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Magister Anseris a Campomarino e la corsa delle nove oche 2027
Il Palio delle Oche si svolge a Campomarino, in provincia di Campobasso, nel Molise, l'ultima domenica di aprile, in occasione delle festività di San Vincenzo Ferreri. Nove oche, una per ciascuna delle nove contrade del paese, corrono guidate dai loro conduttori da Piazza Vittorio Veneto all'imbocco della chiesa di Santa Maria a Mare. La competizione ricorre dal 2019 ed è animata dal gruppo storico «Magister Anseris», nato nello stesso anno.
La notte in cui il paese era vuoto
Si narra che alla fine del XV secolo il borgo di Campomarino, abitato da pescatori e coltivatori, fu messo a ferro e fuoco dall'invasione dell'esercito turco, che lasciò il paese in stato di semiabbandono. Divenne un luogo fantasma, apparentemente disabitato, tra le cui vie facevano capolino soltanto le oche, che per consuetudine popolavano i cortili.
Poi arrivò la notte dello sbarco dell'esercito albanese guidato dal principe Skanderberg, chiamato dagli Aragonesi per disfarsi definitivamente della presenza turca. I soldati irruppero nelle case, per rifugiarsi o per scovare i rifugiati, e le trovarono vuote.
Erano vuote per una ragione precisa. Le oche, come abili sentinelle, avevano avvertito il pericolo e repentinamente allertato gli abitanti starnazzando in ogni dove e, radunandosi, si erano portate dietro i cittadini ancora confusi per quanto stava accadendo. Dalle vie ramificate giunsero tutte davanti alla chiesa e si rifugiarono sotto la statua di San Vincenzo, conducendo in salvo la popolazione, che si nascose nella cripta.
In memoria di quella notte, dal 2019, le nove contrade di Campomarino rievocano quella corsa degli abitanti dietro ai pennuti, lungo le vie del borgo antico.
Il gruppo, i conti e le nove contrade
Il gruppo storico «Magister Anseris» di Campomarino nasce nel 2019 dall'associazione Aps La Compagnia del Bosco. L'obiettivo è risvegliare nella popolazione un senso di appartenenza e tramandare a quelle future una tradizione popolare di interesse comune con il Palio delle Oche.
Il corteo parte da Palazzo Norante e gira per le vie del paese, fino ad arrivare in Piazza Vittorio Veneto, dove si apre il cerimoniale. Il cerimoniale, aperto da sbandieratori e musici, annuncia il passaggio dei nobili Di Capua: Andrea d'Altavilla, conte di Campomarino alla fine del 1400, e la consorte Maria d'Ayerba, della casa reale aragonese, preceduti dalla prole e dai paggetti e seguiti dal gonfalone del Magister con i suoi Vassalli, per chiamare a raccolta le nove contrade del paese.
Al corteo partecipano numerosi gruppi storici dei comuni limitrofi gemellati, che con abiti storici di magnifica fattura contribuiscono allo spettacolo: la «Giovanna I d'Angiò» di Colletorto, l'«Ordo Cavalieri Termole» e il «Terzo Millennio» di Termoli, «I Farnese» di Ortona, la «Civitas Sancti Eliae Planisii» di Sant'Elia a Pianisi, la «Città di Guglionesi», «I Normanni» di Lucera e la «Giostra della Jaletta» di San Marco La Catola.
Le contrade, intanto, si preparano da settimane: danno vita a una sana competizione volta ad addobbare e abbellire i propri rioni con bandiere, coccarde e vessilli dei rispettivi colori.
Benedizione, gonfaloni, giuramento
Il cerimoniale ha un ordine fisso, e comincia con le protagoniste. La benedizione delle oche si tiene dinanzi al sagrato della chiesa di Santa Maria a Mare, dove le bestie arrivano su carretti in stile medievale.
Segue la parata dei gonfaloni, in Largo Santa Maria a Mare: gli schieramenti delle nove contrade percorrono il tracciato di gara dando lustro ai propri stendardi. Si torna poi in Piazza Vittorio Veneto, dove il Magister Anseris — figura emblematica del Palio delle Oche — dà il via all'estrazione dei bussolotti, che determina gli accoppiamenti delle tre gare iniziali.
La parte più solenne, però, non riguarda le oche ma chi le conduce. I conduttori che gareggiano giurano lealtà e rispetto delle regole del Palio delle Oche.
Nove contrade, nove oche
La competizione si svolge lungo il percorso che parte da Piazza Vittorio Veneto e arriva all'imbocco della chiesa di Santa Maria a Mare, in prossimità del sagrato.
Corrono nove oche per nove contrade, in una gara che il paese descrive senza infingimenti: una corsa goliardica ma al tempo stesso molto sentita. L'oca della contrada che giunge prima al traguardo si aggiudica il Palio, e al suono delle campane viene festeggiata lungo il percorso di gara, con lo sventolare dei foulard delle altre contrade.
Il Palio viene portato con orgoglio dai contradaioli vittoriosi durante la processione di San Vincenzo Ferreri, perché la gara si tiene l'ultima domenica di aprile proprio in occasione delle festività del santo, che si chiudono con la santa messa e la processione.
ANSERVM, il giorno prima
Il Palio è la seconda giornata di un doppio appuntamento: il giorno prima si tiene ANSERVM – Festa Medievale. Nelle due giornate il borgo ospita cortei, spettacoli, locande, musica e competizioni storiche.
Il centro storico viene animato dal Contado di Molise con figuranti, artigiani, duelli e scene di vita medievale, e lungo le vie del paese vecchio si incontrano musici, spettacoli di fuoco, armigeri, una mostra di strumenti di tortura, banchi medievali e sapori antichi. Ci sono giullari di spade, giocoleria, teatro di strada, monaci alchimisti e artisti del fuoco, e la giornata prosegue fino a sera inoltrata in un'atmosfera di luci antiche, tra falò, lanterne e cavalieri, con accampamenti tipici, banchi e mestieri, giostre e taverne. Il sabato arriva anche il Gioco dell'Oca umano, insieme agli stand gastronomici e alla musica dal vivo.
Campomarino, il «paese dipinto» del Molise, è affacciato sul mare, e i due appuntamenti si tengono nell'ultimo fine settimana di aprile.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Campomarino per la festa non è complicato. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Campomarino si trova a 1,2 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Termoli dista 4,7 chilometri, cioè 6 minuti di strada.
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