fece correre una giostra. Lo Zane chiese poi al Papa di concedere in privilegio a Cesena di correre una giostra ogni anno a venire, dando il via a una tradizione destinata a durare quasi quattro secoli.
È questa la differenza rispetto a ogni altra manifestazione simile: solo a Cesena la Giostra all'Incontro era istituzionalizzata e si svolgeva annualmente in forza di un riconoscimento ufficiale.
La città «la considerava come una sua speciale prerogativa, un tratto distintivo, tanto da offrirla in omaggio agli ospiti di riguardo: legati papali, ambasciatori, principi, duchi o regine».
Si correva sempre nello stesso posto, ed è lo stesso di oggi: si teneva in piazza Maggiore, oggi del Popolo, preceduta da un corteo storico o allegorico; e anche adesso la Giostra si tiene in piazza del Popolo, dove storicamente si svolgeva.
Il giorno della sfida, passo per passo
Si apre con una conferenza stampa, in cui si presentano il Palio e i cavalieri e si fa il sorteggio delle contrade. Poi c'è «la presentazione dei cavalieri della Giostra alla cittadinanza, con un corteo storico e l'esibizione di sbandieratori lungo il percorso della sfilata».
La sera prima si mangia insieme, divisi per quartiere: i cavalieri, insieme alle loro contrade, hanno un banchetto propiziatorio.
Il giorno della gara, che cade sempre di domenica, la sfida tra i cavalieri viene preceduta da un'esibizione degli sbandieratori.
Attorno alla giostra ci sono poi corteo storico in costume d'epoca, spettacolo teatrale, mostra storico-fotografica, visite guidate e conferenze di approfondimento.
Il ritorno in piazza
La rievocazione è recente, ed è nata da un recupero. Da diversi anni il Comune di Cesena, in collaborazione con alcuni appassionati e in considerazione del grande valore culturale e dell'eccezionale riscontro di pubblico, ha proposto con continuità e con una crescita progressiva la rievocazione della Giostra all'Incontro, definita uno dei più antichi «palii» italiani, colpito da un ingiusto oblio dopo secoli di gloria.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Cesena per la Giostra all'Incontro non è complicato. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Cesena è a 2,7 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Stadio Dino Manuzzi: da lì bastano 4 minuti di guida (2,5 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Altre feste in zona
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- San Giovanni la Festa dell'Estate a Cesena — giugno
- Palio di Santa Reparata a Terra del Sole — settembre
- Festa dell'Ospitalità a Bertinoro — settembre