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Folklore e Rievocazioni

Palio di Vigevano 2026 - la costruzione della Torre del Bramante

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
ottobre
Dove Piazza Ducale, Vigevano

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio delle Contrade di Vigevano si tiene a Vigevano, in provincia di Pavia, ogni ottobre, in coincidenza con la festa del patrono Beato Matteo Carreri: i giochi si svolgono sempre la seconda domenica del mese. Le dodici contrade cittadine, abbinate alle dodici parrocchie, si sfidano in quattro prove — l'albero del melo cotogno, la corsa con le carriole, la corsa col cerchio e la costruzione della torre — per aggiudicarsi il cencio, il drappo dipinto ogni anno da un pittore di origine vigevanese. Il Palio delle Contrade è organizzato dall'Associazione Sforzinda dal 1981.

Una zappa lanciata su un albero

Il primo gioco viene da una scommessa che, secondo la leggenda, ha fondato una dinastia: «L'albero del melo cotogno» è ispirato alla leggenda della nascita della dinastia Sforzesca, secondo cui Muzio degli Attendoli, capostipite della stessa, sfidò la sorte lanciando una zappa su un albero: se fosse caduta a terra avrebbe continuato a fare il contadino, se fosse rimasta impigliata tra i rami sarebbe diventato soldato, partendo quindi con il gruppo di mercenari che passava per quelle terre di Cotignola.

Andò nel secondo modo, e ne venne fuori un cognome: la zappa rimase impigliata tra i rami dell'albero di melo cotogno e così Muzio partì. Poi venne assoldato da potenti condottieri fino a diventare lui stesso capo delle milizie e dimostrò tanta forza nel combattere che fu soprannominato «Sforza». Da qui il nome della nuova dinastia.

In piazza quella scommessa si rifà con le fettucce: i giocatori delle dodici contrade devono lanciare delle fettucce, in rappresentanza simbolica delle zappe, su un albero stilizzato in ferro battuto, cercando di raggiungere il contenitore in cima all'albero, per il quale il punteggio è più alto.

La legna, il cerchio, la torre

Il secondo gioco è un lavoro d'autunno: «La corsa con le carriole» si svolge trasportando dei ceppi di legno su carriole, rievocando così la raccolta della legna nei boschi del Ticino per bruciarla nei focolari delle case in autunno e in inverno. La regola è precisa: i giocatori devono caricare e scaricare due volte venti ceppi facendo molta attenzione a non perderne per strada.

Il terzo viene da un quadro: «La corsa con il cerchio», ispirato al quadro dei passatempi del pittore fiammingo Bruegel il Vecchio, vede protagoniste le fanciulle che dimostrano la propria abilità di sospingere un cerchio con un bastoncino di legno, superando degli ostacoli posti lungo la corsia di gara.

Il quarto chiede di rifare il monumento della città e di suonarci la campana: nella «costruzione della torre» i giocatori devono ricostruire un fac-simile della Torre del Bramante, simbolo di Vigevano, e suonare la campana nel minor tempo possibile, proprio come invita uno dei motti della Piazza Ducale: «Sona se tu puoi».

Dodici contrade, dodici parrocchie

Le contrade qui non sono quartieri ma parrocchie: l'Associazione Sforzinda dal 1981 organizza il Palio delle Contrade di Vigevano, una manifestazione storica che raggruppa e unisce le dodici Parrocchie cittadine alle quali sono abbinate altrettante contrade.

Accanto a loro sfilano altri gruppi: in aggiunta alle contrade vi sono due gruppi storici all'interno dell'Associazione, ovvero l'Armeria Ducale e il gruppo degli Arcieri, e partecipa anche il Gruppo dei Musici e Alfieri dell'Onda Sforzesca, nato all'interno dell'Associazione Sforzinda ma resosi autonomo nel 2018.

Il periodo storico nel quale si svolge è la seconda metà del 1460: sono gli anni nei quali il Beato Matteo Carreri, protettore della Città di Vigevano, Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti camminavano per le strade della città. La rievocazione storica legata al Palio riproduce il passaggio della città di Vigevano al dominio degli Sforza nel 1456, e si inserisce all'interno della festa patronale.

Nel corteo la famiglia ducale è al completo: viene rappresentata dalle figure di Francesco I Sforza, Duca di Milano, sua moglie Bianca Maria Visconti Sforza e tre dei loro figli: Galeazzo Maria, Ippolita e Ludovico Maria, detto il Moro. E c'è anche il futuro patrono, con la ragione per cui era in città: sempre nel corteo storico si può vedere anche frate Matteo, che in quel periodo era a Vigevano per una serie di predicazioni nella chiesa di San Pietro Martire, retta dai Padri Domenicani.

Dalla fiaccolata del venerdì alla messa del lunedì

Si comincia di sera, con una candela da portare in chiesa: il Palio di ottobre ha inizio il venerdì sera con la «Fiaccolata». Un gruppo di popolani, preceduti dai dodici stendardi delle Contrade, partendo dal sagrato del Duomo e percorrendo Piazza Ducale e Via del Popolo, arriva alla Chiesa del Beato Matteo per depositare, dopo la celebrazione della Messa, il Cero nello scurolo dove si trovano le spoglie del Beato Matteo.

Il sabato viene aperto il Borgo rinascimentale con le corporazioni che rappresentano le arti e i mestieri del tempo, anch'esse collegate alle dodici contrade, e vendono cibi, bevande e oggetti dal sabato pomeriggio alla domenica sera.

La domenica mattina si celebra il Solenne Pontificale alla presenza del Vescovo, del Sindaco, delle maestranze del comune e di una coppia di nobili con il gonfalone di ogni contrada. Nel pomeriggio si svolge il Corteo Storico per le vie del centro con circa 450 figuranti e la Corte Ducale, e i figuranti sono principalmente membri delle contrade. Durante il corso delle manifestazioni, che si svolgono sempre la seconda domenica di maggio e di ottobre, nella cornice del Castello Sforzesco è possibile ammirare gli splendidi costumi sempre più ricercati dei quasi 400 figuranti, gustare cibi offerti dalle contrade e ammirare arti e mestieri storici del borgo rinascimentale. Nel castello, intanto, ci sono gli Armati e Arcieri del Duca, Aurora Noctis con i suoi spettacoli di giocoleria e mangiafuoco, Biancofiore con le sue danze, El Sueño de Verano con i suoi cavalli.

Il cencio finisce davanti al Beato

Chi vince non va a festeggiare subito: dopo la proclamazione del vincitore, la contrada vincitrice si reca nello scurolo con il cencio vinto per porgere omaggio al Beato.

E la festa si chiude due giorni dopo, sempre lì: il lunedì sera, a conclusione dei festeggiamenti, viene celebrata, sempre nella Chiesa del Beato Matteo, la Messa di ringraziamento alla presenza della contrada vincitrice.

Il palio di ottobre non è l'unico dell'anno: accanto al Palio «maggiore», durante l'anno si svolge il Palio dei Fanciulli con prove dedicate a bambini e ragazzi, che si corre la seconda domenica di maggio e in cui i giovanissimi rappresentanti delle dodici contrade cittadine si sfidano in una serie di giochi che riproducono fedelmente quelli che impegneranno i contradaioli adulti nel mese di ottobre.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere del Palio, a Vigevano, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Vigevano a un passo dal centro, 800 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Gropello Cairoli - Pavia sud, e da lì restano 22 chilometri e 23 minuti.

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