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Sbarco dei Saraceni a Positano 2027 - Il grido Posa Posa e il finto incendio del paese
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: positanonotizie.it, letta il 19/09/2026.
Lo Sbarco dei Saraceni si rievoca a Positano, in provincia di Salerno, in agosto: il 14 con la rievocazione dell'arrivo del quadro della Madonna bizantina, il 15 con la processione per le vie del paese e i fuochi pirotecnici a mezzanotte, e il 28 con la rappresentazione «Vicoli in arte – Posa Posa – Lo sbarco dei Saraceni», sulla Spiaggia di Marina Grande. La rappresentazione mette in scena lo sbarco dei pirati saraceni sulla Spiaggia Grande, il finto incendio del paese e l'intervento della Madonna, la cui voce grida «Posa, Posa!» perché l'icona sia lasciata a terra. La festa in costume fu ideata nel 1954 dall'ammiraglio Paolo Aloisi e arrivò a schierare circa quattrocento attori e figuranti.
Una voce che viene dal quadro
Secondo la leggenda, nella notte del 14 agosto una banda di pirati saraceni sbarcò sulla Spiaggia Grande di Positano. Dopo aver messo a ferro e fuoco il paese con una serie di razzie e violenze, i predoni trafugarono l'immagine sacra del quadro della Madonna nera, un'icona bizantina del XII secolo. Lo sbarco è collocato nella seconda metà del XVI secolo.
Erano quasi al largo quando scoppiò una furibonda tempesta, e allora si sentì qualcosa: tra l'ululato del vento e i muggiti del mare in tempesta si udì la voce della Vergine che chiedeva di essere lasciata a terra: «Posa, Posa!».
I pirati cedettero e cambiarono religione: i marinai obbedirono e, convertitisi alla fede cristiana, riuscirono a dirigere il veliero verso l'insenatura dove la Madonna venne sbarcata. Nel luogo in cui fu ritrovata la sacra immagine fu edificata una chiesa in onore della Vergine, e attorno vi sorse il paese.
Da quel grido, dice la tradizione, viene anche il nome del paese: l'origine del nome di Positano è legata proprio all'icona bizantina che rappresenta la Vergine, razziata dai Saraceni e riportata a terra dopo la tempesta.
Quattrocento figuranti e un paese che brucia
Circa quattrocento attori e figuranti con caratteristici costumi mettevano in scena lo sbarco dei saraceni e l'intervento miracoloso della Madonna, quindi il finto incendio del paese e il rapimento delle vergini.
E si faceva a luci spente: i combattimenti imperversavano in tutto il circondario, anche sulle case, dove c'erano dei manichini che venivano gettati giù inscenando il combattimento, e questo avveniva tutto al buio, perché nel paese veniva staccato ogni tipo di illuminazione durante la rappresentazione.
Anche i turisti finivano dentro la scena: l'intuizione fu proprio quella di coinvolgere nella giocosa kermesse anche i turisti, armati di spade di legno, turbanti di carta, elmi e corazze di latta, felici di improvvisare duelli lungo le viuzze del paese verticale.
L'elefante di paglia raccontato da Buzzati
Dino Buzzati la riassunse così: «L'irruzione delle feluche piratesche, l'assalto al paese, il rapimento della dogaressa, l'incendio fantasmagorico dell'intera Positano a base di bengala, falò, mortaretti, brulotti, fuochi artificiali e proiettori, ingresso solenne, in groppa a un elefante di paglia manovrato da 18 uomini, dell'ammiraglio Aloisi nella parte di sultano, rapimento dell'immagine sacra, quindi controffensiva dei Positanesi, sconfitta dei turchi e finale intervento della Madonna che costringeva il barbaro a ripristinare il quadro nelle mani del vescovo».
L'ammiraglio che se l'era inventata
La festa in costume ha un ideatore, un sindaco che disse subito di sì e un costumista.
Nel 1954 venne ideato un vero e proprio evento su questa leggenda per merito dell'ammiraglio Paolo Aloisi. Il sindaco Sersale approvò subito l'idea: per i costumi fu incaricato lo scenografo Roberto Scielzo.
La rievocazione si teneva la sera di Ferragosto, con la regia firmata da Citto Maselli.
La serata finiva sulla sabbia, con una cena minima: tutto il paese era coinvolto nell'evento e, al termine di questo, ci si recava in spiaggia a mangiare pane e melone.
E poi si è fermata per il suo stesso successo: da anni ormai la manifestazione così grande non si svolge più, perché il paese veniva invaso all'inverosimile.
Posa posa, in forma di musical
Giulia Talamo, imprenditrice e attrice, decise, d'intesa con il giovane sindaco Giuseppe Guida e il parroco di Santa Maria Assunta don Danilo Mansi, di restituire vita alla manifestazione. In forma però di musical, titolo «Posa posa», trasportando le vicende a cent'anni dopo con flashback sulla leggenda medievale della miracolosa Madonna bruna arrivata dal mare.
Il prologo racconta l'arrivo del quadro: una nave che, in fuga dagli attacchi dei saraceni, dopo una violenta tempesta si trova ancorata nelle acque di Positano, e trasporta il quadro di una Madonna sottratta alla furia iconoclasta che sconvolge l'impero bizantino; c'è bonaccia, impossibile riprendere la navigazione, fin quando una voce non ripete più volte «Posa posa». È il 14 agosto, e sull'arenile verrà eretta la chiesa dell'Assunta.
Il cuore dello spettacolo invece è una storia d'amore: nucleo centrale, cent'anni dopo, è l'amore, osteggiato dalle famiglie, tra Leandro e Fiorenza, sorta di Romeo e Giulietta sullo sfondo dell'incursione dei saraceni che rubano l'icona sacra della Madonna. Leandro viene preso dai pirati, Fiorenza prega la Vergine, la notte si accende di luce, mentre Maria comanda agli infedeli di restituire il dipinto.
In scena non ci sono solo professionisti: partecipano anche i ragazzi della Scuola di Arti Sceniche di Positano, e con la presentazione fatta a scuola sono stati coinvolti tutti i ragazzi del paese, dalle elementari alle medie.
Quando e dove si guarda
Il calendario di agosto tiene insieme la rievocazione, la processione e i fuochi.
Il 14 si rievoca l'arrivo del Quadro della Madonna Bizantina (POSA-POSA) con una rievocazione storica dello sbarco dei saraceni. Il 15 la processione nelle vie del Paese e a sera i famosissimi fuochi pirotecnici.
La rappresentazione è prevista per il 28 agosto, con il titolo «Vicoli in arte – Posa Posa – Lo sbarco dei Saraceni». Il luogo è la Spiaggia di Marina Grande e il Molo Léonide Massine.
I fuochi si guardano soprattutto dall'acqua: centinaia le barche e i panfili che arrivano ogni anno nella piccola baia da tutte le località della Costiera Amalfitana e dalla Costa Sorrentina, da Castellammare a Sorrento, da Salerno ad Amalfi, per ammirarli dal mare mentre si innalzano nel cielo a mezzanotte, ripiegandosi poi nei riflessi delle onde.
Le pietre bucate
Accanto allo spettacolo c'è una credenza che riguarda dei sassi raccolti sulla spiaggia.
La festa mescola riti sacri e profani, antiche credenze (come quella delle pietre bucate raccolte dopo il passaggio della Madonna a cui si attribuiscono poteri taumaturgici), suoni e danze popolari e una spettacolare rievocazione storica.
Chi cuce i costumi e chi fa le spade
Dietro i quattrocento figuranti ci sono botteghe e famiglie del paese.
Le armi di scena vengono da tre generazioni della stessa famiglia: tre generazioni di artigiani del legno e «armaioli per l'occasione», Ferdinando, Crescenzo Senior e Crescenzo Junior.
I vestiti hanno altrettanti nomi: Lina Pollio, stilista e costumista per i saraceni; Giulio, il sarto per eccellenza; Antonietta e Maria Rosaria tagliano le stoffe per i costumi.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Positano richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Castellammare di Stabia, a 27 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Vico Equense, e il tragitto è di 19 chilometri per 28 minuti di guida.
Che altro succede in provincia di Salerno
Se sei in zona, poco lontano si tengono anche queste.
- A Chiena a Campagna — agosto
- Historiae Volceianae a Buccino — agosto
- Rievocazione Storica della Congiura dei Baroni a Teggiano — agosto