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Lotta per la Spada dei Contrari a Savignano sul Panaro 2026 - Rievocazione storica della donazione del feudo
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: terredicastelli.eu, letta il 20/09/2026.
La Lotta per la Spada dei Contrari è la rievocazione storica di Savignano sul Panaro, in provincia di Modena, nella regione Emilia-Romagna, e si tiene in settembre, per due giorni, nel borgo storico. Le sei contrade del paese — Castello, Doccia, Formica, Garofano, Magazzeno e Mulino — si sfidano in giochi di forza e di abilità per conquistare la Spada dei Contrari, mentre i bambini si contendono lo Spadino; nella chiesa Beata Vergine Assunta si rappresenta la cerimonia con cui nel 1409 il marchese Niccolò III d'Este donò il feudo di Savignano al suo capitano Uguccione dei Contrari. La prima edizione è del 1991 e l'organizza l'Associazione di volontariato Borgo Castello Onlus.
La donazione del feudo nel 1409
La Lotta per la Spada dei Contrari fa rivivere un avvenimento del 1409: la donazione del feudo di Savignano da parte del marchese Niccolò III d'Este al suo capitano Uguccione dei Contrari. Uguccione, signore di Vignola, quel feudo lo aveva conquistato strappandolo alla famiglia Savignani, e con la Signoria dei Contrari il governo locale mise fine a un periodo di instabilità, di guerre e di miseria.
La cerimonia di donazione si rappresenta all'interno della Chiesa Beata Vergine Assunta, ed è lì che il marchese concede la Spada dei Contrari. La prima edizione della manifestazione è del 1991, e da allora il borgo storico di Savignano sul Panaro torna al Quattrocento per due giorni, a cura dell'Associazione di volontariato Borgo Castello Onlus, con il patrocinio del Comune, della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Modena.
Le sei contrade e i due trofei
La manifestazione è incentrata su un palio fra le sei frazioni di Savignano sul Panaro, che qui si chiamano contrade: Castello, Doccia, Formica, Garofano, Magazzeno e Mulino. I trofei in palio sono due, la Spada dei Contrari per gli adulti e lo Spadino dei Contrari per i bambini.
Le squadre degli adulti sono composte da 18 giocatori più 2 riserve, quelle dei bambini da 14 giocatori più 2 riserve, di età compresa fra i 5 e i 14 anni. Tutti i giocatori devono obbligatoriamente avere la residenza a Savignano sul Panaro, tranne due della squadra adulti, che si chiamano stranieri. A giudicare ci sono sei giudici di gara esterni e tre organizzatori. I giochi si dividono in tre parti: il sabato sera la prima metà del palio degli adulti, in piazza d'armi e in via Trentino Alto Adige; la domenica mattina il palio dei bambini; la domenica pomeriggio la seconda metà del palio degli adulti, che assegna la Spada.
La corsa della discordia e il gioco del segone
I giochi del sabato sera sono due. La corsa della discordia è una sorta di staffetta in salita in cui tutte e sei le contrade si sfidano contemporaneamente: si corre con un sacco di paglia di cinque chili sulle spalle, con due cambi da fare in zone delimitate, partenza da piazza Zanantoni e arrivo al sagrato della chiesa. La gara si svolge in due manche, e ogni contrada schiera in ciascuna una donna e due uomini.
Il gioco del segone si disputa in due categorie separate, maschile e femminile, e consiste in una gara a chi riesce a segare più velocemente un tronco, con una sega che richiede due giocatori. Le regole sono identiche per le due categorie: due manche di qualificazione e tre manche di finali.
Lo Spadino dei bambini
La domenica mattina è dedicata ai giochi dei bambini, che si contendono il cosiddetto Spadino dei Contrari. I loro giochi sono quattro: la corsa del sacco e delle assi, il tiro alla fune, il gioco del bisacco e la sarabanda.
Nella corsa del sacco e delle assi un ragazzo parte dentro un sacco e arriva saltellando fino alla linea, dove un altro bambino prende il sacco e torna alla partenza; lì 3 ragazzi in piedi su un paio d'assi che fungono da sci attraversano la piazza d'armi sciando sull'erba fino a un altro terzetto, che scambia le assi e riparte verso il traguardo. Giocano 3 contrade alla volta e i giudici tengono i tempi. Il tiro alla fune è una sfida su 2 manche con 6 bambini per contrada: vince chi riesce a far arrivare il fazzoletto rosso legato alla corda oltre la riga posta a 3 metri da quella centrale di partenza. La sarabanda è il gioco finale, cambia tutti gli anni e coinvolge tutti e quattordici i componenti delle squadre; le contrade giocano due per volta, e alla fine si stilano 3 classifiche: il tempo, quanta acqua riescono a portare al traguardo e un punteggio dato dalla quantità di oggetti trasportati o colpiti con una palla.
La sorpresa e la sarabanda finale
Alla domenica pomeriggio si concludono i giochi delle contrade adulti e si assegna la Spada dei Contrari. I giochi sono quattro: il tiro alla fune, la corsa con trisacco trampolo e assi, il gioco a sorpresa e la sarabanda. Nel tiro alla fune si sfidano 10 uomini per contrada nella categoria maschile e 5 donne in quella femminile, con le stesse regole dei bambini ma con corde più spesse. La corsa con trisacco trampolo e assi è una staffetta in piazza d'armi, su 2 manche di qualificazione e 3 di finali: 3 giocatori dentro un sacco triplo raggiungono la zona di cambio e danno il via a un giocatore su un trampolo, che torna alla linea di partenza; da lì partono quattro giocatori sulle assi, che raggiungono altri quattro compagni e si scambiano con loro, e questi ultimi tornano con le stesse assi al traguardo.
Poi ci sono i due giochi che nessuno conosce in anticipo. Il gioco a sorpresa lo idea la contrada arrivata ultima alla spada dell'anno precedente, e resta segreto per le altre squadre fino al giovedì che precede la festa: di solito chi lo inventa cerca di crearlo a proprio favore, conoscendo le doti dei propri giocatori e i punti deboli dei rivali. La sarabanda, invece, la idea l'organizzazione, resta segreta fino al giorno della sfida e di solito coinvolge tutta la contrada: è da sempre il gioco determinante.
Il borgo, i cortei e le locande
Si vede la corte del marchese d'Este al gran completo, e poi spettacoli, duelli, mercati medievali con gli artigiani, l'accampamento militare degli inizi del Quattrocento curato dal Gruppo Borgo Castello e l'angolo dei rapaci; il mercatino medievale è a cura dell'Associazione Sestiere Castellare di Pescia. Lungo le vie rinascono le antiche botteghe artigiane e le scene di vita medievale, le case si coprono di stemmi araldici, e grande cura è posta nei costumi dei figuranti — dame, cavalieri, giullari, viandanti — e nelle dimostrazioni di come un tempo vivevano le famiglie e i soldati, come si cucinavano i cibi e come si costruivano le armi. Fra la gente girano musici, saltimbanchi, commedianti, locandieri, comari, damigelle, sbandieratori, falconieri, mangiafuoco, imbroglioni, truffaldini e malfattori, e arrivano gruppi da fuori: gli Sbandieratori di Castiglion Fiorentino, i Tamburi Medievali di Brisighella, gli Sbandieratori Città di Narni con lo spettacolo Impavidum Ferient, i musici Le Muse del Diavolo, i trampolieri della Compagnia Teatrale Accademia Creativa, i Giullari di Spade, il fuoco di Pyroetnico Fire Artist, il Gruppo Villici delle Quattro Castella.
Il corteo storico arriva in Piazza d'Armi, sul sagrato della chiesa si innalza lo Stendardo, si rappresenta la cerimonia di donazione del feudo, si corre la Lotta per la Spada, si distribuisce l'oro ai bambini, si proclamano i vincitori e si consegna lo Spadino al corteo di Piazzale Villa Nicolai. Alla fine lo Stendardo viene calato, dal sagrato parte la sfilata storica al lume delle torce, e la cerimonia di chiusura mette in scena la consegna dello Stendardo al marchese Niccolò III d'Este, con l'esibizione finale di tutti i gruppi medievali intervenuti.
Si mangia nelle locande, grandi e piccole, che ogni contrada allestisce nel borgo: tigelle con salumi, pesto e Prosciutto di Modena DOP, grigliata mista, pasta e fagioli, fagioli con cotenne, salsiccia con fagioli, borlenghi, patate fritte, salsiccia ai ferri, gnocco fritto semplice o farcito, arrosticini di castrato, frittura mista di pesce e baccalà, tortellini, pane del soldato, biscotti, pastefrolle, dolciumi, miele, ricotta, sughi, vini modenesi DOC e l'immancabile Aceto Balsamico tradizionale di Modena, servito su scaglie di Parmigiano Reggiano.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Savignano sul Panaro è facilissimo. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Savignano Comune è a 500 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Valsamoggia: da lì bastano 13 minuti di guida (14 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Nei paesi vicini
Altri paesi vicini, altre feste.
- Dama Vivente a Castelvetro di Modena — settembre
- Mutina Boica a Modena — settembre
- San Zenone a Finale Emilia — luglio