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Palio dei Colombi ad Amelia 2027 - Il colombo liberato dalla verretta del balestriere
Fonte: paliodeicolombiamelia.it, letta il 19/09/2026.
Il Palio dei Colombi si corre ad Amelia, in provincia di Terni, la seconda domenica di agosto, al termine di oltre due settimane di appuntamenti che riportano il borgo umbro nel Trecento. Le cinque contrade schierano ognuna un cavaliere e un balestriere: quando il balestriere centra il disco al centro del bersaglio, l'impatto attiva un meccanismo che apre la gabbia superiore della colombaia e libera un colombo in volo, e ogni colombo liberato vale un punto per la contrada. Il gesto rievoca la norma degli statuti medievali che vietava di uccidere i piccioni nella giurisdizione del Comune.
Il capitolo De divisione Contratarum
Le fondamenta della rievocazione risalgono agli Statuti del Popolo di Amelia del 1346. Il capitolo intitolato De divisione Contratarum sancì formalmente la suddivisione del territorio urbano all'interno delle mura in rioni definiti, stabiliti per organizzare l'amministrazione, la difesa e la vita civile della città: «Decidiamo e ordiniamo che ognuna delle contrade della città di Amelia, che sono cinque, e cioè Platea, Vallis, Posterola, Collis e Burgus, sia delimitata e separata dalle altre, esattamente per come vengono delimitate e dichiarate da coloro che si occupano della custodia della città».
Quella pergamena esiste ancora: anno del Signore 1346, e alla luce della candela mostra nitide le parole e il capolettera rosso, vergati con cura. È da quei fogli antichi che, ogni anno dal 1977, gli Amerini danno vita al loro Medioevo.
Le cinque contrade dentro le mura poligonali
Amelia è un'antica città umbra in provincia di Terni, cinta da mura poligonali fra le più antiche d'Italia, e le cinque contrade ricalcano ancora la geografia degli statuti. Collis, verde e blu, occupa la parte più alta del colle cittadino, sede della Cattedrale e della Torre Campanaria dodecagonale. Crux Burgi, rosso e blu, si estende dall'ingresso di Porta Romana — anticamente Porta Busolina — lungo la via del Borgo fino a Porta Leone IV.
Platea, bianco e blu, corrisponde al cuore civile della città lungo l'asse di Via Garibaldi e include Piazza Matteotti, Piazza Mazzini e Piazza Marconi, dove sorge la Loggia del Banditore. Posterola, rosso e giallo — i colori del senato romano — prende il nome da Porta Posterola, storicamente il punto di passaggio in cui veniva esatto il dazio sulle merci in ingresso. Vallis, blu e giallo, sta sul versante occidentale verso la Porta della Valle e il Rio Grande, e ricopre l'area che si affaccia verso la campagna e la direttrice per Orvieto.
Le settantadue schede bianche e le ventotto nere
La manifestazione moderna riprende la struttura istituzionale del Medioevo amerino, riproponendo il Podestà, gli Anziani, i Dieci del Popolo e gli Officiales impegnati nel governo della comunità. E la riprende nel dettaglio, a cominciare dal modo in cui si vota.
Le schede — i breves — sono sempre cento: settantadue bianche e ventotto nere. Ognuno dei convocati si avvicina al cappellum in cui sono poste le schede e ne estrae una; se è bianca, torna al suo posto. Le ventotto nere sono quelle decisive: diciotto servono a eleggere sei Anziani, tre guelfi e tre ghibellini, e le altre dieci a eleggere i Dieci del Popolo, due per contrada, che costituiscono un consiglio consultivo in appoggio agli Anziani. A gestire i singoli momenti della procedura sono il cancelliere del Comune e due frati forestieri, Minori o Eremitani di sant'Agostino.
Anche il Podestà arriva da fuori, come previsto dalle norme dell'epoca nei territori del «Patrimonio di San Pietro», che prese poi il nome di Stato della Chiesa: deve essere una persona forestiera, segnalatasi per la qualità di amministratore e capace di mantenere relazioni di buon governo sia con la Città sia con la Santa Sede. Fa il suo ingresso con il seguito costituito dai suoi Officiales, dalla famiglia e dalla scorta armata, e il suo giuramento si chiude con la simbolica chiusura di Porta Romana.
Novanta metri di pista e il saracino
Il momento culminante è la contesa del Palio, al Campo de li Giochi, l'ex campo sportivo di viale dei Giardini. Ogni rione scende in campo schierando un cavaliere con cavallo e un balestriere.
I cavalieri affrontano una pista rettilinea di circa 90 metri, delimitata da transenne e protezioni. Chiamati dal giudice di gara, i giostranti hanno due minuti per posizionarsi negli stalli d'inizio; alla partenza valida il cavallo viene lanciato al galoppo, e il cavaliere deve colpire con la punta della lancia — intinta di vernice colorata — un bersaglio metallico dotato di meccanismo a scatto, montato sul saracino, un busto stilizzato con scudo e braccio in metallo. Il primo cavaliere che colpisce e lascia il segno della pittura sulla placca fa guadagnare due punti alla propria contrada. I cinque cavalieri si affrontano a due a due, in dieci tornate: è una delle poche giostre italiane ad aver conservato lo scontro diretto come nel Medioevo.
Dopo ogni tornata di cavalieri si sfida la coppia di balestrieri delle stesse contrade. Il balestriere è posizionato a 36 metri da un bersaglio circolare in legno e tira la verretta; se centra, il colombo vola e la contrada guadagna un punto in più. Alla fine vince chi ha sommato più vittorie di cavalieri e balestrieri.
Il guano che valeva una legge
Il colombo che si alza in volo non è un'invenzione scenica: rievoca la norma degli statuti che vietava di uccidere i piccioni nella giurisdizione del Comune, perché il guano che producevano era una risorsa preziosissima. La compagnia dei balestrieri partecipa alla giostra dal 1999, nella seconda domenica di agosto, ed è la sua abilità ad aprire la colombaia.
La manifestazione è coordinata dall'Ente Palio dei Colombi, composto dalle cinque contrade regolarmente costituite con atto notarile, dall'Associazione Officiales Città di Amelia e dagli altri enti o associazioni senza scopo di lucro ammessi di volta in volta con deliberazione del Consiglio Direttivo e ratifica inappellabile dell'Assemblea. Fra i patrocini ci sono la Regione Umbria, il Comune di Amelia, il Comune di Civitavecchia, Roma Capitale, l'Università degli Studi di Perugia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e la Camera di Commercio di Terni; fra le collaborazioni, il Gruppo Balestrieri e il Gruppo Sbandieratori Città di Amelia.
I manfrincoli, la trippa e la faraona
Per oltre due settimane le strade, le piazze e i palazzi del centro storico ospitano cortei in costume, banchetti, taverne e gare. Le taverne sono parte integrante della manifestazione, gestite da ogni singola contrada in chiostri di palazzi antichi, piazze e giardini.
La contrada Collis accoglie i suoi nel giardino del Palazzo del Seminario, ai piedi della Torre civica a pianta dodecagonale, e il piatto forte sono da sempre i manfrincoli fatti a mano. Platea apre la «Taverna de lo Banditore» in Piazza Matteotti, riconoscibile dai drappi bianchi e blu e dallo stemma araldico della nobile famiglia dei Cansacchi, donato con atto notarile del notaio Spagnoli: lì si mangia la trippa de lo banditore. Vallis sceglie il giardino del Complesso Sant'Angelo, sopra la porta della Valle, per la «Taverna de lo Antico Giardino», dove il piatto forte è la faraona alla Leccarda, accanto a fettuccine, focacce e piatti di carne. Posterola sta sotto le mura poligonali, sulla rupe posterolana, con l'Osteria Porta Posterola e la focaccia di Baldo. Crux Burgi ha scelto un luogo dove si trova anche una splendida cisterna romana, e cerca di ricreare piatti che si rifacciano alla tradizione del Trecento, con prodotti locali.
I tamburini che aprono il corteo
Attorno alle gare, le giornate si riempiono. Ci sono i quadri di vita medievale lungo i vicoli, i mercati d'epoca, gli accampamenti, le cene di contrada, le giornate dedicate a ciascuna contrada, il Corteo e Palio dei bambini, le presentazioni di libri e le esibizioni dei gruppi di sbandieratori e musici. Il Banchetto della Sfida, al Giardino Sant'Angelo, apre la parte agonistica con la presentazione dei cinque abiti in gara per la Miglior Dama, e prima della giostra arrivano il sorteggio delle tornate, la presentazione dei balestrieri titolari, l'investitura di cavallo, cavaliere e balestriere e le prove ufficiali.
Il corteo storico — la «Magna historica processio» — porta per le vie circa 600 figuranti in abiti confezionati secondo le fonti storiche del XIV secolo, con costumi nuovi ogni anno, vagliati dalla commissione tecnica e giudicati da una commissione di esperti durante la sfilata. Ad aprirlo sono i tamburini, in formazione multipla, in genere una decina, che suonano ritmi marziali a passo di marcia.
C'è infine una gara che si gioca lontano dal campo, e che appassiona molto gli amerini: la gara degli angoli, cioè le rappresentazioni teatrali sul Medioevo messe in scena in alcuni angoli suggestivi della città. Il suo responso viene letto alla fine del palio.
Come arrivare alla festa
Il Palio dei Colombi ad Amelia si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Narni-Amelia, a 12 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Amelia, e il tragitto è di 7,9 chilometri per 11 minuti di guida.
Altre feste in zona
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- Corteo Storico e Gara del carro a Monteleone d'Orvieto — agosto
- Palio dell'Assunta a Lugnano in Teverina — agosto
- Palio dell'Acuto a Montecastrilli — giugno