Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Folklore e Rievocazioni

Folklore e Rievocazioni

Palio delle Contrade ad Allumiere e la conquista del Cencio 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
la prima domenica dopo il 15 agosto
Dove Piazza della Repubblica, Trento

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: visitlazio.com, letta il 19/09/2026.

Il Palio delle Contrade si corre ad Allumiere, in provincia di Roma, sui Monti della Tolfa, la prima domenica dopo il 15 agosto, quando il paese festeggia la sua patrona, la Madonna Assunta in Cielo. Sei contrade — Burò, Ghetto, La Bianca, Nona, Polveriera e Sant'Antonio — si sfidano in Piazza della Repubblica in una corsa di asini montati a pelo, divisa in tre batterie, per conquistare il Cencio, il drappo dipinto a mano da pittori locali. Nella forma attuale la manifestazione è organizzata dal 1965 ed è preceduta da un corteo storico in costume cinquecentesco con oltre duecento figuranti.

Trecentocinquantanove giorni di squadra

Il concetto che ha accompagnato la presentazione del nuovo fazzoletto del Palio è questo: fare squadra per 359 giorni all'anno come un'unica grande realtà, e vivere poi con passione e sana rivalità i sei giorni che conducono alla conquista del Cencio.

L'oggetto è un fazzoletto bianco e azzurro, presentato dalla Pro Loco: al centro porta il logo del Palio, attorno gli stemmi delle sei contrade — Burò, Ghetto, La Bianca, Nona, Polveriera e Sant'Antonio — e i simboli del Comune e della Pro Loco. Nei giorni della festa ognuno continua a indossare con orgoglio il fazzoletto della propria contrada; il nuovo fazzoletto racconta invece il resto dell'anno, quando la rivalità lascia spazio alla collaborazione.

E il resto dell'anno è pieno. Per dodici mesi centinaia di contradaioli lavorano senza sosta: alcuni allenano gli asinelli, altri preparano i costumi, altri scrivono le coreografie per il corteo, altri insegnano ai più piccoli l'arte degli sbandieratori.

Il Cencio può parlare della luna

Le raffigurazioni del «Cencio» sono dipinte a mano da pittori locali, e possono richiamare le tematiche più varie: la fame nel mondo o il viaggio sulla luna, la celebrazione di un anniversario, un personaggio storico o una figura religiosa. Ogni anno il dipinto è il frutto di un concorso specifico.

Il Cencio arriva in piazza alla fine del corteo, su un grande carro trainato dai buoi della Maremma, e viene issato sulla loggia del palazzo comunale; quando la corsa è finita, viene calato nelle braccia dei contradaioli, che lo portano festanti nella propria contrada. La settimana di festeggiamenti comincia la sera di Ferragosto, che qui si chiama la notte del Cencio.

Provaccia, punzonatura e sei gabbie

Il regolamento è preciso e comincia il giorno prima.

Il sabato si corre la Provaccia, il giro di prova degli asini sulla pista di tufo: serve a valutare il terreno e gli animali migliori, e in base ai tempi e alla graduatoria si assegnano gli asini alle contrade — ognuna delle quali possiede fra i sei e i dieci asini. Al termine si disputa il mini palio, un'anteprima su due batterie, e in ogni contrada si fa festa con distribuzione gratuita di vino, dolci e prodotti tipici.

La domenica mattina, dopo la messa, ci sono la benedizione degli asini e delle giubbe dei fantini e la punzonatura, cioè la numerazione con cui ogni animale viene identificato. Poi presidenti, barbareschi e fantini delle sei contrade si ritrovano nell'aula consiliare, dove il Sindaco e il Presidente della Pro Loco sorteggiano, per ciascuna batteria, la postazione di partenza da una delle sei gabbie; si leggono il regolamento, si controllano le attrezzature e si nominano i giudici di campo.

La corsa si disputa con gli asini montati a pelo, cioè senza sella, e la formula prevede tre batterie: alla prima contrada classificata vanno 12 punti, poi 10, 8, 6, 4 e 2. Vince chi totalizza il punteggio più alto; in caso di parità fra due o più contrade è prevista una batteria di spareggio. Durante le batterie la piazza diventa un'arena, con il palco di ogni contrada da cui partono cori, canti e, a seconda dei destinatari, sberleffi o grida di incoraggiamento. La contrada vincitrice, oltre al Cencio, si aggiudica il diritto di aprire il corteo dell'anno successivo.

Agostino Chigi e il dubbio sul prosciutto

Secondo la tradizione le radici affondano nei primi anni del Cinquecento, quando Agostino Chigi «il Magnifico», senese, appaltatore delle miniere di allume da cui il paese trae il nome, volle riprodurre ad Allumiere il folklore tipico della sua città natale, organizzando corse di asini nel piazzale antistante lo stabilimento. Gli asini presero il posto dei cavalli perché erano gli animali all'epoca fondamentali per il trasporto del minerale estratto. Di Chigi si sa che venne davvero qui nel dicembre del 1511 per verificare lo stato delle miniere, e la rievocazione immagina che durante un banchetto in piazza abbia annunciato l'inizio di giochi destinati a premiare i minatori.

Una ricostruzione pubblicata sul sito lalumiera.it lo smentisce. Scrive che la manifestazione nacque nel 1964 per iniziativa dell'allora assessore al turismo, del sindaco e di due promotori locali, e che «si cercò di darle una patina di antichità» sostenendo che i minatori corressero sugli asini e che Chigi avesse introdotto la corsa — mentre «tutto questo non era vero: i minatori avevano ben altro da fare che correre sui somari». Il motivo reale, secondo quella ricostruzione, era contrastare la sagra del prosciutto del vicino paese di Tolfa: «una storia ci voleva».

Quanto alla nascita moderna, la manifestazione nel formato attuale parte l'11 settembre 1965, nell'ambito dei festeggiamenti per la Madonna delle Grazie, e dall'anno seguente la data viene fissata alla prima domenica dopo il 15 agosto, quando si festeggia la patrona del paese, la Madonna Assunta in Cielo.

Piazzali che diventano sartorie

I costumi non si noleggiano. Nei mesi estivi ogni piazzale delle contrade si trasforma in una sartoria a cielo aperto, dove tutto viene realizzato artigianalmente. Gli abiti d'epoca, gli accessori e il portamento dei figuranti sono così curati che il premio istituito per il corteo viene assegnato da una giuria, ogni anno diversa, composta da docenti universitari, professori di storia dell'arte, costumisti e scenografi.

Secondo l'articolo 4 del primo regolamento ogni contrada sfilava con «paggi, valletti, tamburini, alfieri, porta insegna, palafrenieri e fantini»; oggi i cortei hanno aggiunto molti altri figuranti, e la sfilata cinquecentesca ne conta oltre duecento fra dame, cavalieri, armigeri, fantini, sbandieratori, trombettieri e tamburini. Nel corteo ogni contrada schiera anche la propria squadra di sbandieratori, che si esibisce per aggiudicarsi un trofeo a sé: per i giovani è un onore vestire i panni di alfieri con i colori della propria contrada, e per conquistare quel premio si sottopongono a duri allenamenti, provando in gran segreto la sincronia dei movimenti.

Per i costumi, gli asini e gli sbandieratori sono coinvolti anche altri paesi del Lazio, dell'Umbria e della Toscana.

Le sei contrade, e quelle che non corrono più

A contendersi il Cencio sono sei contrade: Burò, Ghetto, La Bianca, Nona, Polveriera e Sant'Antonio.

In tutto le contrade sono otto, ma soltanto sei corrono il palio: le altre due, il Poggio e le Cascine, sono «contrade morte». Il dato certo resta quello delle sei che scendono in pista.

Il paese sta sul monte Elceto, nei Monti della Tolfa, e deve tutto all'allume: il minerale estratto per secoli qui fece di questo borgo un centro nevralgico dello Stato Pontificio, e le celebrazioni del sessantesimo hanno dedicato una parte esplicita al tributo ai minatori delle cave — «l'eredità dell'allume, dai minatori alle contrade e alle associazioni: la stessa terra, la stessa mano tesa, generazione dopo generazione».

Come arrivare alla festa

Arrivare ad Allumiere per il Palio delle Contrade chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Civitavecchia, a 15 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Civitavecchia Nord, e il tragitto è di 12 chilometri per 12 minuti di guida.

Che altro succede in provincia di Roma

Altre feste di agosto nella stessa zona.

Da leggere