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Folklore e Rievocazioni

Palio della Madonna del Soccorso a Cori e la corsa all'anello di 33 mm 2027

8 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
28 giugno 2026
Dove Piazza Signina, Cori

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: paliodicori.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio della Madonna del Soccorso si corre a Cori, in provincia di Latina, nel pomeriggio dell'ultima domenica di giugno, in Piazza Signina. I cavalieri dei tre Rioni — Signina, Romana e Ninfina — devono infilare al galoppo, con un pugnale di legno dalla punta in ferro, un anello in ferro battuto dal diametro di 33 millimetri incastrato sotto la staggia a 2,15 metri da terra, e vince il Rione che ne colleziona di più. La corsa si svolge dal 1937, all'interno del Carosello Storico dei Rioni di Cori, e omaggia la Madonna del Soccorso apparsa a Cori nel 1521.

Un anello di 33 millimetri a 2,15 metri d'altezza

La Corsa all'Anello si svolge dal 1937 in Piazza Signina, nel pomeriggio dell'ultima domenica di giugno, e le sue misure spiegano da sole perché sia una gara di estrema abilità.

Ogni Rione è composto da una squadra di quattro cavalieri, tre titolari e una riserva. Ogni cavaliere ha un pugnale di legno con punta in ferro, che utilizzerà per infilare gli anelli incastrati sotto la staggia a un'altezza di 2,15 metri da terra. In quel tratto il cavaliere deve percorrere 60 metri in un tempo massimo di 5,20 secondi, e infilare il piccolo anello in ferro battuto dal diametro di soli 33 millimetri.

Non basta centrarlo: se l'anello è stato preso ma cade dal pugnale entro 20 metri dopo la staggia, non viene considerato valido. Ogni Rione ha complessivamente dodici tentativi, quattro per ogni singolo cavaliere, e vince chi al termine ha collezionato più anelli.

Il campo di gara ha una lunghezza totale di circa 130 metri: i primi 60 sono in pianura, fino alla staggia, e la parte finale è in leggera salita. Viene completamente realizzato con sabbia fine, che va a coprire il fondo in asfalto della piazza, ed è diviso in tre settori virtuali — un'area di lancio, l'area di gara effettiva di 60 metri compresa fra due fotocellule, e un'area di frenata.

Scalze e vestite di verde

La festa religiosa da cui tutto discende si celebra la seconda domenica di maggio, ed è la più importante fra le feste cittadine di Cori.

Il culmine è la processione votiva che, partendo dalla collegiata di Santa Maria della Pietà nella parte bassa del paese, attraversa tutta la città fino al Santuario della Madonna del Soccorso: il pesante e antico quadro viene portato a spalla dai fedeli, preceduto dalla banda musicale.

Fra i partecipanti spiccano le donne che hanno fatto un voto: sfilano scalze, vestite di verde — il verde è il colore del manto della Vergine nell'affresco custodito nel santuario — e portano dei grossi ceri.

Con loro camminano il clero, i costumanti in abiti storici e le autorità. Il Sindaco, accompagnato da valletti con fasci di ceri, offre il proprio dono alla Madonna durante la messa solenne: lo fa per una delibera comunale che risale al 1521, segno di una fedeltà civica mai interrotta.

Oliva sul monte delle Ginestre

Il 4 maggio del 1521 la piccola Oliva Iannese, figlia di Giovanni e Santa, cittadini di Cori, aveva tre anni. Cercando di raggiungere la madre che si recava in montagna a mietere i campi, si perse sul monte delle Ginestre, disorientata da un improvviso temporale.

Nella forte pioggia, fra lampi e tuoni, la bambina spaventata chiamava con tutto il cuore la sua mamma. Si riparò sotto una pianta di ginestra, e lì le apparve una bella Signora vestita di bianco, che la accudì proteggendola dal maltempo e nutrendola. Passato il temporale, dopo otto giorni la Signora le rivelò il proprio nome — «Io sono Maria Vergine» — e le indicò la strada per il ritorno al paese. Quando la bimba fu ritrovata descrisse l'esperienza vissuta e, per la sua innocenza, fu creduta. Nel 1577 la Curia di Velletri, con un apposito processo, accertò e approvò l'evento prodigioso.

Nel posto dove Oliva fu soccorsa i coresi rinvennero un affresco della Madonna, databile forse al XIII secolo, che tuttora è custodito sull'altare maggiore del Santuario: vi si vede la Vergine seduta sul trono con un mantello mentre sorregge con il braccio sinistro Gesù Bambino, in alto due angeli che reggono una corona, e a sinistra la bambina Oliva, avvolta in un abito rosso, inginocchiata.

Già nel 1521 fu eretta sul luogo una cappella; sedici anni più tardi, essendo aumentato il numero dei devoti, fu eretta una chiesa alla quale fu annessa anche la primitiva cappella, e fu consacrata il 29 gennaio 1537. I pellegrinaggi continuarono a intensificarsi, tanto che nel 1634 fu indispensabile ampliarla: i lavori terminarono nel 1639, anno di inaugurazione del nuovo santuario, che sorge ai piedi dei Monti Lepini a 505 metri di altitudine. La sagrestia è colma di ex voto donati nei secoli dai pellegrini miracolati.

Il nome del Priore estratto dalla bussola

L'apertura ufficiale del Carosello non è la corsa, ma una cerimonia: il Giuramento dei Priori, in Piazza Sant'Oliva.

Al vespro suonano le campane e si dà inizio. All'accensione della luma sono invitate a entrare sul sagrato le delegazioni dei tre Rioni — Signina, Romana e Ninfina — scortate dagli sbandieratori, ciascuna composta da quattro Togati. Fra i quattro Togati di ogni Rione viene estratto a sorte il nome del Priore, secondo il «sistema della bussola»: anticamente i tre priori erano estratti due volte all'anno da una bussola custodita nella chiesa di Sant'Oliva, e dopo aver giurato restavano in carica sei mesi.

Segue il giuramento davanti al rappresentante religioso, che partecipa per evidenziare la sacralità dell'atto, poi la benedizione dei due Palii e l'investitura dei cavalieri protagonisti della corsa. L'intero spettacolo viene riproposto esattamente come recitato dagli antichi Statuti Comunali, gli Statuta Civitatis Corae del XVI secolo. Il giorno dopo si aprono ufficialmente le taverne dei tre Rioni.

Quattrocento figuranti e i due carlini dei consiglieri

Il Corteo che precede la disputa è composto da circa quattrocento figuranti in costumi della prima metà del XVI secolo.

In testa va la Comunità di Cori, contraddistinta dai colori rosso e giallo, con il Leone Rampante nello stemma. Gli sbandieratori introducono il Vessillifero con il gonfalone comunale, il Capitano Generale a cavallo con gli Armigeri di scorta e il Barbaresco, e i Valletti che recano il Palio destinato alla Porta vincitrice. Poi sfilano il Podestà, il Giudice, il Notaio dei Malefici, il Notaio del Banco Civile, il Notaio Cancelliere e il Camerlengo.

Ognuno aveva un mestiere preciso. Il Podestà era il personaggio politico più rappresentativo dell'intera Comunità; il Capitano Generale, coadiuvato da un alfiere, era a capo della milizia cittadina composta da volontari, militi scelti, fanti, cavalieri e sagittari. Il Notaio dei Malefici affiancava il Giudice nella giustizia penale e verbalizzava gli atti; il Notaio Cancelliere era un forestiero nominato dai Priori. Il Camerlengo gestiva le casse comunali, pagava il salario a tutti gli ufficiali ed estingueva i debiti del Comune; il Procuratore salvaguardava gli interessi della collettività in sede giudiziaria; il Sindaco Generale curava i diritti e le proprietà comunali. Ai Consiglieri in toga, eletti direttamente dai Priori, veniva corrisposto il salario di due carlini.

Ogni Porta sfila poi dietro i propri sbandieratori — Cori ne vanta tre gruppi, che ogni anno a rotazione rappresentano una delle Porte e la Comunità — con il Vessillifero, il Capitano a cavallo, gli Armigeri, i Valletti che portano stemma e chiavi, il Priore e i Consiglieri in toga, la Priora con le Damigelle, le Dame e i Gentiluomini. Chiudono i cavalieri che si contenderanno il Palio.

Dal Bravium al Carosello del 1937

L'intero paese, con le maggiori autorità, partecipava all'offerta dei ceri alla Madonna per le grazie ricevute e per implorare la protezione della comunità; e poi, per dare risalto alla migliore preparazione degli addetti alla difesa delle «porte», si correva il Bravium, ovvero il palio.

Il Carosello Storico dei Rioni di Cori si tiene dal 1937 per omaggiare la Madonna del Soccorso e la patrona Sant'Oliva di Anagni, patrona della città sin dal XII secolo — e infatti i palii sono due, quello della Madonna del Soccorso e quello di Sant'Oliva. Il premio non è sempre lo stesso oggetto: il Palio è un drappo disegnato e dipinto di anno in anno da diversi artisti.

Il corteo parte da Piazza della Croce, a Cori Valle, percorre tutto il centro storico e termina in Piazza Signina, dove il pubblico attende l'arrivo dei costumanti e la disputa.

Cene propiziatorie e taverne fino all'alba

Il sabato che precede la manifestazione è caratterizzato dalla trepidante attesa per la contesa del Palio. Ogni Rione, nella propria taverna, organizza la cena propiziatoria: i contradaioli, con buon cibo e ottimo vino corese, condividono l'attesa della disputa fino a notte fonda.

Al termine della gara i vincitori sono premiati dal Sindaco di Cori e dalla Presidente dell'Ente Carosello. Poi, dopo la consegna del Palio, i contradaioli vincitori festeggiano nella taverna del proprio Rione fino all'alba.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Cori per il Palio della Madonna del Soccorso chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Cisterna di Latina, a 11 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Valmontone, e il tragitto è di 20 chilometri per 23 minuti di guida.

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