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Folklore e Rievocazioni

Palio di Legnano a Legnano e la scultura d'argento da 1.176 grammi 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
31 maggio 2026

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: paliodilegnano.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio di Legnano si corre l'ultima domenica di maggio a Legnano, in provincia di Milano, e rievoca la Battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, quando i comuni alleati nella Lega Lombarda sconfissero l'esercito imperiale di Federico I detto il Barbarossa. Al mattino, in piazza San Magno, si celebra la messa sul Carroccio; nel pomeriggio sfilano circa 1200 figuranti in costume e poi le otto contrade cittadine si sfidano nella gara ippica dentro lo stadio. La contrada vincitrice custodisce per un anno nella propria chiesa la copia della croce di Ariberto d'Intimiano e riceve il Peso d'Argento, una scultura di 1.176 grammi che raffigura un cavallo.

Un cavallo d'argento da 1.176 grammi

Il Peso d'Argento è una scultura in argento di 1.176 grammi — numero che richiama l'anno della Battaglia di Legnano — e raffigura un cavallo. Viene creato ogni anno da un artista diverso e resta di proprietà della contrada vincitrice; è stata reintrodotta nel 1992, riprendendo una tradizione delle prime edizioni del Palio.

Non è l'unico premio. C'è la banda della vittoria, uno stendardo bianco e rosso con ricami in oro che raffigurano la croce di Ariberto e l'anno della vittoria, consegnata durante la Traslazione e custodita nel maniero; c'è la Croce Pettorale in oro massiccio, che il Capitano della contrada vincente indossa in tutte le manifestazioni ufficiali e riconsegna al Supremo Magistrato l'anno seguente. E c'è un premio che si vede da lontano: il monumento al Guerriero di Legnano, fatto erigere dopo la visita di Garibaldi a Legnano nel 1862, viene bardato con i colori della contrada vincitrice.

La croce che cambia chiesa ogni anno

La «traslazione» porta la croce di Ariberto d'Intimiano dall'edificio religioso della contrada che ha vinto l'edizione precedente alla chiesa principale di Legnano, la basilica di San Magno, e avviene l'ultimo sabato di aprile. Quella che gira per le contrade è una copia realizzata nel 1934 su disegno del pittore Gersam Turri: l'originale è conservato nel Museo del Duomo di Milano dopo i restauri del 1997.

Il venerdì che precede la Provaccia c'è la veglia serale della croce, ormai in San Magno: le reggenze di contrada e le altre autorità sfilano fino alla basilica e rendono omaggio con una messa, un omaggio floreale con i colori delle contrade e una preghiera recitata dal Capitano Anziano. La domenica del Palio, davanti alla copia della croce, i rappresentanti delle contrade prestano giuramento, come fecero i soldati della Lega Lombarda prima della battaglia.

I costumi che non passano l'esame non sfilano

Ogni contrada elabora i bozzetti degli abiti e degli accessori che i propri sfilanti indosseranno, e quei bozzetti devono ottenere l'approvazione di una Commissione costumi composta da un gruppo di appassionati di storia e costume medioevale, coordinati da un esperto di fama nazionale, che si avvalgono anche della collaborazione di alcuni Istituti specialistici e di Università. La commissione, istituita nel 1990 dal Collegio dei Capitani e delle Contrade, garantisce la correttezza filologica delle scelte, e ha lo scopo di risolvere le questioni del corretto rapporto storico fra la sfilata e la cultura materiale e militare del secolo XII.

Il controllo non finisce con il disegno. I costumi approvati vengono realizzati in appositi laboratori artigianali e poi sottoposti a un ulteriore esame che la commissione effettua a maggio nei manieri: se i costumi, i gioielli o le suppellettili non risultano conformi alle prescrizioni date, non vengono autorizzati a partecipare alla sfilata.

Sei buoi bianchi e la Compagnia della Morte

Il corteo del pomeriggio conta circa 1200 figuranti ed è diviso in tre parti che si susseguono.

Aprono le delegazioni e i gonfaloni delle città che appartennero alla Lega dei Comuni Lombardi, precedute da una formazione musicale di carattere militare, con il gonfalone del Comune di Legnano che sfila per ultimo. Al centro ci sono le contrade di Legnano, che hanno l'obbligo di partecipare alla sfilata anche se non si sono iscritte alla gara: ognuna svolge un tema predefinito che raffigura un aspetto della vita medioevale, dalla vita militare a quella contadina, passando per i cortigiani, gli artisti di strada, i musici e i giocolieri, senza tralasciare il mondo della magia.

In coda arriva la parte più legata alla battaglia. Il Carroccio è trainato da sei buoi bianchi e ospita, montato sul suo piano, l'altare con la Croce di Ariberto; sopra prendono posto tre figuranti in abiti religiosi e sei musici con le chiarine. È scortato dai fanti e seguito dalla Compagnia della Morte, il gruppo leggendario di cavalieri capitanati da Alberto da Giussano che avrebbero sconfitto le truppe del Barbarossa caricandole — e il monumento ad Alberto da Giussano, opera dello scultore Enrico Butti, è diventato il simbolo della città.

I tre colombi di Galvano Fiamma

Prima della corsa, in piazza San Magno, si allestisce il Carroccio e vi si celebra la messa. Al termine succede una cosa che viene da una cronaca medievale.

Vengono liberati dei colombi, in linea con la leggenda narrata da Galvano Fiamma: tre colombi, usciti dalle sepolture dei santi Sisinnio, Martirio e Alessandro — i «santi Martiri» festeggiati il 29 maggio — nella basilica di San Simpliciano a Milano, si erano posati sul Carroccio, portando il Barbarossa alla sconfitta.

Il rito si conclude con l'investitura religiosa dei Capitani e la benedizione dei cavalli e dei fantini che correranno il Palio. Allo stadio, quando il corteo è arrivato e i tre colombi sono stati liberati, viene fatta suonare la martinella del Carroccio, la campana sovrapposta alla croce.

Quattro biglie da un sacchetto

Il Supremo Magistrato — cioè il sindaco di Legnano — estrae da un sacchetto quattro biglie che riportano i simboli delle contrade: le prime quattro correranno la prima batteria, le altre la seconda, e l'ordine di estrazione coincide con l'ordine di partenza al canapo.

Le batterie sono di quattro giri dell'anello dello stadio; i primi classificati delle due si sfidano nella finale, che è di cinque giri, con l'ordine di partenza deciso anch'esso per sorteggio. Poco prima della batteria d'apertura il campo viene lasciato alla Compagnia della Morte, che inscena la carica all'esercito del Barbarossa. Il venerdì precedente, dal 1980, si corre la Provaccia, una gara con lo stesso regolamento del Palio ma riservata ai giovani fantini delle contrade.

Otto contrade e un maniero per ciascuna

Il Palio è l'insieme delle manifestazioni che rievocano la battaglia del 29 maggio 1176, quando i comuni alleati nella Lega Lombarda sconfissero l'esercito imperiale di Federico I detto il Barbarossa.

Tracce delle prime commemorazioni si trovano in forma religiosa già nel tardo medioevo, nel 1393, a Milano nella chiesa di San Simpliciano, ma la festa di oggi è più recente: la prima edizione, chiamata «Festa del Carroccio», risale al 1932, organizzata insieme a una sorta di fiera gastronomica, con una sfilata in costume e una gara ippica al campo sportivo Brusadelli. Dalla seconda edizione, con una sfilata molto più ricca, la rievocazione prende il nome di Palio di Legnano.

La città è stata divisa in contrade, dieci inizialmente, presto ridotte a otto: La Flora, Legnarello, San Bernardino, San Domenico, San Magno, San Martino, Sant'Ambrogio e Sant'Erasmo. La contrada — letteralmente «gruppo di case attorno a una strada» — ha la propria sede nel maniero, epicentro della vita associativa, dove sono custoditi armi, ornamenti e costumi della sfilata, ed è guidata da una reggenza di tre cariche: Capitano, Castellana e Gran Priore.

L'atto di nascita del Collegio dei Capitani e delle Contrade risale al 16 marzo 1955 e porta la firma di nove legnanesi; il sodalizio ha assunto il motto «IN CORDE CONCORDES, IN PUGNA PUGNANTES» e come insegna il gonfalone bianco e rosso della città, con al centro il profilo della Croce di Ariberto e ai lati gli otto stemmi delle contrade. Dal 2004 esiste anche l'Oratorio delle Castellane, che riunisce le castellane reggenti e non reggenti per difendere le tradizioni del Palio e raccogliere archivi documentari e fotografici.

La prima domenica di maggio è la volta di «Manieri Aperti», con la cena in contrada, le mostre di costumi e materiale d'archivio, le visite guidate e il battesimo dei nuovi contradaioli; il secondo sabato di maggio — data spostata nel 2008 dal giorno di San Magno, il 5 novembre, per dare al Palio maggior visibilità — si tiene l'investitura dei capitani e delle nuove reggenze.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere del Palio, a Legnano, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Legnano a un passo dal centro, 1,3 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Castellanza, e da lì restano 1,9 chilometri e 4 minuti.

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