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Folklore e Rievocazioni

Rievocazione dei Fagioli dell'occhio a Refrancore con la distribuzione di fagioli con le cotiche 2027

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 26 al 28 maggio 2026

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: atnews.it, letta il 19/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

La Sagra dei Fagioli dell'Occhio si celebra a Pentecoste a Refrancore, in provincia di Asti. Il momento culminante è la distribuzione gratuita dei fagioli con l'occhio di Refrancore, preparati con un'antica ricetta custodita da poche persone della Pro Loco. La Pentecoste a Refrancore è segnata dalla rievocazione di un'antica usanza dei feudatari locali, che svuotavano i magazzini di fagioli per accogliere il nuovo raccolto.

Svuotare i magazzini, e farlo sapere

A Pentecoste a Refrancore ancora oggi si mangiano i fagioli con le cotiche e lo zampino di maiale per richiamare la tradizione medievale, con il feudatario dell'epoca che sfruttava questo momento di condivisione per svuotare i magazzini, mostrandosi generoso verso la popolazione.

La sostanza era comunque un pasto vero per chi non ce l'aveva: la festa nasce dalla tradizione medievale di svuotare i magazzini di fagioli per fare spazio al nuovo raccolto in arrivo, e in quell'occasione veniva organizzato un banchetto per i più bisognosi.

Il piatto, e le pentole portate da casa

La distribuzione è il momento che tutti aspettano: il momento culminante dell'evento è la distribuzione gratuita dei fagioli con l'occhio di Refrancore, preparati con un'antica ricetta custodita da poche persone della Pro Loco.

Prima della pandemia, ciascuno si portava da casa la pentola per ricevere la porzione da mangiare poi in famiglia. La quantità di cibo che si cucinava si misura in recipienti: si arrivava fino a 24 pentoloni sui fuochi per dare da mangiare a tutti.

C'è anche una parte scenica che il paese vorrebbe far tornare com'era: alcuni ricordano, a Refrancore, gli antichi fasti della festa di Pentecoste, con tanto di sfilata storica e ricostruzione di quello che succedeva nel Medioevo, e l'obiettivo è di riportare la rievocazione storica come si faceva negli anni Settanta.

Un fagiolo che era sparito

Il legume che dà il nome alla sagra non è un fagiolo qualsiasi: il Fagiolo dell'Occhio di Refrancore, in Piemonte, è l'unico fagiolo autoctono del Vecchio Mondo, già coltivato da Greci e Romani per le sue importanti proprietà benefiche e nutritive per l'organismo.

Erano coltivati nei campi intorno a Refrancore sin dal Medioevo, poi quella tradizione antica si è persa, ma ancora oggi echeggia nel nome: i «faseu bon dal Francù», i piccoli fagioli dall'occhio, tipici di un paese peraltro più noto per la produzione del biscotto Finocchino.

Il motivo della scomparsa è economico: «dimenticato» per lasciare spazio a varietà nordamericane che avevano quotazioni più basse, è stato riscoperto e «restituito» alle tavole.

Il seme ritrovato a Centallo

A fare da pioniere è Matteo Nespolo, agricoltore di 27 anni, che ha ripiantato questo antico legume ed è diventato la bandiera della sua azienda Cascina Vergano.

Lo dice con parole sue: «ho cominciato a ripiantare i fagioli dall'occhio perché nessuno più li coltivava a Refrancore ed è un vero peccato perdere una tradizione così antica. Ho ritrovato l'antico seme, il dolico nano, a Centallo, nel Cuneese.»

E oggi la sagra usa solo quelli: una tradizione impreziosita di recente dal fatto che si utilizzano solo i fagioli dell'azienda Cascina Vergano, che ha sede a Refrancore e ha avuto il merito di ripristinare la varietà tipica del paese, il fagiolo con l'occhio. È una semente autoctona, un tempo molto diffusa, che risveglia interesse nelle giovani generazioni.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Refrancore richiede un piccolo spostamento, e ne vale la pena. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Rocchetta Tanaro-Cerro, a 8,5 chilometri da Refrancore, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Asti Est ha davanti un percorso di 9,4 chilometri che in 11 minuti porta a destinazione.

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