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Folklore e Rievocazioni

La Pesa vegia a Bellano e il grido "Pesa Vegia o Pesa nova?" 2027

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
5 gennaio 2026
Dove Centro storico di Bellano (LC), sul Lago di Como, Bellano

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 30/08/2026.

La Pesa Vegia si svolge a Bellano, in provincia di Lecco, sul lago di Como, ogni 5 gennaio, la vigilia dell'Epifania. La festa rievoca l'arrivo in barca dei messi spagnoli che portarono al paese la grida con cui il governatore ripristinava le vecchie unità di misura: dalla riva la folla grida «Pesa Vegia o Pesa Nova?» e dalla barca arriva la risposta, «Pesa Vegia!». In serata si susseguono il traino delle Pese per le vie del paese, il corteo dei Re Magi e il falò sul molo, con oltre 200 comparse.

Una questione di pesi e misure

Quello che i bellanesi aspettavano quella notte non era un santo né un miracolo, ma una decisione amministrativa. Le nuove unità di misura, ossia la «pesa nova», avevano provocato disappunto nei commercianti bellanesi: quell'«iniqua ordinanza» era ritenuta una vera calamità per le attività commerciali del paese qualora non si fosse riusciti a contrastarne l'applicazione.

Così il paese si riunì e decise di protestare per via ufficiale: in una concitata riunione in municipio veniva deciso di ricorrere allo stesso governatore perché annullasse le nuove pese ed emanasse una nuova grida per ripristinare le vecchie misure.

La ricerca storica ha messo una data su quell'episodio: dal lavoro di ricerca svolto da Antonio Rusconi, sfociato nella pubblicazione del libro «Pesa Vegia tra leggenda e realtà», viene documentata come più verosimile una datazione intorno al 1605, anno in cui vi fu l'emanazione di una grida, a cura del governatore Pedro Acevedo, Conte di Fuentes, che annullava una precedente sua riforma del 1604 e rimetteva in uso le vecchie unità di misura, da cui il nome Pesa Vegia, cioè pesa vecchia.

E il governatore acconsentì: il Conte di Fuentes fu magnanimo: organizzò una delegazione e si mise in navigazione verso Bellano.

L'attesa sulla riva, al freddo

Il racconto di quella sera è la scena che la festa rimette in scena ogni anno. In paese la tensione era evidente. Fin dalle prime ore del pomeriggio un gran via vai di bellanesi iniziò ad animare le strade, la spiaggia e il lungolago intero. Tutti attendevano ansiosi l'arrivo della barca con il governatore.

L'aria era fredda e il buio incalzava. Si accesero i primi falò, si parlava, si discuteva animatamente mentre, di tanto in tanto, si scrutava l'oscurità del lago. La gente stava accovacciata intorno a un falò, uomini e donne pensierosi, preoccupati.

Poi il rumore dell'acqua: all'improvviso uno sciabordio. Tutti si alzarono in piedi intenti, vigili, infreddoliti, preoccupati... ed ecco il tradizionale batèl lariano comparire nella notte, diretto verso la riva.

E la domanda non aspettò nemmeno l'attracco: i bellanesi non aspettarono nemmeno che la barca attraccasse e, con tutto il fiato che avevano, gridarono dalla riva la loro domanda. Alla risposta, tutti esultarono e accorsero al molo per accogliere i messi spagnoli.

Come la festa dei pesi diventò la festa dei Magi

Quello che successe dopo spiega perché una vertenza commerciale si celebra la vigilia dell'Epifania: qualcuno si rammentò che si era alla vigilia dell'Epifania e, ubriachi di gioia e d'altro, i bellanesi inscenarono la rappresentazione dei Magi che percorrevano le vie del borgo, facendo tappa in ogni locanda aperta, bevendo e mangiando fino al mattino.

Un testo antico la descriveva senza troppi complimenti: «ogni anno nella notte dal 5 al 6 gennaio, vigilia della festa dell'Epifania, si rinnova in Bellano una specie di pubblico baccanale sacro-profano in commemorazione d'aver ottenuto dopo lunga vertenza di poter conservare la Pesa Vegia».

Molte delle scene che si vedono oggi, però, sono recenti: vengono così alla luce nel secondo Novecento il Governatore e la lettura dell'editto dal balcone del Municipio, il presepe vivente, il castello di Re Erode e altro ancora: elementi cioè che, inseriti nella tradizionale Festa dei Re Magi, danno luogo a quella manifestazione popolare dove il sacro si fonde con il profano in un legame indissolubile.

La sera del 5 gennaio

In serata i momenti culminanti sono il corteo dei Re Magi, il traino delle Pese per le vie del paese e il tradizionale falò sul molo, acceso a mezzanotte.

Il momento istituzionale è la lettura dell'atto: la lettura dell'editto che rimette in uso le vecchie unità di misura, da cui il nome Pesa Vegia, con il Governatore che si affaccia al balcone del Municipio acclamato dai presenti. Prima c'è l'atteso arrivo della Gondola dei Messi Spagnoli, e alla Lettura della Benevola Ordinanza dal Balcone del Municipio la piazza risponde: la folla assiepata è pronta a rispondere per tre volte «Pesa Vegia!» alla domanda del Governador: «Pesa Vegia o Pesa Nova?».

Poi tocca ai ragazzi, e quello che trascinano ha un senso preciso: gruppi di ragazzini cominciano a trascinare rumorosamente sul lungolago recipienti di latta che dovrebbero rappresentare le misure spagnole ormai diventate inutili. È il traino delle Pese per le vie del paese, con tanti giovani e giovanissimi protagonisti.

Attorno c'è tutto il resto: il presepe vivente, la rappresentazione della corte di Re Erode e del Podestà, l'accampamento dei cavalieri, il corteo delle dame storiche, il Corteo Dame Viscontee in giro per il paese, il Consiglio Comunale e la Corte del Podestà in Municipio, il Villaggio Storico, e il corteo dei Re Magi in sella ai loro cammelli. In tutto, la festa mette in piazza oltre 200 comparse, con ricche scenografie, suggestive ambientazioni ed effetti coreografici, splendidi costumi.

La «Festa delle Feste»

A Bellano la chiamano così: è la storica manifestazione popolare conosciuta come la «Festa delle Feste», che si svolge a Bellano ogni 5 gennaio. È una delle manifestazioni popolari più antiche della Lombardia, un patrimonio culturale immateriale che, da oltre quattro secoli, intreccia storia, fede, tradizione e partecipazione civile.

Non si è mai fermata: i bellanesi festeggiano questo evento ogni anno da quattro secoli, anche in tempo di guerre e privazioni. Nemmeno una quarantena l'ha interrotta: neppure la recente pandemia è riuscita a fermare l'arrivo del Governatore al porto, la lettura della Benevola Ordinanza dal balcone del Municipio e il tradizionale giro dei Tre Re, seguiti da lontano dai bellanesi costretti a casa, ma presenti tutti insieme con i loro cuori al grido di «Pesa Vegia!».

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Bellano, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Bellano-Tartavalle Terme è a 600 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Bellano - Valsassina nord: da lì bastano 2 minuti di guida (2,4 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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