Home » Folklore e Rievocazioni
Rievocazione della Battaglia di Magenta a Magenta con i segni dei combattimenti su Casa Giacobbe 2027
Fonte: comune.magenta.mi.it, letta il 19/09/2026.
La Rievocazione della Battaglia di Magenta si tiene a Magenta, in provincia di Milano, in Lombardia, ogni anno la prima domenica di giugno, per ricordare gli avvenimenti del 4 giugno 1859. Gruppi in costumi e armi d'epoca provenienti da tutta Europa sfilano nel corteo storico e allestiscono l'accampamento, e i luoghi toccati sono quelli veri della battaglia, dall'Ossario a Casa Giacobbe. Ogni edizione include la ricostruzione di accampamenti d'epoca, sfilate in uniforme, dimostrazioni pratiche sull'uso delle armi storiche e sulle manovre militari del tempo, il tutto realizzato con grande attenzione alla precisione storica, senza mai inscenare episodi di violenza o simulazioni di morte.
Una festa che non celebra la guerra
Lo scopo, come sempre, non è quello di celebrare l'evento bellico, ma di coniugare storia e cultura con i valori dell'amicizia, della solidarietà e della fratellanza tra i popoli.
Ripercorrere gli avvenimenti del 4 giugno 1859 «è una vera festa di popolo, che ogni anno unisce la comunità nel ricordo di un momento fondamentale per la storia d'Italia», e quel giorno segnò una tappa decisiva verso l'Unità d'Italia.
Dal 1994 Magenta è teatro di una delle rievocazioni storiche più rilevanti in ambito risorgimentale, e l'iniziativa fu ideata da Viglio Morini, consigliere della Pro Loco Magenta e profondo conoscitore della storia militare.
Si è evoluta negli anni coinvolgendo numerosi gruppi storici italiani ed europei, «tutti accomunati dalla passione per la ricostruzione accurata degli eventi e dalla volontà di trasmettere il valore della memoria storica».
La manifestazione richiama migliaia di persone oltre ad autorità e rappresentanti dei governi di Francia, Austria e Ungheria, Paesi coinvolti nell'evento bellico.
I luoghi veri, e i segni rimasti sui muri
Nel tempo la manifestazione ha toccato diversi luoghi simbolici della battaglia e del territorio circostante, dalla Casa Giacobbe, realmente coinvolta nei combattimenti, alla piazza del mercato, fino alla campagna di Castellazzo e ai comuni vicini come Boffalora sul Naviglio, e ogni area è stata scelta per il suo legame diretto con gli avvenimenti del 1859.
Sulla facciata principale di Casa Giacobbe sono ancora visibili, volutamente conservati dopo il restauro, i segni dei combattimenti del 4 giugno 1859.
L'accampamento storico è aperto al pubblico fin dal sabato, con la possibilità di incontrare i rievocatori, assistere alle dimostrazioni e conoscere da vicino la vita militare dell'epoca.
Il campo si allestisce nel parco di villa Naj Oleari: campo e rievocazione sono «la storia che rivive», un momento di didattica per piccoli e grandi che vogliono conoscere più da vicino modi di vivere, abiti, dettagli di soldati, dame e persone del popolo di oltre un secolo e mezzo fa.
La prima domenica di giugno
Ogni anno, la prima domenica di giugno, si svolgono il corteo e la rievocazione storica con gruppi in costumi e armi d'epoca provenienti da tutta Europa.
Dal Palazzo Comunale parte il corteo storico e istituzionale, che attraversa il centro cittadino fino all'Ossario e successivamente a Casa Giacobbe.
Sfilano tutti i corpi bandistici cittadini e la Fanfara dei Bersaglieri «Nino Garavaglia», insieme ai rappresentanti delle associazioni cittadine con i loro labari, e una rappresentanza del Nizza Cavalleria, che prese parte alla Campagna del 1859.
Tra i protagonisti delle celebrazioni ci sono i Bersaglieri, corpo che combatté nel 1859 a Magenta, e il legame è suggellato dalla Cittadinanza Onoraria al 3º Reggimento Bersaglieri.
La giornata si chiude con il suono degli inni nazionali e la salva d'onore dei cannoni.
Il 4 giugno dei bambini e la banda del 1859
Il «4 giugno dei bambini» coinvolge circa 350 alunni delle scuole cittadine in un percorso storico e didattico tra i luoghi simbolo della Battaglia, accompagnati dai volontari della Pro Loco.
La banda della città porta la data nel nome: cinque musicanti si separano dalla banda municipale e, con l'aiuto di Don Tragella, fondano la nuova banda intitolata alla battaglia di Magenta, la Banda 4 Giugno 1859.
Il 4 giugno 1893, durante le celebrazioni della battaglia, la banda indossa per la prima volta la sua uniforme ufficiale, realizzata dal sarto Carlo Dameno.
Cinquemila contro cinquantamila a Pontenuovo
Le forze alleate franco-piemontesi, guidate da Napoleone III e Vittorio Emanuele II, affrontarono l'esercito austriaco del maresciallo Ferencz Gyulay.
Il piano alleato prevedeva un attacco su Magenta da due direttrici: da nord, attraverso Turbigo, e da ovest, sul ponte del Ticino nei pressi di San Martino.
La notte tra il 2 e il 3 giugno i francesi costruirono un ponte di barche a Turbigo, permettendo l'attraversamento del 2º Corpo d'Armata del generale Mac Mahon, che all'alba divise le sue forze in due colonne, una su Boffalora e l'altra su Marcallo.
Il ponte ferroviario sul Naviglio, che gli austriaci avevano tentato di far saltare, rimase praticabile grazie al sabotaggio patriottico dell'ingegnere italiano Marcello Rougier.
I combattimenti furono durissimi a Pontenuovo, dove i francesi conquistarono e persero il ponte più volte, sotto il fuoco incrociato dell'artiglieria austriaca; cadde il generale Clèr e alcuni reparti dovettero retrocedere, mentre il 3º Corpo d'Armata francese, atteso da Novara, tardava ad arrivare e la pressione austriaca si rafforzava con i contingenti da Abbiategrasso.
A Pontenuovo cinquemila francesi resistettero per 45 minuti all'urto di oltre cinquantamila austriaci, finché la pressione combinata delle colonne alleate costrinse gli imperiali al ripiegamento.
Casa Giacobbe, Milano e la Croce Rossa
Il cuore della battaglia si spostò nel centro urbano di Magenta e i combattimenti divennero casa per casa, attorno alla stazione ferroviaria, alla vecchia chiesa di San Martino e a Casa Giacobbe.
Proprio lì cadde il generale Espinasse, ma i suoi zuavi, in un'azione di vendetta, conquistarono l'edificio infliggendo gravi perdite al nemico.
I soldati di Gyulay, esausti e demoralizzati, iniziarono la ritirata verso Milano, e al tramonto, sotto una pioggia improvvisa, la battaglia cessò.
Si stimano circa 6.000 caduti, di cui tre quarti austriaci; contando anche feriti e dispersi, i franco-piemontesi persero circa 4.500 uomini e l'esercito imperiale 10.000.
La vittoria aprì la strada a Milano, che fu liberata l'8 giugno, e Mac Mahon fu nominato Maresciallo di Francia e insignito del titolo di Duca di Magenta.
Pochi giorni dopo, a Solferino, un testimone diretto, Henri Dunant, avrebbe maturato l'idea di un'organizzazione neutrale per soccorrere i feriti sui campi di battaglia, e nacque così il movimento che avrebbe condotto alla fondazione della Croce Rossa Internazionale, una delle più importanti eredità umanitarie di quel conflitto.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della Rievocazione della Battaglia, a Magenta, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Magenta è a 400 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Marcallo - Mesero: da lì bastano 5 minuti di guida (4,8 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Nello stesso periodo, poco lontano
Se ti fermi qualche giorno, ci sono anche queste.
- Rievocazione delle Cinque Giornate a Milano — marzo
- Santi Gervasio e Protasio a Milano — giugno
- Santi Pietro e Paolo ad Arese — giugno