Home » Folklore e Rievocazioni
Palio di Ribusa a Stilo e la bandiera imperiale donata da Carlo V 2027
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.
Il Palio di Ribusa è una rievocazione storica che si tiene ogni anno a Stilo, in provincia di Reggio Calabria, nei giorni che precedono la prima domenica di agosto, per tre giorni. I cinque Casali della Contea — Camini, Guardavalle, Pazzano, Riace e Stignano — sfidano la Città di Stilo nei Giochi Cavallereschi e nella Giostra dell'anello, dentro un'arena ai piedi del Monte Consolino, e chi vince porta a casa il Pallium. La manifestazione rievoca l'antica Fiera di Ribusa, mercato del Regno di Napoli, ed è stata ripresa nel 1997.
Il vessillo di un imperatore
Tanta era la rilevanza della Fiera di Ribusa che Carlo V d'Asburgo volle donare alla fiera la propria bandiera imperiale: il vessillo che il Sindaco dei Nobili portava in corteo per dichiarare ufficialmente aperta la Fera di Ribusa.
Per la posizione strategica e per l'importanza della Regia Città, che governava su un vasto territorio costellato di Casali, la fiera divenne uno degli appuntamenti mercantili, sociali e istituzionali più importanti dell'intero Regno di Napoli, insieme alla fiera della Maddalena di Cosenza e alla fiera di Primavera di Reggio. Qui arrivavano da ogni dove tessuti preziosi, bestiame, metalli delle vicine miniere, spezie rare e delegazioni da ogni provincia.
Ribusa, il luogo di rovi
Ribusa è il «luogo di rovi», un nome aspro che forse un tempo dipingeva il carattere di quel territorio — ma era quel pezzo di Calabria di cui Roberto d'Angiò s'innamorò, chiamando Stilo «sua terra».
La fiera era anche un appuntamento del mondo agricolo, per l'esposizione e la vendita degli animali e degli altri prodotti, e insieme un meccanismo sociale preciso: metteva in comunicazione il popolo con le amministrazioni, la nobiltà con i ceti più svantaggiati, secondo regole ben precise che tutti osservavano perché fosse preservata la sacralità del momento. C'erano damigelle, canonici, magistrati, paggi, corporazioni, una giunta eletta dai cittadini e persino un Mastrogiurato a supervisionare il tutto.
Cinque casali contro la città
I cinque Casali che si sfidano nell'Arena — Camini, Guardavalle, Pazzano, Riace e Stignano — sono gli stessi di allora, e sfidano la Città di Stilo. Un tempo gareggiavano al tiro al cerchio, al tiro all'anello, a quello con l'arco, con la balestra e al tiro al montone.
Oggi sono i Giochi Cavallereschi e la Giostra dell'anello, per contendersi il Pallium, il raffinato mantello destinato al vincitore. A conclusione i cavalieri si cimentano in una corsa ad anello per cinque giri dell'arena: il primo arrivato si aggiudica il drappo artistico, dipinto a mano da un artista locale, mentre agli altri cavalieri vengono consegnate le monete del Palio di Ribusa, appositamente coniate. Nel centro storico c'è anche il vecchio conio, dove si può acquistare il Ribuso, la moneta d'epoca fatta coniare per l'evento.
«La bandiera di Sua Maestà per la presente fera»
Il Regio Governatore consegnava al «Magnifico Sindico» della Città di Stilo «la bandiera di Sua Maestà per la presente fera di Ribusa per quella portarla in detta fera per servitio di Sua Maestà, e benefitio pubblico», «con quella solennità solita farsi ogni anno». Il vessillo regale veniva portato «in detto loco accompagnato con la gente atta all'arme, soldati del Battaglione a piedi et a cavallo, e gente terrazzana di nobili onorati et del popolo con spari di archibugi». Così riportano gli atti redatti dai notai dell'epoca, due dei quali — rogati nel 1650 e nel 1717 — sono trascritti dall'archivio notarile di Gerace.
Oggi la bandiera viene consegnata al Sindaco di Stilo alla presenza dei rappresentanti degli altri cinque Comuni, gli ex Casali della Contea; poi, nel luogo originario indicato dai documenti storici conservati nell'Archivio Storico di Gerace, si susseguono l'investitura dei cavalieri, la vestizione e la benedizione delle rappresentanze in costume rinascimentale. Il corteo attraversa il vecchio borgo e fa sosta davanti al sagrato della Chiesa di San Francesco, il «luogo solito» dove avvengono le cerimonie ufficiali: lì il Sindaco, in costume e a cavallo, attorniato dagli armigeri, riceve la bandiera — segno di riconoscimento del Vicereame di Napoli per poter governare la città — e declama il bando del Palio. Il Gran Corteo Storico passa per la Porta Stefanina, l'unica porta medievale del paese rimasta intatta.
Un giullare fa da arbitro
La seconda giornata entra nel vivo con la Corsa delle Botti, il Mercato Storico delle Arti e dei Mestieri, l'Esposizione dei Rapaci e gli spettacoli di falconeria; lungo il percorso vengono ricreate antiche botteghe dedicate alla lavorazione di giocattoli e armi in legno, carta filigranata e monili.
E ai giochi cavallereschi, a fare da «arbitro» alla gara, in un clima di goliardica ironia, è il giullare di corte, che fra scherzi e battute pungenti aggiunge un tocco di teatralità alla competizione.
Campanella è ovunque, a Stilo
Il filosofo della Città del Sole venne al mondo qui nel 1568, e ogni edizione del Palio richiama un tema tratto dalla sua vita o dalla sua opera. Il Palio-Festival è ambientato proprio nel periodo in cui visse Tommaso Campanella ed è il primo e unico Festival Rinascimentale della Calabria.
Falchi, sampavulari e fuoco
Ci sono i Sampavulari, cioè gli incantatori di serpenti, e ci sono cartomanti, giocolieri, contastorie, teatranti, burattinai, trampolieri, spadaccini, archibugieri e mangiafuoco: circa venti compagnie per poco meno di duecento artisti. Negli androni dei palazzi si esibiscono gruppi di musica rinascimentale, con cornamuse e madrigali; le locande servono ricette del territorio, pane cotto nei forni a legna e vino da brocche di terracotta, mentre le vie sono illuminate a fiaccole sotto il Monte Consolino.
Un posto speciale ce l'hanno i rapaci: lo spettacolo di falconeria richiama l'epoca federiciana, perché a Stilo esisteva una vera e propria scuola per la caccia con i falchi, e nell'arena volano gufi, aquile, poiane e un falco pellegrino.
Dal 22 aprile alla prima domenica d'agosto
In antichità il Palio di Ribusa si svolgeva il 22 aprile, anticipando la ricorrenza dedicata a San Giorgio, protettore di Stilo. Oggi si tiene nei giorni che precedono la prima domenica di agosto, per tre giorni, e tre colpi di cannone aprono ufficialmente la festa.
Con il mutare della storia le luci di quel mercato globale ante litteram si spensero, lasciando la fiera — e con essa il Palio che ne era parte integrante — confinati nei libri d'archivio per quasi tre secoli. È stato solo nel 1997 che Stilo ha ripreso l'antica tradizione, restituendo alla città un evento fermo da 280 anni, oggi riconosciuto fra gli eventi identitari della Calabria. Il borgo che lo ospita, poco più di duemila abitanti, è nel circuito dei Borghi più belli d'Italia.
Come arrivare alla festa
Il Palio di Ribusa a Stilo si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Monasterace-Stilo, a 13 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Gioiosa Est, e il tragitto è di 34 chilometri per 38 minuti di guida.
Feste vicine, in altri paesi
Vicino a questo paese, altre feste da scoprire.
- San Bartolomeo Apostolo a Giffone — agosto
- Sant'Ippolito a Gioia Tauro — agosto
- La Varia a Palmi — agosto