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Folklore e Rievocazioni

Luci e Ombre sul Carso della Grande Guerra a Fogliano Redipuglia 2027 - Rievocazione storica con rancio del soldato

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
luglio
Dove Dolina dei Bersaglieri, Fogliano Redipuglia

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: prolocofoglianoredipuglia.it, letta il 20/09/2026.

Luci e Ombre sul Carso della Grande Guerra è la rassegna culturale di Fogliano Redipuglia, in provincia di Gorizia, nella regione Friuli-Venezia Giulia, e si divide in quattro serate del mese di luglio. Gli spettacoli si tengono nel Comprensorio difensivo della Dolina dei Bersaglieri, poco sopra il Sacrario di Redipuglia, dove i rievocatori in uniforme d'epoca accompagnano i presenti tra i camminamenti al calar della notte e viene distribuito il Rancio del Soldato, confezionato nel modo tradizionale. La rassegna è nata nel 2006, la promuove la Pro Loco Fogliano Redipuglia e l'ingresso è gratuito.

La Dolina dei Bersaglieri sul Monte Sei Busi

Poco sopra il Sacrario di Redipuglia si apre il Comprensorio difensivo della Dolina dei Bersaglieri, a cavallo fra i comuni di Fogliano Redipuglia e Ronchi dei Legionari. Durante la Prima guerra mondiale era parte del sistema difensivo italiano sul Monte Sei Busi, una delle alture più contese lungo il fronte dell'Isonzo, e le doline, tipiche del paesaggio carsico, conservano ancora trincee, camminamenti e postazioni che raccontano le battaglie combattute fra il 1915 e il 1917.

Quel luogo è già di per sé un teatro. Alla Dolina fa da sfondo il Posto di Primo Soccorso, e ci sono la caverna naturale e gli impianti difensivi: dopo il tramonto non servono scenografie particolari. Le tre doline del comprensorio hanno ognuna la loro funzione: una è dedicata all'enogastronomia, una alle presentazioni, una agli spettacoli.

Quattro serate di luglio, nate nel 2006

La rassegna si divide in quattro serate del mese di luglio, e si entra gratis. È nata nel 2006 come spettacolo teatrale costruito attorno ai giochi di luce, ai suoni e alle suggestioni del Carso, capace di rievocare atmosfere e storie; nel corso degli anni si è trasformata in un festival culturale dedicato alla Grande Guerra, dove compagnie teatrali, singoli narratori e cori si alternano nelle diverse serate con spettacoli a tema sempre rinnovati, insieme ad attori, musicisti, storici e ricercatori.

A promuoverla è la Pro Loco Fogliano Redipuglia, con il patrocinio della Regione Friuli-Venezia Giulia e il sostegno di numerosi enti istituzionali, e fa parte del progetto Sentieri di Pace. Una collaborazione con l'Azienda dei trasporti di Gorizia permette di raggiungere gli spettacoli anche agli ospiti forestieri delle località turistiche, e una parte del programma nasce con il Centro Studi Politici economici e sociali «sen. Antonio Rizzatti», dentro i due progetti finanziati a livello regionale In anima e corpo: profuganza nel Goriziano cent'anni dopo. Ogni edizione affronta aspetti differenti del conflitto, e privilegia sempre il punto di vista umano: soldati, civili, profughi, donne, animali e testimoni che hanno vissuto direttamente gli eventi bellici.

I rievocatori in uniforme e il Rancio del Soldato

Prima degli spettacoli, e durante le presentazioni, i rievocatori in uniforme d'epoca accompagnano i presenti tra i camminamenti al calar della notte. Alcuni esperti della Grande Guerra restano a disposizione per brevi visite e per raccontare gli eventi bellici che coinvolsero l'Altopiano di Doberdò.

Le rievocazioni si svolgono negli originali campi di battaglia sui quali si affrontarono i soldati del Regio Esercito Italiano e dell'Esercito Imperiale Austro-ungarico, e si chiamano Ritorno sul Carso. Tutte le azioni vengono commentate e spiegate nei dettagli da un narratore, che accompagna i presenti nella comprensione di ciò che si sviluppa sulla scena: una vera e propria narrazione recitata in divisa d'epoca. Quello che si racconta è il legame fra la morfologia del terreno — corsi d'acqua, paludi, colline — e lo sviluppo di un campo di battaglia, e il legame fra l'evento storico e l'uomo soldato, costretto in un ambiente ostile a muoversi, vestito in un certo modo, nutrito in una certa maniera, privato delle sue abitudini e della libertà individuale. Il gruppo dei rievocatori di storia è solitamente internazionale, con italiani, sloveni, austriaci, ungheresi e cechi.

Il Rancio del Soldato, confezionato nel modo tradizionale, è quanto mai gradito da chi partecipa alla rievocazione.

La follia, i profughi e il mulo Costante

Gli spettacoli cambiano di edizione in edizione. L'esercito dei matti, racconto musicale del Caraboa Teatro, affronta il tema della follia durante la Prima guerra mondiale e racconta la storia dei soldati italiani ricoverati nei manicomi militari fra il 1915 e il 1918, riflettendo sul significato della parola pace. Una lettura scenica ripercorre invece, attraverso documenti storici e testimonianze autentiche, la vicenda delle popolazioni costrette a lasciare le proprie case lungo il confine italo-austriaco.

C'è anche il monologo Va in mona!, scritto, diretto e interpretato da Marco De Martin Modolado: il protagonista è Costante, un mulo alpino realmente processato nel 1915 con l'accusa di diserzione. Il testo prende spunto dal volume storico Alpini alla sbarra di Damiano Leonetti e affronta con ironia un episodio realmente documentato; è anche l'occasione per ricordare il primo processo, svoltosi a Pian delle Fugazze, in cui Piero Calamandrei, futuro membro dell'Assemblea Costituente, fece da avvocato. La rassegna si chiude con Nella tenera luce della riconciliazione e della pace (Julius Kugy), che intreccia narrazione, fotografie, musica dal vivo e immagini dedicate ai luoghi della Grande Guerra, con Valentina Danelon al violino e Cristina Santin al pianoforte e alla narrazione.

Il racconto è fatto di momenti di vita quotidiana in trincea, di ostilità create a tavolino e di fatali incontri fra le barricate opposte. Grazie a effetti scenici, proiezioni, canti, colonne sonore e giochi di luce, studiati con particolare attenzione alla fedeltà storica, lo spettatore viene condotto con la mente e il cuore ai tempi della Grande Guerra, fra le trincee, gli accampamenti e le doline dove i soldati di entrambi gli eserciti dovettero sopravvivere.

Le degustazioni e la trincea Mazzoldi

Attorno agli spettacoli ci sono le degustazioni enogastronomiche, curate da produttori italiani e sloveni, le camminate sui sentieri storici e gli itinerari guidati notturni, insieme ai concerti dal vivo e agli approfondimenti storici. Le escursioni tematiche portano sui luoghi della Grande Guerra vicini alla Dolina, fra cui la trincea Mazzoldi, recentemente sistemata con un progetto degli Alpini del gruppo di Palmanova e la buona volontà di una decina di ragazzi e ragazze. Nella serata conclusiva la Trattoria Ok cura una cena sotto le stelle a base di prodotti ittici freschi.

L'iniziativa, oltre a esaltare i valori storici che si comprendono guardando e ascoltando le serate, porta con sé anche un'attività promozionale per la località: unisce territori, generazioni e culture, per tramandare la memoria e riflettere sull'impatto civile e sociale della guerra.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Fogliano Redipuglia per la festa non è complicato. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Ronchi dei Legionari Nord si trova a 2,9 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Redipuglia dista 1,7 chilometri, cioè 2 minuti di strada.

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