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Processione delle Canestrelle ad Amandola e i canestrelli sulla testa 2027
Fonte: viverefermo.it, letta il 21/09/2026.
La Processione delle Canestrelle si tiene ad Amandola, in provincia di Fermo, nelle Marche, la domenica mattina del terzo fine settimana di agosto, in onore del Beato Antonio Migliorati, patrono della città. Oltre 200 figuranti in abiti d'epoca attraversano il centro storico: gli uomini portano i covoni di grano, le donne i canestrelli colmi di chicchi appoggiati sulla testa, e alla fine le ceste vengono offerte come ringraziamento al Beato. La rievocazione è nata nel 1897 ed è inserita nell'albo regionale delle rievocazioni storiche.
La domenica mattina di agosto
La rievocazione storica delle canestrelle è il principale evento culturale del Comune di Amandola, in provincia di Fermo, e si svolge nella terza settimana di agosto; la processione vera e propria è la domenica mattina. È una delle più antiche rievocazioni storiche delle Marche, tanto da essere inserita nell'albo regionale delle rievocazioni storiche, e a organizzarla sono la Città e la Pro Loco.
Il fondamento è un'usanza contadina precisa: portare grano al santo, in segno di gratitudine e come buon auspicio per il raccolto. Fin dal Medioevo uomini e donne in abito tradizionale offrono al patrono i frutti dell'agricoltura, e la processione di oggi rievoca ogni anno quella stessa offerta.
Covoni e canestrelli sulla testa
La divisione dei ruoli è la cosa che si vede per prima. Gli uomini, in abiti storici, portano i covoni; le donne portano i caratteristici canestrelli, colmi di chicchi di grano, appoggiati sulla testa. Insieme a loro sfilano i vecchi attrezzi contadini e le macchine agricole, e la piazza dove si arriva è allestita con mezzi agricoli e strumenti della tradizione contadina.
Il paese si prepara con due colori. Vicoli e balconi sono adornati dal rosso e dal giallo e da mazzi di spighe di grano intrecciati, e lungo il percorso i figuranti intonano l'inno al Beato Antonio. Alla processione partecipano, con canti e suoni tradizionali, i gruppi folkloristici «La Cucuma» e «La Mannola», e fin dalla sua prima edizione la Confraternita di San Nicola della Chiesa Conventuale di Sant'Agostino.
I partecipanti sono oltre 200, fra fedeli, figuranti e appassionati in tipici abiti dell'epoca; nel corteo camminano fianco a fianco grandi e bambini, vecchie e nuove generazioni. Il chicco di grano rappresenta oggi la gioia del passato nel momento di festa.
Da piazzale Fratini a piazza Risorgimento
Il percorso è sempre lo stesso e si può seguire strada per strada. Si parte da piazzale Fratini, si sale lungo via Cesare Battisti, si prosegue in via dello Statuto fino alla chiesa di San Francesco; da lì, lungo via Indipendenza, si scende fino a piazza Risorgimento, dove le ceste ricolme di grano — le canestrelle — vengono offerte come ringraziamento al Beato Antonio.
La sfilata termina con due offerte distinte: il grano da parte degli sfilanti e i ceri da parte delle istituzioni, nella chiesa di Sant'Agostino, il Santuario del Beato Antonio, dove sono conservate le spoglie del santo.
Il grano venduto dopo la messa
La festa è nata nel 1897, alla fine dell'Ottocento, poco dopo la realizzazione della nuova tomba del beato nella chiesa di Sant'Agostino; se ne trovano notizie nelle Memorie di padre Nicola Concetti, priore di quella chiesa dal 1893.
All'inizio il tragitto era più corto: la festa cominciava con una processione che dalla chiesa di San Francesco arrivava fino a quella di Sant'Agostino. E c'era un seguito che oggi non c'è più. Dopo la messa il grano raccolto veniva messo in vendita, e il ricavato andava per la maggior parte al clero amandolese.
Antonio Migliorati e la siccità
Il destinatario di tutto questo è Antonio Migliorati, beato protettore della città, che legò il proprio nome ad Amandola sia da vivo sia dopo la morte, avvenuta nel 1450. Fu beatificato l'11 luglio 1759 da papa Clemente XIII, e i suoi miracoli — anche recenti — sono testimoniati nelle tante iconografie contenute nel Santuario a lui dedicato.
Gli agricoltori dell'epoca lo invocavano durante i periodi di forte siccità, pregandolo affinché concedesse loro pioggia per il raccolto.
Intorno alla processione il programma è largo, e tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito: ci sono la lotteria e lo spettacolo pirotecnico, e poi giochi, musica, canti e balli, antichi mestieri e prodotti tipici. «Oltre a essere la festa regina dell'estate amandolese», dice il sindaco Adolfo Marinangeli, «rappresenta l'appuntamento intorno al quale ruota l'intero anno della città montana, sia a livello religioso sia sociale».
Come arrivare alla festa
La Processione delle Canestrelle ad Amandola si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Tolentino, a 37 chilometri da Amandola, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Caldarola restano 29 chilometri, che in 27 minuti portano a destinazione.
Che altro succede in provincia di Fermo
Altre feste di agosto nella stessa zona.
- Contesa del Secchio a Sant'Elpidio a Mare — agosto
- I giorni di Azzolino a Grottazzolina — luglio
- Sciò la Pica a Monterubbiano — maggio