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Palio di Diana a Vibo Valentia e i cortei di figuranti 2027

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Palio di Diana si tiene a Vibo Valentia, in Calabria, in agosto. Cortei di figuranti all'uso rinascimentale, gare e giochi mettono di fronte i quartieri della città nel centro storico, e la serata si chiude con eventi acrobatici e fuochi d'artificio. La festa è ispirata alla leggenda di Diana Recco, che nel 1519 uccise a Lavello Giovanni del Tufo per vendicare il padre e il fratello, due dei sette capi della rivolta monteleonese decapitati nel 1508; il Palio è stato istituito nel 1996 dalla Pro Loco di Vibo Valentia.

Il cavallo che chiede vendetta

La leggenda ha un calendario preciso.

Dopo la strage dell'8 giugno 1508, ogni anno a mezzanotte dello stesso giorno e fino al giorno della vendetta, un cavallo bianco si lanciava dai bastioni del castello al galoppo sfrenato, lasciando dietro di sé una lunga scia di fuoco. Il destriero fantasma, imbizzarrito e scalpitante, percorreva le vie principali della città nitrendo e facendo gran rumore con gli zoccoli, fra nitriti spaventosi e scintille.

Chiedeva vendetta per sette uomini uccisi in modo tragico. E la vendetta, alla fine, arrivò.

Le teste dei sette sui bastioni

L'antefatto è una questione di carte false.

Intorno al 1508 Ettore Pignatelli rivendica il possesso di diversi feudi, fra cui Monteleone — l'antico nome di Vibo Valentia — sulla base di documenti d'acquisto falsificati. Gli abitanti si ribellano e cacciano gli uomini del tiranno.

La riscossa è feroce. Giovanni del Tufo riconquista il castello e invita i sette capi della rivolta a discutere del governo della città; una volta dentro li fa catturare e decapitare, poi espone le teste dei sette martiri sui bastioni del castello come terribile monito.

I sette monteleonesi hanno un nome ciascuno: Giovanni e Ortensio Recco, Giambattista Capialbi, Domenico Milana, Francesco d'Alessandria, Sante Noplari e Tolomeo Ramolo.

Dodici anni e dieci di attesa

Fra i sette ci sono il padre e il fratello di una bambina, e sarà lei a chiudere il conto.

Diana Recco ha dodici anni al momento della strage; dopo la tragedia emigra con il resto della famiglia a Tropea.

Poi, in una primavera di inizio Cinquecento, la giovane — alta, snella, capelli lunghi ricci e neri — monta in sella a un cavallo bianco e parte per Lavello, in Lucania, dove Giovanni del Tufo risiede. Il viaggio dura oltre dieci giorni e non è privo di ostacoli e insidie.

Vestita di blu, in cattedrale

L'occasione è il matrimonio di Ludovico Abenavoli con Maddalena, figlia del barone di Lavello.

Le nozze, visto il rango degli sposi, vengono celebrate nella cattedrale di San Mauro dal vescovo Pietro Prisco Guglielmucci. Al termine della cerimonia Diana, vestita di blu come si conviene alla cerimonia, si avvicina a Giovanni del Tufo apparentemente per un saluto di cerimonia e lo accoltella al cuore.

Seguendo la cronologia dei fatti e le date ormai storicizzate, le nozze vengono celebrate nel 1519, ed è allora che si compie la vendetta.

Da quel giorno il cavallo bianco scompare da Monteleone. Ma per la corte del Castello, a detta di alcuni, ancora oggi vagherebbe il fantasma di Diana a cavallo — e secondo un altro racconto fu proprio in sella al cavallo bianco che la ragazza scomparve in mare.

Il palio nato dal fantasma

Da questa storia è nata la festa. A Vibo Valentia è stato istituito un Palio ispirato alla leggenda di Diana: la prima edizione si è tenuta il 6 e 7 settembre 1996, ideata dalla Pro Loco di Vibo Valentia, che ne presentò il programma.

Lo scenario è tutto il centro storico, dal segno normanno-svevo a via Affaccio. Il Palio di Diana porta in strada cortei di figuranti all'uso rinascimentale, gare e giochi fra i quartieri di Vibo, in onore dell'eroina locale del XVI secolo, e la serata si chiude con eventi acrobatici e fuochi d'artificio.

Come arrivare alla festa

Il Palio di Diana a Vibo Valentia si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Vibo Valentia-Pizzo, a 7,5 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Sant'Onofrio - Vibo Valentia, e il tragitto è di 6,0 chilometri per 8 minuti di guida.

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