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Tana dei Turchi a San Terenzo (Lerici, SP) 2027 - La grotta dietro al castello e lo sbarco dal mare
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
La Tana dei Turchi è la rievocazione storica che si tiene a San Terenzo, frazione di Lerici, in provincia della Spezia, in Liguria, in estate e per un intero fine settimana. Al calare del sole i Turchi giungono dall'orizzonte marino a bordo delle loro imbarcazioni e ingaggiano con gli armigeri a difesa del paese una battaglia che si conclude sotto le mura del castello; per tutto il fine settimana il lungomare ospita il mercato di Portiolo, con banchi e atmosfere ispirati al mondo medievale. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco.
La grotta che ha dato il nome alla festa
Si racconta che, dopo aver respinto l'assalto degli invasori, gli abitanti di San Terenzo avrebbero fatto prigionieri i Turchi superstiti, rinchiudendoli nella grotta che ancora oggi si trova dietro al castello. Sebbene questa grotta sia ora sepolta dalla storia e dalla sabbia, continua a portare il nome evocativo di «Tana dei Turchi».
I coraggiosi santerenzini, arroccati nel castello, misero in fuga gli assalitori, ma una scialuppa di malcapitati non riuscì a prendere il largo e, secondo la tradizione, i loro corpi giacciono ancora insepolti nella grotta che, da allora, è chiamata così.
I Turchi veri, e le torri costruite per vederli arrivare
L'evento prende ispirazione dalle incursioni piratesche che tra il XVI e il XVII secolo interessarono le coste del Levante ligure: in quegli anni le scorrerie dei corsari ottomani e barbareschi rappresentavano una minaccia costante per i borghi marinari, tanto da portare alla costruzione di torri di avvistamento e sistemi difensivi lungo tutta la costa.
Chi arrivava dal mare veniva chiamato con un nome solo. I pirati saraceni che facevano la loro comparsa dalle coste del Tirreno e del Mediterraneo sono noti con un unico e spaventoso nome: i Turchi, e il loro scopo era saccheggiare, rapire e persino uccidere gli inermi abitanti locali. L'arrivo dei Turchi costringeva i santerenzini a cercare rifugio sulle colline circostanti e nei boschi del paese; alcuni preferivano cercare protezione dietro le solide mura del castello, che si ergeva imponente sul promontorio. Secondo la tradizione, gli abitanti avrebbero poi inflitto una sconfitta epica ai Turchi dopo una feroce battaglia.
Il castello: le prime notizie nel 1360, e una torre alta dieci metri
Il Castello di San Terenzo si erge in posizione dominante sul borgo marinaro di San Terenzo, nel golfo dei Poeti in provincia della Spezia, su un basso sperone roccioso affacciato sul mare, e le sue origini si perdono probabilmente nei secoli centrali del Medioevo, quando le incursioni dei pirati saraceni erano tutt'altro che rare lungo tutte le coste della Penisola: da quel periodo riecheggiano sia la tradizione della scorreria respinta sia il nome dato alla grotta sottostante.
Le prime testimonianze nei documenti scritti sono ben posteriori: nel 1360 sappiamo che un tale Rossi era il castellano del paese, mentre le forme che possiamo vedere oggi sono ancora posteriori, e il castello venne probabilmente costruito nel corso del Quattrocento, forse dagli stessi abitanti del borgo.
La fortificazione nacque dapprima come torre di avvistamento e fu poi modificata in bastione per la difesa del borgo, e all'inizio era solo un'unica torre quadrata, dotata di merli e alta una decina di metri. Oggi il castello è dotato di una prima cinta muraria pentagonale con tre angoli muniti di torrette, sulle quali si aprono delle feritoie utili a controllare il mare da diverse angolazioni, e nella parte più interna si trova una massiccia costruzione a pianta poligonale su cui si erge la torre merlata di sette metri di lato, alta dieci metri; verso terra un ampio barbacane rinforzava il muro di fronte al fossato, oggi riempito, ma una feritoia del baluardo nord ne indica l'antica presenza. L'edificio rientra nel grande sistema difensivo messo a punto dalla Repubblica genovese nel golfo della Spezia tra la fine del XVI secolo e l'inizio del successivo, fronteggiato dalla più imponente fortezza di Lerici.
Anche i suoi comandanti hanno lasciato un nome: fra i primi castellani vi fu Giovanni da Mongiardino, già castellano di Lerici nel 1401, al comando di otto balestrieri, sostituito poi dal santerenzino Giacomo Rossi, che combatté contro i Pisani ricevendo l'elogio di Simone Boccanegra. In un atto di fine XVI secolo il podestà Gregorio Cadamartori, in una relazione al doge di Genova Davide Vaccari, lo descrive testualmente «castellotto costruito alli anni passati dalla gente di detta villa». Fra XIX e XX secolo il castello venne trasformato in caserma per marinai, soldati e guardia di finanza, e a inizio Novecento fu utilizzato come stazione fotoelettrica per la difesa del Golfo.
Due giorni di mercato, fuoco e cartomanti
La rievocazione occupa il borgo per un fine settimana di metà estate. Solitamente, a metà di luglio, giunge il momento tanto atteso: la giornata della rievocazione storica, un evento che coinvolge l'intero pittoresco borgo di San Terenzo, che si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto con figuranti in costume, scenografie storiche e momenti narrativi.
Il lungomare cambia mestiere: per tutto il fine settimana ospita il tradizionale mercato di Portiolo, con banchi, sapori e atmosfere ispirati al mondo medievale. I visitatori passeggiano tra le bancarelle dove figure in abiti d'epoca sono pronte a diventare protagoniste delle fotografie e a rispondere alle domande sulla vita medievale, mentre per le vie si susseguono il corteo storico, gli abili sbandieratori, gli spettacoli di giocoleria con il fuoco, i fachiri, i trampolieri, le danzatrici e un'area dedicata ai più piccoli.
I visitatori possono degustare l'ormai celebre «Ippocrasso della Castellana», antico vino speziato della tradizione medievale, e lasciarsi incuriosire dalla lettura dei tarocchi tra cartomanti e veggenti. Anche il castello apre le sue porte al pubblico in questa occasione, trasformandosi in un accampamento suggestivo per gli armigeri e gli amanti della storia medievale.
Lo sbarco al tramonto, e la battaglia sotto le mura
Mentre il sole si prepara a lasciare il posto all'oscurità, l'attesa si fa sempre più trepidante, con la comparsa dei temibili Turchi, che giungono dall'orizzonte marino a bordo delle loro imbarcazioni.
Da qui ha inizio la rievocazione della battaglia per il controllo del lungomare del paese, in cui il coraggio dei santerenzini si scontra con la minaccia dei Turchi. La lotta medievale si svolge tra le strade e gli spiazzi del borgo, culminando sotto le mura del castello, dove, sotto le luci soffuse e le note di musiche tradizionali, i Santerenzini ristabiliscono il loro dominio.
Uno spettacolo pirotecnico illumina il cielo notturno segnando il trionfo dei santerenzini, poi arriva un finale a sorpresa e la festa continua con il dj set, che trasforma il lungomare in una discoteca a cielo aperto. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a San Terenzo richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Ca' dei Boschetti, a 5,8 chilometri da San Terenzo, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di A15 La Spezia - Parma si trova un percorso di 1,7 chilometri che in 2 minuti porta a destinazione.