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Folklore e Rievocazioni

Palio dei Castelli a Castiglione Olona 2027 - Le botti oltre i cinquanta chili e i cerchi che decidono la griglia

8 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
19 settembre 2026
Dove Centro storico di Castiglione Olona (VA); Corsa delle Botti all'anfiteatro naturale del Castello di Monteruzzo, San Severino Marche

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: prolococastiglioneolona.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio dei Castelli si tiene a Castiglione Olona, in provincia di Varese, nelle prime due settimane di luglio. Gli otto rioni del borgo si sfidano in due gare: la Corsa dei cerchi, riservata ai ragazzi fra i sette e i tredici anni, e la Corsa delle botti, nella quale i Bottari fanno rotolare fino al Castello di Monteruzzo botti di peso superiore ai 50 chili. L'ordine d'arrivo della Corsa dei cerchi determina l'ordine di partenza della Corsa delle Botti, e il rione che vince si aggiudica il «Pallium», lo stendardo dipinto ogni anno da un artista castiglionese.

Un cerchio di legno, con una mano sola

La corsa dei cerchi è un gioco storico che ha per protagonisti bambini e ragazzi: le otto squadre, una per ogni Rione, sono formate da giovanissimi di età compresa tra i sette e i tredici anni. È una gara a staffetta e si svolge spingendo un cerchio in legno, con una mano sola, senza mai sollevarlo da terra.

Il cerchio non è un attrezzo qualsiasi: i ragazzi corrono con un cerchio che rappresenta i cerchi con cui sono costruite le botti. Come il cerchio è elemento essenziale nella fabbricazione della botte, così le squadre della Corsa dei cerchi sono la fucina dei Bottari di domani. Le due gare sono amate e seguite, svolte con spirito di competizione e voglia di vincere, ma anche con tanta correttezza e amicizia fra le squadre, al punto che i bottari e i ragazzi si allenano insieme.

Le botti, a salire, fino al Monteruzzo

Cuore dell'intera manifestazione è la Corsa delle botti, nella quale abilissimi atleti, divisi in squadre fra gli otto Rioni, fanno rotolare le botti in un'emozionante gara tra le vie dell'antico Borgo, a salire, fino al Castello del Monteruzzo. La Corsa delle botti, come di consueto, parte da via Mazzucchelli con arrivo a Monteruzzo, dove la corte assiste all'arrivo.

Le otto botti del palio pesano più di cinquanta chili, ognuna di peso diverso, e vengono aggiudicate a sorteggio a ciascun Rione dopo la tradizionale pesatura. Spingere lungo le ripide e tortuose vie del Borgo botti così pesanti non è affatto facile, e per questo servono maestria e allenamento continuo.

Il Gruppo dei «Bottari» è stato creato nel 1972, anno in cui è stato celebrato il primo Palio. Sono dei veri e propri atleti, per lo più maratoneti, che durante l'anno si allenano duramente sia per le maratone sia per il Palio. Con la gara delle botti la Pro Loco di Castiglione Olona è associata alla Federazione Italiana Giochi Storici.

Il Pallium dipinto e la Coppa dei Castelli

Il rione vincitore si aggiudica l'ambito drappo, il «Pallium», un enorme stendardo, ogni anno diverso e dipinto da un artista castiglionese, che rappresenta il tema storico e gli otto rioni.

C'è però un premio che si vince una volta sola: ogni rione che ha vinto il Palio per almeno tre volte, non necessariamente consecutive, si aggiudica definitivamente la «Coppa dei Castelli», che viene poi sostituita per le edizioni successive.

La manifestazione inizia ufficialmente con la Benedizione del Pallium in Collegiata: la città di Castiglione Olona, con le sue autorità e gli otto rioni, chiedono in Collegiata la benedizione del nuovo pallio. E si chiude con la solenne consegna del «Pallium» al rione vincitore della Corsa delle botti.

Otto rioni, una cascina ciascuno

I rioni coinvolti sono otto e ciascuno rappresenta un antico insediamento o cascina di Castiglione Olona: Centro Storico, Gornate, Falcetta, Filisera, Careno, Madonna in Campagna, Ciapa e Somadeo. I Rioni in cui era suddiviso il comune vennero razionalizzati e ridotti al numero di otto, così come li conosciamo oggi, e al rione di Gornate Superiore venne accorpato quello di Caronno Corbellaro.

Il corteggio, i musici e i quadri viventi

Verso la Collegiata sale il corteo storico, costituito da numerosi figuranti in abiti d'epoca: il Capitano del Palio con il suo seguito d'onore, le autorità, i dignitari, i magistrati, i capitani dei rioni, i musici di palazzo, che portano in Collegiata il «pallium» sfilando per le vie del centro storico — Corte del Doro, via Roma, via Cavour, piazza Garibaldi, via Cardinal Branda, Collegiata e ritorno. La cerimonia è presieduta dal parroco di Castiglione Olona: invocazione dei santi patroni Santo Stefano, San Lorenzo e della Beata Vergine Maria. Poi vengono la lettura del bando da parte dell'Araldo di Palazzo, la consegna delle chiavi del Borgo, la presentazione e l'iscrizione dei Rioni alla contesa e l'investitura civile dei Capitani dei Rioni.

Nel pomeriggio della giornata grande, il festoso corteo storico — con cardinali, dignitari, cavalieri, musici e centinaia di figuranti, fino a seicento — attraversa le vie del borgo in un autentico affresco vivente. Sfilano l'Eminentissimo Padre in Cristo Signor Branda Castiglioni con Cardinali, Arcivescovi, Vescovi, Dignitari, Ambasciatori e Cavalieri; i dodici Musici di Palazzo, in abiti storici, regalano il ritmo durante tutto l'evento, e con loro ci sono i bandierai di Alba - Borgo San Lorenzo e il gruppo della Pro Loco di Fagnano Olona coi loro abiti storici. Tra i figuranti anche i bambini della scuola dell'infanzia, già protagonisti con i colori dei propri rioni, a testimonianza di una tradizione che continua a coinvolgere tutte le età.

L'affresco non è una metafora: i figuranti mettono in scena gli affreschi quattrocenteschi del borgo, e si tratta di veri e propri quadri viventi. Il Borgo rivive i fasti delle sue origini, personaggi quattrocenteschi percorrono le vie, e gli affreschi sembrano lasciare le pareti e prendere corpo nelle piazze.

Branda Castiglioni, la Scolastica e l'Isola di Toscana

Il Palio, con temi che variano di anno in anno, ripercorre le vicende storiche di Castiglione e dei legami del suo cardinale Branda Castiglioni e della famiglia Castiglioni, proprietaria feudataria del borgo, con il resto d'Italia e d'Europa — in particolare i legami con l'Imperatore del Sacro Romano Impero, Sigismondo di Lussemburgo. L'epoca rievocata va dalla seconda metà del Trecento fino alla prima metà del Quattrocento.

È l'epoca in cui il mecenatismo del cardinale trasformò il borgo nell'Isola di Toscana in Lombardia, primizia dell'Umanesimo e del Rinascimento in terra lombarda. Nel 1423 Branda Castiglioni vi fondò una scuola gratuita di grammatica e canto per i giovani del borgo: riconosciuta da papa Eugenio IV nel 1439, la Scolastica rappresentava un'istituzione innovativa per l'epoca, poiché scuole simili esistevano solo presso grandi cattedrali. Guidata dal maestro boemo Giovanni da Olmütz, offriva una formazione umanistica che univa musica, grammatica e retorica, e aveva sede nell'edificio oggi sede del municipio, ricordato dalla lapide Musis Sacra Domus, «casa sacra alle Muse».

Fra gli episodi che il corteo racconta c'è anche il rapimento del cardinale, avvenuto a Borgo San Donnino nel 1410, per ordine del marchese Orlando Pallavicino.

L'accampamento, le spade di fuoco e i tre giorni

Il Palio si articola in tre giornate ripartite nelle prime due settimane di luglio. Il primo sabato prevede la benedizione del Palio in Collegiata; la prima domenica l'investitura dei Capitani dei rioni da parte del Capitano del Palio, un membro della Pro Loco scelto per il suo ruolo distintivo, e la corsa dei cerchi, che determina la partenza scalare della corsa delle botti. La seconda domenica c'è il Palio vero e proprio, preceduto dalla sfilata storica nella quale i figuranti raccontano il tema storico dell'anno.

Sin dal mattino il borgo vive una trasformazione totale: accampamenti, spettacoli, dimostrazioni, musica e rievocazioni guidano il pubblico in un crescendo continuo. C'è il «Medioevo in mostra» con antichi mestieri, giocolieri, mangiafuoco, artisti e giochi antichi, in un turbinio di profumi, suoni, musiche, colori e sapori di un tempo passato, con degustazione di bevande e cibi medievali. C'è un corso di scherma curato dalla Sala d'Arme, che tiene anche momenti di didattica sui combattimenti antichi e sulla vita da campo; c'è il «Torneo del leone d'argento», nel contesto di un accampamento medievale installato presso il Castello di Monteruzzo, che vede sfidarsi abilissimi atleti in duelli di scherma storica per le categorie «leggeri» e «pesanti». E c'è il suggestivo combattimento con spade di fuoco: il duello delle spade infuocate fa da intervallo tra la premiazione dei vincitori del Torneo e quella della corsa dei cerchi.

Alle ore serali, tra le vie strette e in salita, prende vita la Corsa delle Botti; segue la consegna del Pallium, il momento culminante che incorona il rione vincitore. Poi la drammatizzazione del tema storico, a cura del gruppo teatrale della Pro Loco, e infine un grande spettacolo pirotecnico che illumina il Castello di Monteruzzo.

Come arrivare alla festa

Il Palio dei Castelli a Castiglione Olona si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Venegono Superiore-Castiglione Olona, a 3,2 chilometri da Castiglione Olona, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Vedano Olona ha davanti un percorso di 3,2 chilometri che in 4 minuti porta a destinazione.

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