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Rievocazione Armistizio 1796 a Cherasco e la firma a palazzo Salmatoris 2027
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: turismoeventicherasco.it, letta il 02/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
La Rievocazione dell'Armistizio si tiene in aprile a Cherasco, in provincia di Cuneo, per l'anniversario della firma: la manifestazione ricrea nell'abitato l'atmosfera del 28 aprile 1796, giorno in cui, a palazzo Salmatoris, gli emissari di Vittorio Amedeo III di Savoia sottoscrissero la resa del regno alle armate della Repubblica francese, guidate da un giovanissimo Bonaparte. Per due giorni gruppi storici provenienti da tutta Europa, appiedati e a cavallo, montano nell'abitato un accampamento ricostruito con cura filologica, visitabile anche in notturna, illuminato dai fuochi dei bivacchi dei soldati.
Un generale di ventisei anni
Chi firmò dall'altra parte del tavolo era poco più di un ragazzo: Napoleone Bonaparte aveva solo ventisei anni quando prese il comando dell'armata d'Italia che, partita da Nizza il 2 aprile, in un'inesorabile avanzata lungo la costa, avrebbe aperto la folgorante scia di battaglie e vittorie che portarono all'Armistizio di Cherasco del 28 aprile 1796 e al celebre proclama: «Popoli d'Italia, l'esercito Francese viene a rompere le vostre catene...».
Era partito da poco e in condizioni difficili: il 9 marzo 1796 Napoleone, dopo soli due giorni dal matrimonio con Joséphine Tascher de La Pagerie, vedova Beauharnais, partì per l'Italia al comando di circa 38.000 uomini mal equipaggiati.
E soprattutto, quella campagna non doveva contare niente: dando il via a un'operazione militare che, nei piani del Direttorio, doveva essere semplicemente una manovra diversiva, poiché il vero attacco all'Austria sarebbe dovuto avvenire con l'Armée du Rhin. Andò diversamente: iniziava, invece, la prima campagna d'Italia, che avrebbe portato alla luce il genio militare e politico del generale Bonaparte, il quale, nonostante l'inferiorità numerica e logistica, riuscì a sconfiggere ripetutamente le forze austriache e piemontesi.
Le tappe di quell'avanzata hanno nomi di paesi piemontesi e liguri: numerosi furono gli scontri contro le forze armate austriache e piemontesi a Dego, Millesimo, Cairo Montenotte, Cosseria e a San Michele Mondovì, dove vi fu una storica battaglia il 19 aprile 1796 chiamata «Battaglia della Bicocca di San Giacomo» o «Presa di San Michele».
Che cosa firmarono, e che cosa costò
L'accordo chiudeva una guerra e ne apriva un'altra fase: l'armistizio fu sottoscritto il 28 aprile 1796 e mise fine alle ostilità tra la Repubblica Francese e il Regno di Sardegna.
Il conto per i Savoia fu pesante: l'armistizio, diventato poi Pace di Parigi il 15 maggio successivo, metteva fine alla prima fase della Campagna d'Italia, preludio al mito napoleonico, e sanciva l'occupazione francese del territorio sud-occidentale del Piemonte, dalla Valle Stura ad Alessandria, e delle fortezze di Cuneo, Ceva e Tortona, nonché l'abbandono dell'alleanza con gli Austriaci e la cessione di Nizza e della Savoia alla Francia.
Per una parte della popolazione, però, quel passaggio significò altro: per la popolazione ebraica presente nel territorio a dominazione francese questo evento segnò l'inizio di un primo periodo di pace e diritti civili, durato fino alla Restaurazione del 1814, perché l'armistizio, sancendo la pace fra la Francia rivoluzionaria e il Regno di Sardegna, consentì l'introduzione nel Regno dei valori della Rivoluzione e, quindi, anche dei molteplici diritti che gli ebrei avevano già acquisito Oltralpe.
Fu un momento di passaggio dall'Ancien Régime al mondo nuovo napoleonico: una rivoluzione che cambiò il volto dell'Europa, prima della restaurazione con il Congresso di Vienna del 1815.
Quattro giorni a Cherasco
Il soggiorno del generale in paese fu breve e si può ricostruire giorno per giorno: il Generale Bonaparte arrivò a Cherasco nel pomeriggio del 25 aprile 1796, nelle prime ore del 28 ci fu la firma dell'Armistizio e il 29 aprile ripartì, inseguendo il sogno di modificare la storia, una visione che in gran parte si realizzò.
Si fermò una manciata di notti sostando a palazzo Salmatoris, ed è lì che accolse i ministri del Regno di Sardegna, mandati da Vittorio Amedeo III di Savoia, che varcarono il portone del palazzo con in mano la proposta di armistizio.
Cherasco si fa chiamare la «Città delle Paci». La manifestazione è organizzata dal Comune e dall'associazione Cherasco cultura, col sostegno della fondazione De Benedetti Cherasco 1547, che a quel giorno dedica anche le proprie iniziative.
L'accampamento che si visita di notte
La rievocazione non è una sfilata ma una ricostruzione di vita militare: sono i numerosi gruppi di rievocatori appiedati e a cavallo che illustrano, con dimostrazioni e manovre, non solo armi e uniformi, ma anche le condizioni di vita degli eserciti in lotta nell'Europa di fine Settecento.
La parte più suggestiva si vede col buio: l'accampamento, ricostruito con cura filologica nell'abitato, è visitabile anche in notturna, illuminato dai fuochi dei bivacchi dei soldati, e viene allestito nel giardino attorno al castello, circondato dai platani secolari del viale napoleonico.
I gruppi arrivano da lontano: la manifestazione intende rievocare l'Armistizio del 28 aprile 1796 tra Napoleone e Vittorio Amedeo III attraverso la partecipazione di gruppi storici provenienti da tutta Europa, che, con armi e uniformi fedeli al periodo storico rievocato, fanno rivivere lo spirito dell'epoca.
E in strada non ci sono solo soldati: ci sono le truppe di fanteria e la cavalleria, impegnate in esercitazioni e addestramenti, e i civili, nei ruoli dedicati ai mestieri della sartoria o dell'acconciatore o del cioccolatiere.
Il telegrafo Chappe e la corsa delle teste
Normalmente il programma si articola su più giornate e, oltre alla rievocazione e alla battaglia tra truppe francesi, austriache e piemontesi, prevede momenti culturali legati all'evento. Ci sono i tableaux vivants di sartoria, ricamo e acconciature del periodo Napoleonico, l'addestramento delle truppe di Fanteria, il «Grand Dejeuner sur l'Herbe» con giochi e danze civili all'aperto e le esercitazioni di scherma per fanteria.
C'è una dimostrazione che riguarda le comunicazioni, e si fa da una porta all'altra del paese: «Il Telegrafo Chappe», dimostrazione sulle tecniche di trasmissione dei messaggi nel XIX secolo, fra porta Narzole e porta Belvedere.
Poi tocca ai cannoni e ai cavalli: esercitazioni di artiglieria — colpi singoli, in batteria — manovre di cavalleria, corsa delle teste, carosello dei cavalieri.
Il momento centrale è la firma, messa in scena davanti al municipio: schieramento dei reparti davanti al Municipio per la rievocazione della firma dell'Armistizio tra plenipotenziari francesi e piemontesi, e alla fine scene di giubilo e festa per le strade, concerto finale di musica napoleonica.
Prima ancora, il corteo attraversa il paese fino al palazzo della firma: il corteo si raduna davanti al Palazzo Comunale di Cherasco, in Piazza del Municipio, ed è scortato da un plotone di volontari nei costumi della Grande Armata, guidati dal generale Napoleone Bonaparte a cavallo fino al cortile di Palazzo Salmatoris.
Dalla prima rievocazione del 1955
La manifestazione di oggi ha una data d'inizio recente — è organizzata a Cherasco dal 2007 — ma non è la prima volta che il paese rifà quella scena: la prima rievocazione storica dedicata all'armistizio del 1796 si svolse nella «Città delle Paci» nel 1955, con protagonista il pittore cheraschese Romano Reviglio nel ruolo di Napoleone.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la Rievocazione dell'Armistizio a Cherasco richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Bra, a 6,0 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Cherasco, e il tragitto è di 2,0 chilometri per 2 minuti di guida.
Nello stesso periodo, poco lontano
Chi passa di qui a aprile trova anche questi appuntamenti.
- Danza delle Spade a Bagnasco — maggio
- Giostra dell'Oca a Fossano — giugno
- Festa della Segale a Valdieri — agosto