Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Folklore e Rievocazioni

Folklore e Rievocazioni

Palio del Serafino a Sarnano e il drappo del podestà 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
Seconda domenica di agosto — quest'anno 8 agosto 2027
Dove Sarnano (MC), Sarnano

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio del Serafino si tiene a Sarnano, in provincia di Macerata, la seconda domenica di agosto. Le quattro contrade di Abbadia, Brunforte, Castelvecchio e Poggio si sfidano in quattro giochi — il tiro alla fune, la corsa con la brocca, la salita al palo e il taglio del tronco — e la contrada vincitrice espone il drappo con il Serafino sotto al proprio stemma, nella chiesa di Santa Maria di Piazza Alta, e lo conserva sino alla prossima edizione dei giochi. La rievocazione è stata organizzata per la prima volta nel 1965, in occasione del settimo centenario del riconoscimento del Comune di Sarnano, datato 1265; il corteo che accompagna la contesa è formato da circa 500 figuranti in costume.

Il campanone, e i tamburi nei vicoli

Ogni anno, ad agosto, nelle prime ore del pomeriggio, il campanone della torre del Palazzo del Popolo inizia a suonare. I vicoli del centro storico di Sarnano si riempiono del suono dei tamburi che annunciano l'arrivo di atleti e figuranti dalle quattro contrade, Abbadia, Brunforte, Castelvecchio e Poggio; così inizia il Palio del Serafino, che si tiene la seconda domenica di agosto.

I vicoli del Comune si abbelliscono di bandiere delle contrade, che decorano il paesaggio del centro storico costruito interamente in laterizio — un centro duecentesco in cotto, la cui parte alta conserva la storia di un Medioevo avvincente.

Una gara nata per stemperare gli attriti

Stando ad antiche testimonianze, le tensioni tra le cinque contrade erano tali che le autorità sarnanesi decisero di istituire una competizione per stemperare gli attriti tra gli abitanti. È una contesa dalle origini antichissime, legate alla suddivisione del territorio di Sarnano in contrade ai tempi della costituzione del libero comune, risalente al 1265: la divisione in cinque contrade era tipica dell'epoca pre-comunale.

La gara si teneva ogni anno in occasione della Festa dell'Assunta e prevedeva tre giochi: il Palio vero e proprio, cioè una corsa a cavallo, il Gioco dell'Anello, che consisteva nell'infilare una serie di anelli con una lancia da un cavallo in corsa, e il tiro con la balestra. Come attestano numerosi documenti, il Palio si svolgeva tutti gli anni il 15 agosto, per celebrare la festa della Madonna Assunta, patrona del paese.

Nei giorni della gara il Podestà veniva sostituito dal Capitano della Fiera, anche detto Capitano del Popolo, a cui sottostavano i Capitani delle singole contrade, responsabili dell'ordine pubblico e del buon andamento dei giochi.

L'angelo a sei ali sullo stemma

Il Palio è chiamato così in ricordo del simbolo, tipicamente francescano, che campeggia nello stemma comunale, secondo la tradizione tracciato direttamente da San Francesco: il Serafino dalle sei ali, l'antica leggenda dello stemma di Sarnano che reca appunto un angelo a sei ali.

Nel 1965, in occasione del settimo centenario del riconoscimento del Comune, del 1265,, è stata organizzata la rievocazione di questi antichi giochi sotto il nome di Serafino d'Oro, poi modificato in Palio del Serafino. Da allora, nel mese di agosto, i vicoli del centro storico si riempiono del suono dei tamburi delle quattro contrade, impegnate nell'organizzazione del Palio, che ha conosciuto numerose interruzioni.

I rioni di Piobbico e Bisio, che più degli altri avevano subito lo spopolamento, furono riuniti in una sola contrada che prese il nome di Abbadia.

Ciascuna delle quattro porta un colore: Abbadia è rappresentata principalmente con il colore giallo per la ginestra; Brunforte con il colore blu per il nontiscordardimé; Castelvecchio con il colore verde dell'erba; Poggio con il colore rosso dei tulipani.

Quattro giochi, quattro mestieri

Con la ripresa del 1965 vennero introdotti nuovi giochi, in grado di coinvolgere direttamente i contradaioli: i giochi originali furono sostituiti con attività ispirate alle tradizioni popolari, prove di forza e abilità ispirate alla vita quotidiana del tempo, e da allora le quattro contrade di Abbadia, Brunforte, Castelvecchio e Poggio si misurano in quattro gare.

Il tiro alla fune è simbolo della forza dei contadini e del duro lavoro nei campi; la corsa con la brocca ricorda la capacità delle donne nell'andare a prendere l'acqua alla fonte, portando l'orcio in equilibrio sulla testa; la salita al palo è legata all'abilità degli avi di arrampicarsi sugli alberi; e il taglio del tronco è in onore dell'antico mestiere del tagliaboschi, tanto diffuso su queste montagne.

I cinquecento figuranti e i Tamburini

Uno dei momenti importanti della manifestazione è, all'inizio, la Benedizione del Palio, nella chiesa romanica di Santa Maria di Piazza.

Nel pomeriggio del giorno seguente parte il corteo: accompagnati dal rullo dei tamburi dei Tamburini del Serafino, i figuranti delle contrade sfilano per le vie del centro storico fino a raggiungere il campo dei giochi, dove si svolge la competizione vera e propria, intervallata da spettacolari esibizioni di tamburini e sbandieratori; i giochi si disputano al Campo Sportivo della Vittoria, e la lettura del proclama da parte del podestà dà il via alla sfida.

Il corteo è formato da circa 500 figuranti in costume che riproducono l'ambiente culturale e sociale della Sarnano delle origini: sono rappresentate varie figure di tutti i ceti sociali dell'epoca, e i costumi sono fedelmente ricostruiti, sia nei modelli sia nelle stoffe. Le quattro contrade sfilano nell'ordine della classifica dell'edizione precedente, e a capo di esse si trovano i Tamburini del Serafino, che suonano insieme alle contrade durante il percorso: le canzoni suonate sono diverse per ogni contrada. Dietro le contrade viene il corteo cittadino, dove i sarnanesi si vestono con abiti tipici medievali che ricordano i mestieri dell'epoca.

Il Gruppo Tamburini del Serafino nasce nel 2002, con l'esigenza da parte dell'Ente Palio di avere un gruppo che aprisse il corteo durante le sfilate a cui si partecipava per la promozione del Palio sarnanese; composto inizialmente da elementi provenienti dalle quattro contrade in cui si divide Sarnano, il gruppo annovera oggi diciotto componenti, che si esibiscono suonando timpani e rullanti, i quali riescono a creare, alternandosi e sovrapponendosi, sonorità suggestive.

Questi strumenti erano largamente utilizzati nel Medioevo e conosciuti con il nome di tambourin: le corde non erano metalliche, bensì di budello, ma il risultato acustico era simile a quello dei moderni rullanti. I tamburi, insieme alle campane e ai fuochi, erano strumenti di comunicazione dei messaggi pubblici del tempo: accompagnavano i banditori sulle piazze e annunciavano sia i momenti di festa e di solennità sia l'approssimarsi dei pericoli e le mobilitazioni.

I suonatori scandivano il tempo di marcia dei soldati e con il loro rullare davano coraggio alle proprie truppe, e i soldati dovevano imparare a riconoscere i diversi suoni, ritmi o battute, che equivalevano ad altrettanti ordini e disposizioni. La gran parte di quei ritmi non fu mai annotata su carta, ma tramandata ai nuovi tamburini, sia per motivi pratici sia di sicurezza, dato che il nemico non doveva certo riuscire a scoprire i suoni di marcia — marche — e i vari segnali dell'allarme, allarum, dell'avvicinamento, approache, dell'assalto, assaulte, del combattimento, battile, e della ritirata, retreate. Anche il ruolo del flautista e del tamburino era importante: tutti i capitani dovevano avere tamburi e pifferi e uomini che sapessero usarli, e quegli uomini dovevano essere fedeli, discreti e ingegnosi, capaci di suonare i loro strumenti e versati in diverse lingue, perché spesso venivano mandati a parlare ai nemici, a raccogliere e condurre prigionieri. Anche oggi i ritmi vengono tramandati ai tamburini più giovani, come nella tradizione medievale.

Il drappo appeso sotto lo stemma

Al termine della contesa si procede alla consegna del drappo del podestà al capitano della contrada vincitrice, per poi ricomporre il corteo storico e tornare in piazza Alta.

All'interno della chiesa romanica di Santa Maria di Piazza lo stendardo del Palio viene appeso sotto lo stemma della contrada vincitrice, per rimanervi per un intero anno: il drappo con il Serafino resta esposto sotto il proprio stemma fino alla prossima edizione dei giochi.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Palio del Serafino a Sarnano richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Tolentino, a 27 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Caldarola, e il tragitto è di 18 chilometri per 17 minuti di guida.

Che altro succede in provincia di Macerata

Nella stessa zona, altre feste con una loro storia.

Da leggere