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Medioevo a Valvasone 2026: i voti cavallereschi in piazza Castello
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: paesiinfesta.com, letta il 19/09/2026.
Medioevo a Valvasone è una rievocazione storica che si tiene a Valvasone, in provincia di Pordenone, un venerdì, sabato e domenica di metà settembre. Per tre giorni centinaia di figuranti in costume — armigeri, cavalieri, popolani, osti, artigiani, musici, mangiafuoco — occupano il borgo a tempo pieno, e in piazza Castello Francesco di Valvasone, signore del Trecento, rinnova i suoi voti cavallereschi davanti al popolo e alle autorità. Ogni edizione cambia tema e sceneggiatura; l'organizza il Grup Artistic Furlan.
Tre giorni in cui il borgo cambia secolo
La manifestazione si svolge ogni anno durante un venerdì, sabato e domenica di metà settembre, e non ripete mai sé stessa: ogni edizione cambia tema e sceneggiatura, riportando alla luce fatti e vicende accaduti realmente nella patria del Friuli e nel feudo di Valvasone, e ricreando giornate-tipo ispirate alla vita nel XIV secolo.
Per tre giorni il borgo è popolato da armigeri, soldati di ventura, cavalieri, scudieri, popolani, cortigiane, osti, artigiani, musici e mangiafuoco, tutti in costume e, a tempo pieno, impegnati a svolgere le loro antiche mansioni: centinaia di figuranti che riportano il borgo al suo antico splendore e danno ai visitatori l'impressione di vivere nel passato. A organizzare è il Grup Artistic Furlan.
Perfino il programma è annunciato con formule arcaizzanti. Le giornate si aprono e si chiudono con proclami — «Si levi il vessillo e si spieghino al vento le insegne di Valvasone: le guardie si diano il cambio per vegliar sul borgo in festa», «abbia principio il secondo dì di festa» — e l'ultima sera si congeda così: «Cali il vessillo, ma non la fiamma che arde nei cuori».
Quattro oggetti, quattro significati
Il momento centrale si tiene in piazza Castello. Protagonista è Francesco di Valvasone, signore del Trecento, chiamato a rinnovare i suoi voti cavallereschi davanti al popolo e alle autorità.
La cerimonia è ricca di simbolismo e prevede gesti e oggetti emblematici, ognuno con il suo significato: la spada, segno di giustizia; la corona d'alloro, simbolo di sapienza; il mantello comunale, emblema di unità; la torcia, fiamma di passione e guida. È un rito che rievoca fedelmente le antiche pratiche cavalleresche e restituisce al pubblico un frammento di storia.
La narrazione segue le gesta di Messer Corrado, cavaliere cortese di Valvasone, in un viaggio immaginifico verso terre d'Oriente.
Col sangue e non col patto
La parte guerresca ha due tempi, e il racconto non ha mezzi termini. «Fu tempo in cui la pace venne promessa e tosto tradita. Le schiere nemiche sorpresero il borgo, ma Valvasone levò le armi: così ebbe principio la prima battaglia col sangue e non col patto.»
Poi il nemico torna. «Il nemico, non ancora pago, stringe d'assedio il borgo. Le mura tremano, ma saldo resta il coraggio dei difensori: il destino di Valvasone si decide tra ferro e fuoco.» Intorno rullano i tamburi, e il loro fragore attraversa il borgo.
Fuori dalle battaglie ci sono l'accampamento degli armati e la giostra medievale, con i cavalieri che si contendono il torneo; e c'è il gran corteggio, quando il Conte e i cortigiani sfilano per le vie con abiti, insegne e gioielli fino a piazza Castello.
Taverne, lumi e assalti per i più piccoli
Le taverne schiudono le porte e per le vie si spargono profumi di gustose vivande e di buon vino: traboccano le tavole, e chi cerca ristoro non resterà a bocca asciutta. Il punto più alto della tavola è il Banchetto del Conte di Valvasone, una cena medievale che ricrea fedelmente i banchetti nobiliari dell'epoca, dove alla nobile mensa si susseguono portate, giochi, spettacoli d'arte e buon vino, con bevande che raccontano la storia enologica della casata.
Quando cala il buio la scena cambia di nuovo. Si accendono i lumi, e guardie, briganti, ancelle e artisti erranti percorrono il borgo mentre gli abili artigiani mostrano le loro merci; passano dame danzanti, musici e cantastorie, saltimbanchi, equilibristi e menestrelli, e i fuochi propiziatori infiammano la piazza. Di giorno, invece, apre l'Officina Sartoria, la bottega di sartoria medievale.
Ai ragazzi tocca una parte attiva: si indossano le vesti medievali e si dà principio all'Avventura Medievale, con l'obiettivo di conquistare gli stendardi nemici, tra giochi e prove d'ingegno. Per i più piccoli c'è l'assalto al castello.
Il Conte accoglie i visitatori per un viaggio nel Medioevo accessibile in LIS, la lingua dei segni.
Come arrivare alla festa
Il Medioevo a Valvasone si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Casarsa, a 6,3 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Fiume Veneto, e il tragitto è di 15 chilometri per 18 minuti di guida.
Feste vicine, in altri paesi
Qui intorno, nello stesso periodo, si festeggia anche cosi'.
- Giostra dei Castelli a Pordenone — settembre
- Cordovado Medievale — agosto
- Rievocazione storica della Macia a Spilimbergo — agosto