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Capodanno Bizantino ad Amalfi 2026 - L'anno nuovo comincia il 1° settembre
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.
Il Capodanno Bizantino si celebra il 31 agosto e il 1º settembre ad Amalfi, nella provincia di Salerno, e nella vicina Atrani. Ad Amalfi c'è un anno nuovo che non comincia in inverno: comincia il 1º settembre, la data che nel mondo bizantino segnava l'avvio dell'anno fiscale e giuridico, il momento in cui si apriva l'indizione, il ciclo di quindici anni con cui notai e funzionari datavano gli atti pubblici e privati. Un corteo di oltre cento figuranti in abiti medievali accompagna il nuovo Magister di Civiltà Amalfitana fino alla cappella di San Salvatore de' Birecto ad Atrani, dove viene investito.
Il giorno in cui entravano in carica i comites
Quel giorno entravano in carica i comites, cioè i capi della Repubblica Marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica, che erano di nomina annuale.
La prassi fu in voga dall'839, anno di nascita della repubblica autonoma, alla prima parte del X secolo; poi fu ripresa con l'istituto dell'elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d'Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguì fino ai Borbone. Quel giorno ricorda anche la fondazione stessa della Repubblica autonoma, avvenuta il 1º settembre 839.
Amalfi, del resto, era territorio periferico e autonomo dell'Impero d'Oriente prima di affermarsi come Ducato indipendente: una città di origine romanica e bizantina che ha conservato la memoria di quella scansione del tempo. Il sistema dell'indizione fu utilizzato sin dal 312 d.C.
Il berretto che ha dato il nome alla cappella
La meta del corteo è la cappella di San Salvatore de' Birecto ad Atrani, l'antica cappella ducale dove venivano incoronati i dogi di Amalfi. Il nome deriva dal birecto, il berretto ducale che era il simbolo del potere: i duchi venivano incoronati con la consegna della clamide e del berretto.
Prima ancora, in epoca pre-ducale, nell'atrio della chiesa avveniva l'investitura dei comites; e più tardi, in età angioina, vi si riunivano i Parlamenti costituiti dai sindaci delle città costiere annualmente eletti. L'odierna sfilata parte da questa chiesa proprio per questa ragione storica.
Le due città che si dividono la festa sono le stesse di allora: Amalfi e Atrani, le uniche civitates della Repubblica Amalfitana almeno sino alla metà dell'XI secolo.
Il Magister, e il nome che si scopre all'ultimo
Il titolo di Magister di Civiltà Amalfitana viene assegnato ogni anno a una personalità d'origine o di adozione della nazione amalfitana che si è distinta per particolari meriti in un settore della civiltà amalfitana medievale: dall'imprenditoria alla religione, dalla politica alla scienza, dal diritto all'arte, dalla marineria alla solidarietà e alla diplomazia — campi che trovano un punto di fusione nell'invenzione della bussola.
Ogni settore è dedicato a un personaggio della storia di Amalfi: al cardinale e teologo Pietro Capuano quello per la Religione, al Duca Mansone I quello per la Politica, a Lorenzo d'Amalfi — distintosi per l'originalità degli studi classici e dell'uso delle fonti — quello per la Scienza, a Giovanni Augustariccio quello per il Diritto, al traduttore Giovanni d'Amalfi quello per l'Arte, a fra' Gerardo Sasso, fondatore dell'ordine dei Cavalieri Ospitalieri poi Cavalieri di Malta, quello per la Solidarietà e la Diplomazia, e a Flavio Gioia quello per la Marineria. Ogni edizione si costruisce intorno a un tema scelto attorno al nome del Magister, e la sua identità viene svelata solo qualche giorno prima dell'evento.
L'investitura avviene sul sagrato della chiesa di San Salvatore de' Birecto, alla presenza dell'Arcivescovo di Amalfi-Cava de' Tirreni, con un rito ispirato all'incoronazione medievale dei Duchi di Amalfi e proclamato in latino medievale. Subito dopo il Magister viene presentato ai cittadini sulla scalinata del Duomo di Sant'Andrea, dove il corteo si dispone sull'imponente scalinata.
La commissione che assegna il titolo è composta dai Sindaci di Amalfi e di Atrani, dagli Assessori alla Cultura dei due comuni, dal Presidente del Centro di Cultura e Storia Amalfitana e dagli ideatori del Capodanno Bizantino.
Cento figuranti, e un matrimonio del 1002
Il corteo ricalca quello che annualmente sfila in occasione della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, ma qui va in una versione più ricca. Quello che mette in scena è un matrimonio preciso: il seguito di Sergio III, figlio del duca di Amalfi Giovanni I e nipote del duca Mansone I, e di Maria, figlia del principe di Benevento e Capua Pandolfo II, nel giorno delle loro nozze, avvenute nel 1002.
In fila ci sono oltre cento figuranti: esponenti del governo ducale, nobili, cavalieri, dame, paggi, valletti, arcieri e marinai, popolane e fioraie. Gli abiti sono i costumi disegnati nel 1955 dallo scenografo del San Carlo di Napoli, Roberto Scielzo.
Fra i figuranti c'è una rappresentanza di cosiddette «popolane», o meglio donne della borghesia trecentesca che, seppur successiva all'epoca delle nozze di Sergio III, sono significative dell'importanza che Amalfi ebbe sotto il regno Angioino.
Quello che si celebra è l'apogeo della Repubblica intorno al Mille, quando le navi amalfitane solcavano sia il Mediterraneo orientale sia quello occidentale creando «colonie virtuali» nei principali centri dell'impero bizantino.
Da Piazza Santo Spirito ad Atrani, a piedi
Il giorno del corteo comincia nel tardo pomeriggio: gli Sbandieratori e Musici Città Regia partono dalla Valle dei Mulini e annunciano la sfilata. Poi il Corteo Storico prende le mosse da Piazza Santo Spirito, attraversa tutta la città di Amalfi e raggiunge a piedi Atrani, lungo il breve tratto di costa che unisce i due borghi. Dopo l'investitura la strada si rifà al contrario, verso il Duomo di Amalfi.
Il 31 agosto, nell'Arsenale della Repubblica, si tiene un convegno di studi sull'Amalfi medievale declinato sul tema dell'edizione, seguito dalla lectio magistralis e dall'intervista pubblica al nuovo Magister, fra l'Arsenale e Largo Duca Piccolomini.
Intorno ci sono gli spettacoli: l'esibizione dei Pistonieri di Santa Maria del Rovo, lo storico gruppo di Trombonieri di Cava de' Tirreni che sfila da Piazza Duomo a Piazza Municipio, una Serata Medievale e l'esibizione dei Falconieri dell'Irno. Per i più piccoli c'è l'incontro con veri falconieri e i loro rapaci — poiane, falchi e gufi — che svelano i segreti del volo e dell'antica arte della falconeria, sotto la guida di esperti in costume storico, e la possibilità di diventare cavaliere o dama per una notte. Le due città, intanto, si colorano con drappi e stemmi di antiche casate medievali.
Un rito civico, non una festa per turisti
La manifestazione nasce da un'idea del medievalista amalfitano Giuseppe Gargano, che la ideò intorno al 1980, e prende forma nel 1999: da allora è cresciuta fino a diventare uno degli appuntamenti identitari della Costiera Amalfitana.
È organizzata dal Comune di Amalfi in collaborazione con il Comune di Atrani e il Centro di Cultura e Storia Amalfitana, è finanziata dalla Regione Campania ed è censita nel catalogo nazionale delle rievocazioni storiche curato dall'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura.
Non è dunque una festa costruita a tavolino per i visitatori: è un rito civico che la città ha scelto di darsi, con una base storiografica solida e un convegno di studi che ogni anno ne rinnova i contenuti.
Come arrivare alla festa
Arrivare ad Amalfi per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Vietri sul Mare-Amalfi, a 21 chilometri da Amalfi, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Vietri sul Mare ha davanti un percorso di 20 chilometri che in 18 minuti porta a destinazione.
Nello stesso periodo, poco lontano
Se ti fermi qualche giorno, ci sono anche queste.
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