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Folklore e Rievocazioni

Palio di Brancaleone a Genazzano 2027 - L'assalto al castello e la sfida della cantina

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
Tra la fine di Maggio e i primi di Giugno
Dove piazza Giuseppe Emilio D’Amico, Genazzano

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: prolocogenazzano.it, letta il 20/09/2026.

Il Palio di Brancaleone si tiene a Genazzano, in provincia di Roma, tra la fine di maggio e l'inizio di giugno. Per tre giorni il borgo rimette in scena la Disfida di Barletta del 1503, i tredici cavalieri italiani contro altrettanti francesi, per un motivo che nessun altro paese può vantare: uno di quei tredici era di qui. Il palio venne indetto l'anno successivo dal Principe Colonna, Signore di Genazzano, e ancora oggi lo organizza il Gruppo Rinascimentale Brancaleone.

Il cavaliere di Genazzano a Barletta

Il 13 febbraio 1503, a Barletta, 13 cavalieri italiani patrocinati dagli spagnoli si affrontarono con altrettanti francesi. Fra gli italiani c'erano Ettore Fieramosca e Giovanni de Carlonibus, detto Brancaleone, che la storia vuole originario di Genazzano e che a Genazzano morì: il fiero concittadino del Cinquecento che il paese onora ogni anno. Con dodici cavalieri italiani difese l'onore contro i tredici francesi, e gli italiani ebbero la meglio.

Fra il campo di quella disfida e il paese che la ricorda ci sono centinaia di chilometri: Genazzano si trova a circa 63 chilometri da Roma e 54 da Frosinone, in un'altra regione rispetto a quella Barletta pugliese dove tutto accadde. La distanza non ha impedito che la memoria del cavaliere restasse attaccata alle sue strade.

Un palio disputato fra i quattro rioni

Il palio, disputato fra i quattro rioni della città, cominciò così: un torneo cavalleresco che rievocava quell'evento.

Il Gruppo Rinascimentale Brancaleone, che oggi organizza la manifestazione, è l'associazione dedicata proprio alla figura di Giovanni de Carlonibus, detto Brancaleone. Quello di Genazzano si distingue perché recupera la formula originale del duello di Barletta, con 13 cavalieri per ciascuna delle due squadre: non una sfida qualsiasi in costume, ma lo stesso schieramento del 1503.

Lo stemma dai tredici triangoli

La memoria della disfida non vive solo nei tre giorni di festa: sta nello stemma del comune. Nella seconda metà dell'Ottocento l'amministrazione comunale volle rappresentare la vittoria di Brancaleone inserendo nello stemma cittadino tredici triangoli celesti, uno per cavaliere, contornati dal motto «L'abbattimento». Al centro dello stemma si contano 13 foglioline bianche e altrettante celesti, i cavalieri coinvolti nella sfida.

Tre giorni fra cantine e tiro con l'arco

Il Palio dura circa tre giorni, e comincia da quello che si beve e si mangia: si aprono le cantine per degustare vini e piatti tipici. Si svolgono gare di tiro con l'arco, e per le vie del paese sfilano personaggi in costume tipico dell'epoca.

Al Castello Colonna la serata è una degustazione di vini locali e una cena rinascimentale. Alla luce di torce passano duelli armati, falconieri, cavalieri, dame e cardinali, e Papa Martino V, con l'animazione della compagnia «Artèatro».

L'assalto al castello e la battaglia in piazza

Poi viene il giuramento dei Cavalieri in chiesa, e il Corteo Storico. Il Corteo in Costume Rinascimentale muove dal Castello Colonna verso Piazza G. E. D'Amico con i gruppi storici delle città di Anagni, Artena, Carpineto Romano, Cave, Ciciliano, Monterotondo, Palestrina e Paliano, insieme al Gruppo sbandieratori «Città di Carpineto Romano».

I cavalieri scelti per riproporre la disfida si preparano all'assalto al castello in abiti d'epoca e con tanto di scale e di fuochi. Segue la sfida della cantina lanciata dai francesi. La domenica pomeriggio tutto si chiude con la battaglia vera e propria in piazza Giuseppe Emilio D'Amico, il Certame Cavalleresco fra tredici cavalieri italiani e tredici francesi: come nel 1503, gli italiani vincono.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Palio di Brancaleone a Genazzano richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Valmontone, a 13 chilometri da Genazzano, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Valmontone ha davanti un percorso di 13 chilometri, sedici minuti di guida.

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