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Palio di San Giovanni Battista a Fabriano: i fabbri forgiano la chiave 2027
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: comune.fabriano.an.it, letta il 19/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
Il Palio di San Giovanni Battista si tiene a Fabriano, in provincia di Ancona, per dodici giorni, da metà giugno al 24, giorno del santo patrono. I quattro quartieri storici — Porta del Borgo, Porta Cervara, Porta del Piano e Porta Pisana — si sfidano nella Disfida degli Arcieri, nella Giostra dei Giochi Popolari, nelle Infiorate artistiche e nel Palio dei Monelli; il 24 giugno la manifestazione si chiude con la Sfida del Maglio, in cui i fabbri dei quattro quartieri forgiano nel minor tempo possibile la chiave che permette di alzare il vessillo del proprio colore. Il Palio rievoca il Trecento fabrianese e si svolge tutti gli anni dal 1995.
Una chiave per far salire la bandiera
È la Sfida del Maglio, e consiste nel riuscire a costruire la chiave perfetta per far salire la bandiera bloccata da una serratura, aggiudicandosi così il titolo di miglior fabbro per un anno. I fabbri dei quattro quartieri, con forza e precisione, sono chiamati fra gli incitamenti del pubblico a forgiare nel minor tempo possibile la chiave che permette di alzare il vessillo del proprio colore.
Si tiene la sera del 24 giugno ed è l'ultima e più importante delle gare. La figura a cui è legata è quella del leggendario fabbro Mastro Marino, il pacificatore dei due castelli, simbolo della città.
La notte in cui escono gli spiriti
Il 24 giugno, festa di San Giovanni Battista, è il solstizio d'estate, quando il sole è al suo apogeo e con il suo potere rigenerante e fecondo torna a dominare il cielo. In questa notte di San Giovanni la tradizione vuole che escano gli spiriti maligni e che quattro fabbri si sfidino su quattro forge accese: battono sul metallo incandescente, alzano lingue di fuoco, vampe e scintille per vincere il Palio e scacciare le streghe riunite nei quadrivi.
Il numero quattro torna ovunque: i quattro elementi che servono al fabbro — aria, terra, acqua, fuoco —, i quattro colori dei quartieri in lotta — blu, giallo, verde, rosso —, le quattro stagioni, i quattro venti principali, i quattro punti cardinali.
Si benedicono martello, ferro e incudine
Prima di battere, gli attrezzi vanno benedetti, e la formula è quella antica.
Il 23 giugno si tiene la Benedizione solenne degli arnesi, dei fiori e del Palio, che il testo tradizionale chiama così: «Accio si habbia a benedire li strumenti de lo Palio, li martelli, le barre de ferro et l'incudine, cum li quali se festeggi lo Sancto Patrono; et anco sia benedetto lo Cencio ovvero dicto Palio, che li Quartieri in dura tenzone se contenderanno nel respecto de le leggi de Dio.»
Il giorno dopo, il 24, arrivano il solenne pontificale e la processione del santo patrono.
Il bue inghirlandato
Nella festa antica, prima delle giostre, sfilava un animale.
Oltre alla sacra cerimonia della benedizione del bue entro la chiesa di San Venanzio e alla presentazione dei palii da parte delle varie arti, nella piazza alta venivano eseguiti vari tornei e giostre, e preceduto dalla musica e da una folla schiamazzante sfilava un bue grasso tutto inghirlandato.
L'ordine della sfilata è registrato: nel volume quarto delle Riformanze comunali c'è l'elenco delle arti che sfilavano nella chiesa matrice di San Venanzio Martire davanti alla statua di San Giovanni Battista, ciascuna col proprio stendardo o Palio, che obbligatoriamente doveva riscattare depositando un obolo in denaro. Aprivano il Collegio dei giudici e dei medici, poi i consoli della mercanzia e i notari, quindi i capitani delle venti arti, a cominciare dai merciai e finendo con i calzolai; dopo di loro, offrendo un cero, sfilavano i rappresentanti dei dieci castelli, e infine i villici distribuiti nei quattro quartieri. Seguivano le manifestazioni mondane: giostre, tornei, albero della cuccagna e corsa dei sacchi.
Quel gesto non si è perso: da settecento anni i Priori e i Capitani delle Arti procedono all'offerta dei Palii, e i Signori dei Castelli e delle Ville offrono l'Olio Votivo e i Ceri.
L'assedio durato sei mesi
Guido Chiavelli, dopo lunga battaglia, caccia da Fabriano i Da Varano, signori di Camerino, e pone l'assedio alla Rocca, che resiste per sei mesi finché, il 24 giugno, festa di San Giovanni Battista, gli assediati si arrendono. Guido ordina allora una gran festa per ricordare l'avvenimento, da ripetersi ogni anno nel giorno della festività.
Fu quella vittoria a cambiare il patrono della città: San Giovanni Battista venne proclamato protettore di Fabriano al posto di San Venanzio martire proprio da Guido Chiavelli, in occasione della sua vittoria, nel 1378. Nominato «defensor populi», Guido decretò che fra il 23 e il 24 giugno l'impresa fosse solennemente festeggiata, con un rito religioso a cui partecipavano il Podestà, le autorità del Comune, il clero, i Priori dei quattro quartieri, i Consoli, i Capitani delle Arti, i Signori dei Castelli e tutto il popolo.
Quattro porte e cinquecento figuranti
I contendenti di oggi sono i quartieri storici, che portano il nome delle porte.
Il fulcro del Palio è la competizione fra i quattro quartieri storici della città: Porta del Borgo, Porta Cervara, Porta del Piano e Porta Pisana, che si sfidano nella Disfida degli Arcieri, nella Giostra dei Giochi Popolari, nelle Infiorate artistiche e nel Palio dei Monelli, riservato ai ragazzi.
Il Corteo Storico vede la partecipazione di oltre cinquecento figuranti in costumi d'epoca e offre una fedele immagine dell'ordinamento sociale e politico della Fabriano del Trecento; i costumi riproducono lo stile dell'epoca, molto ampi e abbondanti, quasi a voler nascondere ogni forma del corpo soprattutto femminile. Ogni gruppo ha un contegno prescritto: i cortei delle porte camminano liberi e festanti fra saluti, inchini e riverenze, i popolani sono chiassosi, i cortei della milizia e del Podestà tengono un comportamento decoroso e austero, quello della Chiesa sfila ordinato e in profondo raccoglimento, tutti sul tempo battuto dai tamburini.
Nelle hostarie delle quattro porte si assaporano le pietanze e i sapori di un tempo, e la manifestazione dura dodici giorni, da metà giugno al 24.
I cartai, da settecento anni
C'è una corporazione che a Fabriano non è una rievocazione: esiste ancora.
L'antica corporazione dei Cartai è tuttora esistente e operante, con il suo Capitano e il suo Camerlengo nominati seguendo gli statuti originari, e la Pia Università dei Cartai è attestata già nel 1326. Dal 1839 l'Università ha sede ufficiale nella chiesa di Santa Maria Maddalena, a cui i cartai fabrianesi sono da sempre devoti: secondo la tradizione, nel 1599 un operaio rimase incastrato sotto una pesante pressa, ma l'intercessione della santa, invocata dal malcapitato, lo salvò e l'uomo uscì incolume dall'incidente.
L'arte della carta arrivò nell'entroterra marchigiano fra l'XI e il XII secolo, e i fabrianesi ne appresero le tecniche di produzione da alcuni prigionieri arabi catturati durante gli assalti al porto di Ancona; i mastri cartai rivoluzionarono poi la produzione europea con la pila idraulica a magli multipli per la macerazione degli stracci, la collatura con gelatina animale e la filigrana. Non a caso le Cartiere Miliani omaggiarono il Palio con una forma di filigrana che rappresenta al centro Mastro Marino e agli angoli l'araldica delle quattro porte.
Tappeti di fiori per l'acqua di San Giovanni
Gli infioratori dei quattro rioni, che fanno parte dell'Associazione Nazionale delle Infiorate Artistiche «Infioritalia», si misurano in una competizione incentrata sulle Infiorate artistiche: fra i chiostri e le piazze del centro storico si realizzano stupendi tappeti di fiori, e i bozzetti predisposti dagli artisti locali, con una paziente composizione di erbe, fiori e specie arbustive, si tramutano a opera dei portaioli in scene e figure dedicate al culto di San Giovanni Battista. Sono, spiegano a Fabriano, un modo per rinnovare l'antica tradizione dell'acqua di San Giovanni Battista in onore del patrono.
Il Palio, dopo secoli di oblio, si svolge tutti gli anni dal 1995 — di un palio fabrianese si ha notizia già nello Statuto comunale del 1436 — e non pretende di essere la rievocazione di fatti realmente accaduti: si è accreditato come rappresentazione della storia, del costume e della cultura fabrianese dal Libero Comune delle Arti alla Signoria dei Chiavelli, attraverso la riproposizione di miti e leggende ben presenti nella tradizione locale.
Come arrivare alla festa
Raggiungere il Palio di San Giovanni Battista a Fabriano è facilissimo. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Fabriano si trova a 1,4 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Fabriano Est dista 4,9 chilometri, cioè 5 minuti di strada.
Feste vicine, in altri paesi
Vicino a questo paese, altre feste da scoprire.
- Sant'Eleuterio a Cupramontana — maggio
- Palio di San Floriano a Jesi — maggio
- Palio dell'Acqua a Castelfidardo — agosto