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Folklore e Rievocazioni

Palio dei Borgia a Nepi 2027 - Le chiavi della città consegnate a Lucrezia Borgia

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
1 giugno 2026
Dove Piazza di San Biagio, Nepi

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: paliodeiborgianepi.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio dei Borgia si tiene nei primi due fine settimana di giugno a Nepi, in provincia di Viterbo, nel Lazio, e rievoca il legame della città con la famiglia Borgia. Il Corteo Storico, con circa quattrocento rievocatori in costume, attraversa le vie del centro e culmina in Piazza del Comune con il «Trionfo della Concordia»: la consegna delle chiavi della città a Lucrezia Borgia. Le quattro contrade — San Biagio, Santa Maria, Santa Croce e La Rocca — si sfidano nel Torneo degli Arcieri e nella Giostra dei Cavalieri per aggiudicarsi il Drappo.

Il 10 gennaio 1499

Il fulcro storico attorno a cui ruota l'intero evento è l'anno 1499. Il 10 gennaio papa Rodrigo Borgia, divenuto pontefice nel 1492 col nome di Alessandro VI, investì la figlia Lucrezia della Signoria di Nepi, concedendole il ducato e il titolo di signora e governatrice del castello e del territorio. I documenti storici testimoniano il caloroso benvenuto che la cittadinanza riservò a Lucrezia al suo arrivo.

Fu un periodo di forte rinnovamento architettonico e culturale per la cittadina. Il Castello di Nepi, che il papa aveva ampliato e migliorato prima di donarlo alla figlia, nella tradizione popolare ha assunto il nome di Rocca dei Borgia, e ancora oggi domina il panorama nepesino ospitando spettacoli e visite teatralizzate.

Una festa nata nel 1995

Il Palio dei Borgia è una festa popolare creata nel 1995 per ricordare il legame fra la cittadina nepesina e la famiglia Borgia, e lo fa miscelando storia e fantasia: fa rivivere alcune tradizioni e ne inventa di nuove. I promotori la crearono nell'intento di «rievocare la parte più eroica e nobile» delle radici nepesine, e da quell'idea nacquero il corteo storico in onore di Lucrezia e le quattro contrade.

La festa coinvolge tutta la cittadina, da Porta Nica a Porta Romana, dalla Cattedrale e dalla piazza principale al Castello dei Borgia, e si svolge nei primi due fine settimana di giugno. La organizza l'Ente Palio dei Borgia, guidato dalla rettrice Simona Benedetti, e si tiene in più luoghi: dal Forte dei Borgia al centro storico, dal palazzo Comunale al Duomo.

I quattro rioni e i loro stemmi

Il cuore agonistico è la sfida fra le quattro contrade cittadine: San Biagio, Santa Maria, Santa Croce e La Rocca. Ognuna ha i propri colori, i propri simboli e un gruppo di contradaioli che lavora tutto l'anno per curare i dettagli dei costumi e degli addobbi e per allenare gli atleti; ognuna schiera cavalieri, arcieri, dame, sbandieratori e musici, e gestisce la propria taverna.

La contrada di San Biagio si trova nell'omonima piazzetta e prende il nome dalla chiesa di San Biagio; il suo stemma è quello della famiglia Orsini, duchi di Nepi, che ebbero la concessione del territorio in epoca feudale. Santa Maria era situata sulla piazza di fronte al Duomo e venne poi spostata all'interno del cortile dell'ex vescovato: rappresenta la zona della cattedrale di Santa Maria Assunta, da cui prende il nome, e porta sei gigli azzurri su sfondo oro. Santa Croce stava nella zona della chiesa dedicata alla Santa Croce, in piazza dello Spedale, e per motivi di ordine pubblico fu costretta a spostarsi in piazza Misericordia. La Rocca, infine, era in piazza Catalani, il cui nome si lega ancora all'importante famiglia di origine catalana, e si è poi trasferita nel giardino ai piedi della Rocca Borgiana: il suo stemma è quello dei Borgia, con il bue passante in campo oro.

L'offerta dei ceri e il Trionfo della Concordia

La manifestazione si apre con la Santa Messa solenne di inaugurazione e con la cerimonia dell'offerta dei ceri, simbolo di devozione e appartenenza delle contrade: nella Cattedrale i priori delle quattro contrade presentano i ceri al sacerdote, in una continuità fra elementi laici e religiosi. Segue la benedizione del Drappo.

Poi il Corteo Storico anima le vie della città con costumi, colori e atmosfere d'epoca, e il percorso culmina in Piazza del Comune con il «Trionfo della Concordia», il rito della consegna delle chiavi della città a Lucrezia Borgia. Il corteo conta circa quattrocento rievocatori in costume, accompagnati dai rulli dei tamburi e dallo squillare delle chiarine e dalle evoluzioni degli sbandieratori: sfilano dame, cavalieri, magistrati, armati e i personaggi di Lucrezia e della sua corte, in abiti che riproducono fedelmente le mode del tardo Quattrocento.

Su quegli abiti si lavora con metodo. Per evitare anacronismi l'organizzazione si avvale di costanti ricerche d'archivio, e i costumi nascono da uno studio attento sui dipinti e sui documenti dell'epoca borgiana, realizzati da sartorie specializzate o dagli stessi laboratori artigianali delle contrade: gli oltre cinquanta costumi del Corteo storico sono opera di Lucia Colletti, che ha usato tessuti preziosi per riprodurre fedelmente gli abiti dei più famosi dipinti del XV secolo.

Gli arcieri, i cavalieri e il Bussolo

Le contrade si sfidano per accumulare i punti necessari a conquistare il drappo. Ci sono i Giochi Popolari delle Quattro Contrade, a cura del Comitato Giovani Palio dei Borgia, con prove di forza, abilità e squadra nelle piazze del centro; c'è il torneo di scherma storica a contatto pieno, a cura della Compagnia della Ruggine; c'è la gara dei musici delle quattro contrade e ci sono i giochi di bandiera, con le coreografie degli sbandieratori nelle piazze principali e nella cornice della Rocca.

Le due prove che pesano di più arrivano in fondo. Il Torneo degli Arcieri è una gara di tiro con l'arco storico fra le contrade, con eliminatorie e finale: le qualificazioni sono il primo passo verso la sfida decisiva. Poi c'è la Giostra dei Cavalieri, la competizione equestre in cui i cavalieri delle contrade si contendono il Drappo attraverso prove di velocità, precisione e abilità, e che decide gran parte del punteggio. L'abbinamento fra cavalieri e contrade si tira a sorte con il «Bussolo».

Sulla base dei punti accumulati viene proclamato il vincitore, e il momento culminante è l'assegnazione del Drappo alla contrada vincitrice, insieme al Corteo Storico della cerimonia di chiusura. Il Palio è un'opera su stoffa, realizzata da un pittore o una pittrice appositamente per l'occasione; l'ultimo drappo è dell'artista Romano Ciarlimbruschi, ideatore del primo Drappo del Palio.

Le taverne e i tamburi che arrivano da fuori

Dal venerdì alla domenica, per tutta la durata della manifestazione, le quattro contrade allestiscono taverne all'aperto dove ricostruiscono l'atmosfera medievale e servono i piatti della tradizione nepesina e della Tuscia. Il calendario si allarga a conferenze, spettacoli, degustazioni, visite guidate, spettacoli teatrali e itineranti come «Il Boia, il Buffone e la Fanciulla», al mercatino storico «arti e mestieri» e a una visita guidata che rievoca la figura di Lucrezia attraverso i luoghi che ne hanno segnato il soggiorno a Nepi.

Si mangia anche in scena: la cena rinascimentale è servita da ragazzi in abiti storici e illustrata nei dettagli dalla storica della gastronomia Sandra Ianni, mentre la cena entro le mura della Rocca, «Al Desco dei Borgia», mette in tavola un banchetto ricco di salumi, fichi, ricotta e miele, crostini ai funghi, zuppe e carni arrostite. C'è poi la Cena Propiziatoria al Polo Culturale L'Acquedotto.

Il festival dei musici, infine, è nato da un'idea dei Gruppi Musici e si è evoluto nel tempo, cambiando più volte formula: da semplice raduno dedicato all'incontro e allo scambio fra realtà storiche di tutta Italia è diventato anche un momento di confronto e sfida fra gruppi. Arrivano dal centro e dal sud: la compagnia tamburi di Antrodoco, i Tamburini del Barone Di Freganius da Fragagnano, i musici e sbandieratori del Magistrato dei Quartieri da Piazza Armerina, il gruppo musici e sbandieratori dello stato di Diano da Teggiano, i Timpanisti Fajanensis da Fasano, e con loro i gruppi delle quattro contrade nepesine. I premi in palio sono cinque: i tre della giuria per la miglior composizione o esecuzione musicale, la miglior coreografia e la miglior esibizione, più il Premio del pubblico e il Premio Ente Palio dei Borgia.

Come arrivare alla festa

Il Palio dei Borgia a Nepi si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Civita Castellana, a 11 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Monterosi - Zona commerciale, e il tragitto è di 7,1 chilometri per 9 minuti di guida.

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