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Magione di Sant'Egidio, il Ponte dei Cavalieri Templari a Moncalieri 2027 - Rievocazione storica e tornei medievali
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 03/09/2026.
La Magione di Sant'Egidio è la rievocazione storica di Moncalieri, nella Città Metropolitana di Torino, in Piemonte, e si tiene a fine giugno nel Parco Lancia, nella frazione di Testona, su due giornate; è gratuita. La domenica mattina si rievoca la donazione del 1196, quando il vescovo di Torino Arduino di Valperga affidò ai Cavalieri Templari la chiesa di Sant'Egidio, l'ospitale e il ponte sul Po: in scena ci sono il vescovo, il cardinale, il notaio, i componenti del clero e i frati cistercensi in abito tradizionale, e segue la battaglia dei gruppi storici con oltre cento figuranti. Le due giornate sono scandite dai tornei di tiro con l'arco antico, di scherma medioevale e di combattimento in armatura a contatto pieno.
Il vescovo Arduino e l'anno 1196
Le prime tracce ufficiali dei cavalieri nel territorio di Moncalieri risalgono al 1196, quando il vescovo di Torino Arduino di Valperga affida loro la cappella e l'ospedale di Sant'Egidio, oltre alla realizzazione del primo ponte sul Po, di cui avrebbero poi curato la difesa e l'amministrazione. La mansio di Sant'Egidio è stata la prima residenza templare in Piemonte, e anticipa quelle di Torino e di Asti, istituite nel 1203.
Fra Moncalieri e Chieri, e fra Moncalieri e Torino, si combatteva; per mettere fine agli scontri e ripristinare la pace, il vescovo Arduino, in accordo con il cardinale inviato da Roma, decise di stabilire un presidio templare a guardia del territorio, e donò all'ordine una chiesa, un ospedale e il ponte. L'accordo fu siglato con la stipula di un atto in presenza dei templari e del loro Maestro. Poiché quell'area rappresenta il nucleo originario di Moncalieri, la donazione è considerata un atto fondativo della città.
Un ponte di barche diventato pietra
All'inizio il ponte era molto probabilmente un semplice attraversamento composto da una serie di barche. Intorno al 1255 divenne una struttura in pietra a sei arcate, poggiata su otto piloni, e con le sue due torri di guardia contribuì ad aumentare la sicurezza delle rotte commerciali, grazie alla sorveglianza dei soldati. Fu chiamato subito il ponte dei cavalieri, ed è dedicato a San Giovanni Nepomuceno, protettore dei pescatori, la cui effigie svettava su una delle due torrette.
Attorno al ponte nacque un paese. L'accordo favorì il sorgere di un nuovo nucleo di abitazioni, i cui residenti — in prevalenza artigiani e mercanti — erano attratti dalla posizione favorevole allo sviluppo delle attività commerciali e dalle particolari condizioni di esenzione da qualsiasi giurisdizione laica ed ecclesiastica di cui l'ordine templare godeva: i suoi locatari erano esenti anche dal pagamento dei pedaggi sulle vie di transito. Nel primitivo insediamento di Sant'Egidio si trasferirono alcuni abitanti di Testona, e da lì cominciò l'agglomerato che sarebbe diventato il borgo di Moncalieri. Nel 1230, per sancire la fine dell'attrito fra Chieri e Testona e la nascita delle nuove città fortificate, si indissero un torneo di spade e uno di tiro con l'arco.
I monaci-cavalieri sulla Via Francigena
I Templari erano divisi in cavalieri, che portavano il mantello bianco con la croce rossa, e scudieri, vestiti di bruno; potevano essere laici o sacerdoti, ma erano tutti vincolati dai voti religiosi. Vigilavano sulla Via Francigena che dalle Alpi conduceva i pellegrini a Roma: un ramo di quella via arrivava dalla zona di Testona e Moncalieri, dove a Borgo Navile, vicino all'antico ponte di Testona sul Po, si trovava la magione di Sant'Egidio.
La rete piemontese era fitta, e serviva a controllare le strade del Piccolo e del Gran San Bernardo e le Valli di Susa, Germanasca e Chisone: una vedetta a Superga e una a Cavoretto, Testona nel castello della Rotta a Moncalieri, e poi Carignano, Poirino, Chieri e Pinerolo. Ogni domus era abitata da sei cavalieri, e a comandare erano i sergenti, che addestravano le milizie locali; nelle sedi di Precettoria, le più importanti, risiedevano anche i sacerdoti del Tempio.
I Sermoni Subalpini, il piemontese prima di Dante
Fra il 1179 e il 1190 fu piemontese anche il comandante generale dell'ordine, con sede a Vercelli: il Precettore d'Italia Ribaldo da Moncalvo. Fu lui, molto probabilmente, a ordinare la redazione dei Sermoni Subalpini, ventidue schemi di omelie compilati su ordine di Papa Alessandro III come sussidi per formare i predicatori e orientare le loro omelie. Servivano ai predicatori templari dei due versanti alpini, che al latino preferivano la parola romanzata e francofona delle popolazioni.
Sono la più antica opera codificata della lingua piemontese, di due secoli anteriori agli scritti di Dante, che nel De vulgari eloquentia la definiva turpissima, perché non la capiva. Il documento è conservato alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino come Manoscritto D. VI. 10, ereditato da quella ducale sabauda, che lo considerava prezioso; è completato da un'esposizione introduttiva ad alcuni libri dell'Antico Testamento e da una raccolta di lettere di San Gerolamo, colui che per primo tradusse la Bibbia dall'ebraico. Il primo sermone, dedicato alla raccolta delle decime, somiglia a quelli dell'ingaggio dei Cavalieri; l'ultimo ribadisce la loro missione: «Annunciare la luce di Dio nella notte dell'Uomo». È conforme alla bandiera dei monaci: una fascia bianca come la luce, sovrastante il nero del buio, sotto la rossa croce del martirio di Cristo.
La domenica della donazione
La rievocazione mette in scena proprio quel passaggio. Si ricostruiscono le diverse fasi delle battaglie fra Moncalieri e Chieri e fra Moncalieri e Torino — prima con gli arcieri, poi con gli armigeri, poi con i cavalieri e infine di nuovo con gli armigeri — e poi arriva la decisione del vescovo.
La scena della donazione ha luogo nella mattina della domenica, con il vescovo, il cardinale, il notaio, i componenti del clero e i frati cistercensi in abito tradizionale; segue la battaglia dei gruppi storici, con oltre cento figuranti, e i Tamburini di Susa. Quello che si ricorda è il ruolo dei monaci-cavalieri nella protezione dei pellegrini e nel controllo del guado sul Po.
Due giorni al Parco Lancia di Testona
La manifestazione si tiene a fine giugno nel verde del Parco Lancia, nella frazione di Testona, si articola su due giornate ed è gratuita; la cura l'Associazione di Volontariato Storico Culturale Ordine della Fenice Templari di Sant'Egidio. L'accampamento storico ricrea un'atmosfera di vita medievale, con tende storiche, armi e armature, armigeri e figuranti in costume che rievocano il periodo fra l'XI e il XVI secolo, e attorno ci sono il mercatino artigiano e i banchi di arti e mestieri medievali con prodotti tipici.
Le giornate sono scandite dalle fasi dei tre tornei — il tiro con l'arco antico, la scherma coreografica medievale e il torneo al tocco — che prendono avvio il sabato mattina per concludersi nel tardo pomeriggio della domenica, insieme al combattimento in armatura a contatto pieno valido per il Campionato Italiano HMB. Alle gare si intervallano i momenti conviviali, con la grigliata offerta ai gruppi storici partecipanti e aperta a tutta la cittadinanza, gli spettacoli di giocoleria, le dimostrazioni con i rapaci, le danze e l'intrattenimento musicale a tema, con lo spettacolo di fuoco del Gruppo Burgo Turris, l'esibizione equestre di Horse Emotion Show e le musiche dell'Arkana Pipe Band. A chiudere è uno spettacolo equestre: nelle ultime edizioni quello della compagnia dei Cavalieri del Conte Verde.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Moncalieri, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Moncalieri è a 2,0 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Statale 20: da lì bastano 7 minuti di guida (5,3 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Che altro succede in provincia di Torino
Altre feste di giugno nella stessa zona.
- Battaglia delle Chiuse a Sant'Ambrogio di Torino — giugno
- Festa delle idi di maggio ad Oglianico — maggio
- Festa dël Piemont al còl ëd l'Assieta ad Usseaux — luglio