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Folklore e Rievocazioni

Agosto Medievale a Ventimiglia 2027 - Il rito del Cintraco e la regata dei Sestieri

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
31 luglio 2026
Dove via Garibaldi, Ventimiglia

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: riviera24.it, letta il 20/09/2026.

A Ventimiglia Alta, fra fine luglio e i primi giorni di agosto, per cominciare la festa bisogna chiedere il permesso. Lo si chiede al Camerlengo della Contea, con un cerimoniale, e finché non è concesso le competizioni non si aprono. Anche la burocrazia, qui, assume un aspetto medievale.

I sei sestieri e i loro palchi

La città storica è divisa in sei sestieri, e sono loro il cuore della manifestazione: Auriveu, Burgu, Campu, Ciassa, Cuventu e Marina. Ognuno schiera i propri figuranti, gareggia nei giochi storici e partecipa al corteo, in una competizione che intreccia orgoglio di quartiere, memoria storica e spettacolo.

Ogni sestiere ha il suo palco, e la mappa è fissa: Auriveu in piazza Colletta, Burgu in piazza San Giovanni, Campu in piazza Rocchetta, Ciassa in vico Saonese, Cuventu in piazza delle Erbe, Marina in salita Monsignor Daffra. Intorno, per la Città Alta, si muovono musici, giullari, mangiafuoco, giocolieri e artisti; ci sono i banchi della Corporazione, le taverne, il mercato medievale, l'attendamento con gli strumenti di tortura e i giochi di una volta, e in piazza della Cattedrale l'accampamento dei rapaci. Alla Taberna «À vurpàira» si degustano i sapori intemeli. In serata arriva la Notte del Corsaro Nero e delle Corporazioni.

La Permissione e il Cintraco

L'apertura è il Raduno della Permissione, e comincia al rintocco della ventunesima ora. Lungo via Garibaldi sfila il corteo storico con i figuranti che rappresentano le più antiche famiglie nobili di Ventimiglia; i Sestieri sfilano con il proprio Gonfalone, accompagnati da sbandieratori e tamburini, insieme alle Maestranze Comunali e ai rappresentanti della Federazione Italiana Giochi Storici.

Il corteo culmina nella Cattedrale di N.S. Assunta, dove i rappresentanti delle nobili famiglie compiono la Cerimonia dell'Offerta del Cero, seguita dalla benedizione del Palio Marinaro. Al termine della funzione si chiede ufficialmente il permesso di iniziare le competizioni — la richiesta arriva dal terrazzo della caserma dei carabinieri — e il Camerlengo della Contea di Ventimiglia nomina il Cintraco, secondo un cerimoniale molto scenografico. È il Cintraco a chiedere l'allestimento dei campi di gara, con saggio d'arme, alfieri, sbandieratori e musici dei Sestieri.

Poi si comincia a giocare. Nella serata del secondo martedì del mese, esaurita l'ufficialità del Raduno, i musici e gli alfieri dei Sestieri si sfidano nell'antica arte dei giochi di bandiere: è l'Asteludo, che si tiene a Marina San Giuseppe. Il giovedì tocca alla Correria notturna, una staffetta che porta la simbolica «fiaccola nervina» dalle rovine della città preromana al centro della piazza medievale sullo Scoglio, retta da corridori «alfieri» medievaleggianti; l'idea viene dall'ottocentesca Palingenesi. I balestrieri, intanto, si sfidano nel torneo di tiro in precisione a Ludum Balistre.

Congiure, tradimenti e Lascaris

Le Figurazioni storiche sono la parte che cambia ogni anno: i figuranti delle Compagnie di Sestiere riportano in vita episodi di storia cittadina sempre diversi, e il corteo non è una sfilata ma un racconto, che narra sei momenti della vita di un personaggio o di un avvenimento vissuto nella Ventimiglia di quel periodo.

Un anno i sei sestieri si sono divisi così le vicende del territorio: Marina ha raccontato Il tradimento di Filippo Maria Visconti, del 1418, con la vicenda di Beatrice Lascaris di Tenda; Burgu I giochi di potere di Giovanni I Grimaldi, del 1439; Ciassa La cospirazione di Pomellina Fregoso, del 1457; Cuventu Il complotto dei Lascaris di Briga, Lamberto Grimaldi e Ludovico di Savoia, del 1475; Auriveu Il fratricidio di Luciano Grimaldi, del 1505; Campu La congiura di Andrea e Bartolomeo Doria, del 1523. Un altro anno il tema è stato la Famiglia Lascaris di Ventimiglia.

Sono storie di matrimoni, omicidi e patti firmati con la forza, di legami che si intrecciano e di territori che si uniscono e si dividono, fra Ventimiglia e il Principato di Monaco. I Grimaldi e i Doria erano due famiglie genovesi rivali, ma nel 1491 Francesca Grimaldi, sorella del signore di Monaco, sposò Luca Doria, signore di Dolceacqua; nel 1523 il figlio Bartolomeo Doria assassinò a Monaco lo zio Luciano Grimaldi, con l'obiettivo di conquistare la rocca. La congiura non ebbe l'esito sperato: Bartolomeo dovette fuggire e si rifugiò a Ventimiglia. Dolceacqua e i comuni del suo feudo — Apricale, Isolabona e Perinaldo — restarono senza reggente, e il 3 novembre 1523, nel giardino degli aranci del Palazzo Grimaldi, i loro fiduciari prestarono giuramento di fedeltà a Monaco nella persona di Agostino Grimaldi, vescovo di Grasse e signore di Monaco. Ventimiglia, per vendetta, fu data alle fiamme: mura e archivio cittadino andarono distrutti.

Notte della Contesa

L'ultima domenica di luglio si entra nel vivo della sfida. È la Notte della Contesa, una serata divisa in vari momenti che ha l'atmosfera di un torneo medievale, e in cui gli alfieri dei Sestieri si affrontano nei giochi di antica tradizione: la corsa con l'anello, l'albero della vita, il portatore e il tradizionale tiro alla fune. Ci sono anche il Torneo degli Sbandieratori e dei Musici, a cura delle scuole dei Sestieri, e le esibizioni degli Sbandieratori di Ventimiglia, che fra tamburi, chiarine e bandiere colorate tengono viva un'arte antica.

Regata sul miglio marino

La prova più attesa si corre in acqua. Nel tardo pomeriggio della seconda domenica, dopo il corteo che raffigura la Processione delle Maestranze sullo specchio d'acqua della Margunaira, i sei gozzi liguri a bancale fisso si sfidano sul miglio marino nella Regata dei Sestieri, con equipaggi di quattro vogatori e un timoniere. Il campo di gara è lo specchio d'acqua spezzato dalla foce del Roia, e la gara si combatte fino all'ultima palata di remo; chi la corre si allena per mesi.

Il premio è il Carbaso, il palio cittadino, chiamato anche Palio Marinaro: non è una coppa, ma un'opera pittorica, un dipinto su tela che raffigura alcuni particolari del fatto storico scelto per la rievocazione dell'anno, firmato dall'artista Cony Shesson. Alla regata si accompagna una giornata dedicata alle attività ludiche in mare, con le associazioni marinaresche ventimigliesi.

La chiusura è il lunedì: i rappresentanti dei Sestieri, in abito storico, con gonfaloni, sbandieratori e tamburini, percorrono in corteo le vie cittadine fino a Piazza della Cattedrale, dove i figuranti replicano una parte saliente della propria figurazione. Poi si leggono le classifiche e si assegna il Palio Città di Ventimiglia.

Cinquant'anni dal 1974

Dietro c'è una data, e una festa più antica. Nel Medioevo la celebrazione dell'Assunta era a Ventimiglia un irrinunciabile momento di aggregazione popolare, retaggio delle festività romane dedicate alla Federazione Latina. Nei tre giorni che precedevano il Ferragosto i giovani si cimentavano in guerresche «bataiole», fra i «barzamin» del Castello e quelli delle Ville, mentre la gioventù marinara si sfidava in spossanti regate e i notabili preparavano con grande pompa la Processione delle Maestranze. La sera della vigilia arrivava gente da ogni parte del contado e dalle vicine Diocesi per assistere al miracoloso sgorgare di un'acqua da una stella scolpita sulla parte sinistra del peristilio della Cattedrale; il giorno della festa, dopo la messa, il Vescovo benediceva il mare e il naviglio della flotta locale, e nel pomeriggio si chiudeva con la Processione.

La rinascita è del 1974, quando la Cumpagnia d'i Ventemigliusi — nata ispirandosi alle antiche «compagne» medievali, con figure come i Consoli e il Parlamento — e il comitato di quartiere di Ventimiglia Alta decisero di ridare vita alla festa patronale di San Secondo, prendendo contatto con la città di Asti, anch'essa devota allo stesso santo: da quello scambio arrivarono a Ventimiglia gli sbandieratori astigiani. Nel 1975 venne costituito un comitato ufficiale, che pose le basi dell'evento come è conosciuto oggi. Da lì è cominciato un percorso fatto di entusiasmo, difficoltà, competizioni fra sestieri, profonde crisi e rinascite.

Le radici, dicono gli organizzatori, stanno nei culti delle popolazioni preromane e sono arrivate fin qui attraverso i riti cristiani dell'Assunta. Nel tempo sono nate anche le iniziative collaterali — la Regata Storica, il Festival di Musica Antica, il Gruppo Balestrieri — e i migliori tamburini e sbandieratori dei Sestieri venivano radunati dal Comitato Agosto Medievale per rappresentare in trasferta quel folclore ventimigliese, allora l'unico in tutta la Liguria.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Ventimiglia è facilissimo. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Ventimiglia si trova a 400 metri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Ventimiglia dista 3,9 chilometri, cioè 5 minuti di strada.

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