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Palio Storico Giuoco dell'Oca a Cagli: l'oca in ferro battuto 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
la seconda domenica di agosto e il fine settimana precedente
Dove Arena di Sant'Emidio, Cagli

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio Storico Giuoco dell'Oca si disputa a Cagli, in provincia di Pesaro e Urbino, nella regione Marche, ogni anno nella seconda domenica di agosto, al termine di una settimana di festa che si apre la prima domenica del mese. Il gioco storico riproduce l'antico giuoco da tavolo composto da 54 caselle, ognuna raffigurante arti, mestieri e personaggi dell'epoca rinascimentale. I quattro quartieri avanzano sul tabellone in base ai lanci di dado, affrontando le prove nelle caselle in cui si fermano. La prima edizione risale al 1987 e l'organizzazione è a cura dell'Associazione Giochi Storici Cagli.

Arrivare alla 54 con un tiro netto

Il traguardo non si prende per eccesso, e la casella finale ha una faccia precisa: la vittoria spetta al quartiere che riesce a raggiungere, con un risultato esatto dei dadi, la casella numero 54: quella raffigurante il putto e la leggendaria Oca Bianca. La figura è quella del patrono: quella casella raffigura San Geronzio con i suoi simboli, il putto e l'oca bianca.

Se si sbaglia la misura si torna indietro: la vittoria si ottiene soltanto con un risultato esatto dei dadi: se il punteggio ottenuto è superiore alla casella 54, il quartiere retrocede di tante posizioni quante sono quelle in eccesso.

Spervengolo, Morte, e l'ultima zona del tabellone

Il percorso ha caselle che fanno male, e ognuna in modo suo. Il quartiere che incappa nello Spervengolo è costretto a saltare un turno rimanendo fermo nella propria casella, mentre nella casella della Morte il punteggio ottenuto con il dado viene dimezzato per i tre lanci successivi. C'è invece una casella che aiuta: la casella con l'Oca raddoppia automaticamente il punteggio ottenuto dal dado.

Le regole cambiano da un tratto all'altro del tabellone: le caselle dalla 1 alla 47 rappresentano prove di abilità che penalizzano il quartiere sfidante una sola volta e solo durante la fase di avanzamento, e in caso di sconfitta il quartiere sfidante ritorna alla propria casella di partenza, tranne che nelle caselle di Spervengolo e Morte.

L'ultimo tratto è il più duro: dalla casella 48 alla 53 le regole cambiano radicalmente: chi perde una prova è costretto a retrocedere alla casella 47, rendendo questa zona del tabellone la più combattuta e spettacolare, e le caselle 48-53 si liberano soltanto quando il quartiere che le occupa riesce a vincere la propria sfida.

Ci sono poi tre regole di dettaglio che decidono le partite: le sfide vengono abbinate tramite estrazione di bandierine colorate: il quartiere estratto sfida uno dei tre avversari; in caso di parità vince sempre il quartiere sfidato; e ogni quartiere dispone di un bonus unico, utilizzabile una sola volta durante tutta la disputa e soltanto prima della casella 40.

Le prove: il palo sopra la vasca

Le sfide sono giochi di piazza, e una si fa sull'acqua: la sfida della vasca, in cui due giocatori, in equilibrio su un palo disposto lungo una vasca piena d'acqua, si sfidano nel far cadere l'avversario; la giostra all'anello, la corsa dei sacchi, il tiro alla fune, la corsa con i trampoli, il tiro con l'arco e con la balestra.

A giocarle sono figure diverse, ognuna con il suo ruolo: cavalieri, arcieri, balestrieri e paggi giocatori si confrontano in prove di abilità, forza e precisione all'interno dell'Arena di Sant'Emidio. Il gioco si è spostato lì di recente: si svolge all'aperto, dal 2002 negli spazi dell'Arena di Sant'Emidio, precedentemente nello scenario di Piazza Matteotti.

Quattro quartieri disegnati dal Cardo e dal Decumano

I quartieri non sono un'invenzione moderna, ma vengono dalla pianta romana della città: la Città fu ridivisa nei suoi quattro storici Quartieri, ritrovando negli antichi archivi la collocazione dei due assi principali, il Cardo e il Decumano, dal cui punto d'incrocio si formano i quattro Quartieri che da sempre portano il nome di Sant'Agostino, Sant'Andrea, Sant'Angelo e San Francesco.

Ognuno ha i suoi colori: Sant'Agostino (rosa e nero), Sant'Andrea (giallo e azzurro), Sant'Angelo (rosso e blu) e San Francesco (rosso e verde), e ogni quartiere è animato dalla sua Compagnia, con sbandieratori, musici e figuranti in costume storico.

Il gioco, in città, è documentato dallo storico cagliese del XVII secolo Antonio Gucci, che, nei suoi «Annali», racconta che «in tempi carnevaleschi si usava giuocare al giuoco dell'oca fino all'anno 1543, il quale fu poi dismesso», e lo inserisce nell'elenco dei giochi che si disputavano a Cagli nel 1543, senza fornirne però ulteriore descrizione. Da lì è ripartita la rievocazione di oggi: questo dato è il punto di partenza per la ben più recente tradizione del palio storico, la cui prima edizione risale al 1987, mentre l'associazione Giochi Storici di Cagli, fondata nel 1986, ha riportato in vita questo antico rito trasformandolo in una settimana di festa collettiva.

I costumi li fece la scuola d'arte del posto: furono docenti dell'Istituto Statale d'Arte che disegnarono e realizzarono i modelli dei vari costumi rinascimentali, sia dei nobili, sia degli armigeri, sia dei popolani.

Il bando a cavallo, l'investitura, la lampada

La settimana si apre con un annuncio fatto all'antica: la manifestazione prende avvio la prima domenica di agosto con la lettura del Bando della Disfida: il bando è letto da un banditore a cavallo, accompagnato dal rullo dei tamburi e dal suono delle chiarine, lungo le vie e le piazze della città.

Poi si nominano le cariche e si assegnano gli uomini: si procede dunque alla nomina del podestà e all'investitura dei capitani, e di seguito all'estrazione dei cavalieri e all'assegnazione di arcieri e balestrieri a ognuno dei quattro quartieri. Nel gruppo che sfila ci sono il Gran cerimoniere, il Guardiano dell'Oca, i Quattro paggi giocatori che portano con sé la statua dell'oca, insieme alle guardie d'onore e ai paggi comunali.

La cerimonia si chiude con un gesto di fuoco condiviso: con il suono delle chiarine, e dopo che il Gonfaloniere ha versato l'olio nella lampada, i capitani di quartiere a turno accendono il proprio stoppino. Succede in chiesa: la cerimonia si chiude nella Basilica Cattedrale con l'accensione della lampada votiva in onore di San Geronzio, per invocare la protezione del Santo patrono.

Il giorno della disputa la città si riempie di figuranti: prologo della disputa è il corteo storico, che con i suoi 450 figuranti in preziosi abiti rinascimentali ridisegna le vie cittadine per riconsegnarle ai fasti del pieno Cinquecento, e tra i partecipanti illustri anche il Duca di Urbino accompagnato dal podestà e da grandi ufficiali.

Intanto in paese si mangia e si beve: si aprono le quattro taverne di quartiere, dove vengono serviti piatti della tradizione, e nel centro storico vengono allestite ricostruzioni di arti e mestieri tradizionali e si svolgono spettacoli di animazione rinascimentale con giullari, sputafuoco, sbandieratori.

L'oca di ferro, e il Paliotto dei ragazzi

Il premio è un'oca in ferro battuto a grandezza naturale, commissionata nel 1987 per il primo Palio dell'Oca: fu Giuseppe Aguzzi a rivolgersi al Maestro Antonio Cerretini, detto Tonino, artigiano del ferro, per dar forma concreta al sogno del Palio.

Quell'oca poi va in vetrina, letteralmente: la tradizione vuole che ogni anno, dopo la vittoria, l'oca venga esposta nei negozi del quartiere vincitore per le vie di Cagli, e la città intera può avvicinarsi al trofeo, guardarlo, toccarlo. Prima però si fa un giro di festa: il palio viene portato in trionfo per le vie del centro tra grida di festa e di sfottò tra i gruppi di quartiere.

E c'è una versione per i ragazzini, con le stesse regole: dal 2003 si affianca al Palio il Paliotto, che si disputa la prima domenica di agosto e in cui bambini e ragazzi dai dieci ai quattordici anni si sfidano in squadre rappresentando i quattro quartieri storici di Cagli, in Piazza Matteotti, e che mantiene la struttura classica del Palio dell'Oca, la divisione in quattro quartieri, il lancio dei dadi.

Come arrivare alla festa

Il Palio Storico Giuoco dell'Oca a Cagli si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Pergola, a 21 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Cagli Ovest, e il tragitto è di un chilometro per un minuto di guida.

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