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Giostra del Saracino di Sarteano 2027 - Il fantoccio che gira e frusta alle spalle chi sbaglia
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: giostradelsaracino.it, letta il 20/09/2026.
La Giostra del Saracino si corre il 15 agosto di ogni anno a Sarteano, in provincia di Siena, in piazza Bargagli, trasformata in campo di tenzone. I cavalieri delle cinque contrade si lanciano al galoppo contro un fantoccio di legno girevole, il Saracino, cercando di infilare con l'asta, durante la corsa, un anello del diametro di 6 centimetri posto sullo scudo; chi sbaglia e batte l'asta sullo scudo viene colpito alle spalle dal mazzafrusto della statua, che gira su sé stessa. La gara è documentata almeno dal 1583, mentre la forma attuale, con le cinque contrade, risale al 1933. L'ingresso è gratuito.
La frustata a chi sbaglia la stoccata
Nella rappresentazione, il nemico saraceno è costituito da una tipica statua di legno, a mezzo busto, adattata su un supporto che la rende girevole. È posta su un perno fissato nel terreno, con un «mazzafrusto» — ovvero un grappolo di palle di legno — nella destra e uno scudo nella sinistra.
Chi sbaglia, battendo l'asta sullo scudo, riceve una simbolica punizione dal mazzafrusto applicato sul braccio teso della statua che gira repentinamente: se il cavaliere sbaglia il colpo e prende il «Buratto», questo gira su sé stesso colpendo alle spalle il cavaliere non abile.
Il colpo va dato in corsa e su un bersaglio minuscolo: i giostratori si lanciano al galoppo contro la statua cercando di infilare con l'asta, durante la corsa, un anello del diametro di 6 centimetri posto sullo scudo.
Il saraceno, e il suo nome
Il gioco rievoca la lotta dei cavalieri contro il predone arabo (il Saracino), «che per secoli terrorizzò, con le sue devastanti scorrerie, le popolazioni cristiane». Il buratto raffigura un moro levantino, detto anche «Saracino di Levante».
Anche il nome è il risultato di una storpiatura popolare: il termine «saraceno», col quale si denominavano nel Medioevo i musulmani provenienti dall'Africa settentrionale o dal più lontano Oriente islamico, è poi stato modificato popolarmente in «saracino».
La Giostra del Saracino «è un'evoluzione temporale degli antichi e sanguinosi tornei cavallereschi che si protrassero nel tempo fin dall'epoca di Carlo Magno e delle Crociate», e col passare del tempo all'avversario si sostituì un simbolico fantoccio.
La Giostra «trae la sua origine dagli antichi tornei cavallereschi e dai cicli narrativi delle Chansons de geste e dei poemi epici come l'Orlando furioso, caratterizzati dalla ricorrenza di temi come la lotta contro il nemico saraceno, l'onore, la fedeltà, le relazioni familiari».
Nella lotta tra cavaliere-giostratore e fantoccio-saraceno, si rappresenta lo scontro tra cristiani e pagani che simboleggia il contrasto ideologico tra Bene e Male.
Carroccio, marcia e frase d'apertura
I circa duecento figuranti con i caratteristici costumi del XVI secolo percorrono le vie del paese accompagnati dai musici che eseguono la «Marcia del Saracino», dal rullio dei tamburi e dal volteggiare delle bandiere delle contrade.
Alla fine del corteo sfila il carroccio trainato dai buoi, che porta il palio dipinto ogni anno da un artista diverso.
Vengono poi assegnati i premi per le esibizioni dei migliori tamburini e sbandieratori e proclamata la contrada vincente del premio «leggiadria e portamento».
Quindi si benedicono i giostratori e i cavalli, e si legge il bando, che finisce con una frase fissa: «…senza porre mora alcuna, si dia cominciamento alla Giostra!»
Il campo è la piazza principale: la gara si disputa in piazza Bargagli, trasformata in campo di tenzone, e l'ingresso è gratuito.
Il conto delle carriere
Ogni cavaliere giostratore deve correre cinque carriere, e ottiene la vittoria chi totalizza il maggior numero di anelli validi, con gli spareggi a oltranza in caso di parità.
Le contrade in gara sono cinque, e ognuna ha un santo, un rione e due colori: Sant'Andrea, contraddistinta dai colori rosso e azzurro; San Bartolomeo, con i colori bianco e viola; San Lorenzo, i colori bianco e rosso; San Martino, con i colori bianco e azzurro; e la Santissima Trinità, con i colori giallo e viola. I nomi dei rioni corrispondono: San Lorenzo o Porta Monalda; San Martino o Porta Umbra; Sant'Andrea o Castiglioncello; Santissima Trinità o Spineta; San Bartolomeo o il Romitorio.
I cavalieri sono cinque, uno per contrada, e una volta designati non si cambiano facilmente: i giostratori designati dalle cinque contrade scendono in campo in una vera e propria investitura, in quanto potranno essere sostituiti solo tramite presentazione di certificato medico.
Sessantasei lire per la sfilata
Un documento del 1719 elenca i premi voce per voce: consistevano in L. 66 per la «comparsa», L. 18 per la «prima lancia» e L. 14 per la «seconda lancia».
Nel corso del Settecento la giostra veniva corsa in nome delle chiese, e non correva da sola: lo stesso documento del 1719 attesta che era affiancata da un'altra manifestazione detta la «Comparsa», ovvero una sfilata di carri allegorici.
Anche i ruoli erano codificati, e da prima: dal 1664 venivano nominate due figure fondamentali della Giostra, due «Deputati» tratti dal ceto benestante e quattro «Festaioli» della compagnia di San Rocco. I primi si occupavano di giudicare, i secondi organizzavano la giostra.
Alla fine del Settecento risale anche la statua del saracino che venne utilizzata fino al 1984.
Dal 1583 a oggi
Grazie a documenti conservati nell'Archivio di Stato di Siena, «è possibile stabilire con certezza che la gara è praticata almeno dal 1583».
Quel primo documento riguarda una festa di santo: la celebrazione era gestita dalla «Compagnia Laicale dei Santi Rocco e Sebastiano», e accanto alla giostra si parla di «demostrazioni et allegrezze» e giochi quali il «gioco della pugna» e la «corsa degli infanti ignudi». Il 16 agosto di quell'anno la statua del santo fu esposta pubblicamente e fu organizzata una processione e uno spettacolo, la «corsa del palio», che impegnò le contrade delle varie chiese.
Quella data, però, non è considerata l'origine: uno studio di uno storico locale «ha accertato che di ciò esiste documentazione attendibile a partire dal 1583; ma se in tale data la tradizione era già così saldamente consolidata, significa che l'origine della festa era molto più antica».
Il seguito è scandito da altre date d'archivio: la giostra divenne una consuetudine a partire dalla fine del XVII secolo, e un documento del 10 agosto 1712 ne attesta il regolare svolgimento legato alle parrocchie — lo stesso anno in cui fu eliminato il gioco della pugna. Nel 1736 il resoconto di una visita pastorale ricostruisce a ritroso l'inizio della festa del patrono; nel 1755 il luogo della corsa fu spostato dalla stretta strada di mezzo, oggi corso Garibaldi, alla piazza centrale dove si corre tuttora; nel 1948 fu stilato l'Ordinamento Fondamentale con gli emblemi araldici e i nomi dei rioni, ritoccati nel 1961 e confermati nella ripresa del 1982.
Dell'antica giostra i documenti scritti attestano la durata fino al primo Ottocento, e le notizie orali la portano avanti ancora, fino al 1929, ultima notizia della Giostra corsa in piazza.
La giostra di oggi nasce invece da una riforma amministrativa: nel 1933, per iniziativa del commissario prefettizio dell'epoca, la Giostra fu ristrutturata con l'istituzione delle attuali cinque contrade, corrispondenti alle parrocchie in cui era suddiviso il territorio comunale, e fu redatto il regolamento.
Il calendario di agosto è sempre lo stesso: la Tratta dei Bossoli apre le celebrazioni — la cerimonia che «stabilisce l'ordine di partenza delle contrade nella Giostra del Saracino» e l'ordine che le contrade dovranno rispettare durante tutto l'anno —, il 14 agosto si corre la Provaccia, la prova generale, e il 15 agosto si corre la Giostra, con il corteo nel pomeriggio e la gara nel tardo pomeriggio.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la Giostra del Saracino a Sarteano richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Chiusi-Chianciano Terme, a 12 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Chiusi - Chianciano Terme, e il tragitto è di 7,2 chilometri per 8 minuti di guida.
Eventi nei dintorni
Poco lontano, altre tradizioni dello stesso territorio.
- Provaccia della Giostra del Saracino a Sarteano — agosto
- Giostra del Saracino (Notturna Fuori le mura) a Sarteano — luglio
- Presepe Vivente a Sarteano — dicembre