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Folklore e Rievocazioni

Villaggio longobardo a Romans d'Isonzo 2027 - La spada del 1986 e il rito funebre della tomba 79

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 9 al 11 giugno 2026

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: ilgoriziano.it, letta il 19/09/2026.

Il Villaggio longobardo si tiene a giugno a Romans d'Isonzo, in provincia di Gorizia, in Friuli-Venezia Giulia, all'ex polveriera e nella cornice dei laghi Fipsas. Rievocatori da mezza Europa allestiscono i campi storici dei longobardi, dei romani e degli avari, mettono in scena la ricostruzione di un combattimento fra guerrieri longobardi e una falange romana e chiudono la manifestazione al tramonto con il rito di sepoltura della tomba 79, quella di una donna morta all'inizio del 600 dopo Cristo. La festa nasce dalla necropoli longobarda scoperta qui il 9 giugno 1986, che ha restituito oltre 280 tombe ed è considerata una delle più vaste del panorama nazionale.

La spada uscita da un cantiere

Tutto ebbe inizio nel giugno del 1986: durante alcuni lavori edilizi in località San Giorgio, emerse una spada arrugginita.

Gli scavi successivi hanno riportato alla luce oltre 280 tombe, e questa necropoli longobarda è oggi considerata una delle più vaste nel panorama nazionale. I resti raccontano di guerrieri coraggiosi e donne di rango, e la necropoli ha restituito corredi funerari di grande valore, tra cui armi, gioielli e oggetti d'uso quotidiano. La scoperta è avvenuta il 9 giugno 1986.

La donna morta all'inizio del 600 dopo Cristo

Grazie alla prima campagna di scavi, del 1986, è venuta alla luce la tomba 79, di cui si rievoca il rito di sepoltura, la cerimonia di inumazione di una donna morta all'inizio del 600 dopo Cristo.

Il corredo è stato trovato intero: due collane di pasta vitrea, uno spillone d'argento, una fibula a disco in bronzo, una cintura decorata con fibbia in bronzo, un anello con appese cinque monete romane d'epoca costantiniana e post-costantiniana, una catena di bronzo, una chiave, un coltello, due fibule a staffa d'argento, e un bracciale di pasta vitrea.

Nella cornice dei laghi Fipsas si può così rivivere un rito vecchio di oltre 1.500 anni, che raggiunge il suo apice con un'invocazione — «Arimanni, alziamo il nostro urlo agli dei!» — e si chiude con il classico brindisi con i corni colmi di birra o idromele.

Odino, Thor e la bambina di Romans

Dai tronchi di cedro escono le statue delle principali divinità venerate da questa popolazione germanica: Odino, Thor e Freia, e quelle di due bambini, tra cui Adelinda, la piccola longobarda di Romans.

I fabbri allestiscono una vera e propria fucina da campo per forgiare un braciere cerimoniale entro la fine della manifestazione. È lo stesso spirito del Faber Langobardorum, simposio di scultura e forgiatura con artisti al lavoro su legno, ferro, argilla e materiali di riciclo.

Centosessanta uomini contro la falange

Il momento più seguito dal pubblico è la ricostruzione di un combattimento tra i guerrieri longobardi e una falange romana, con 160 figuranti che arrivano da mezza Europa. In un'edizione i gruppi di rievocazione sono stati venti, otto dei quali dal resto d'Europa: Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Bulgaria. I combattenti indossavano abiti e armi — lance, spade, mazze, armature, scudi, elmi — in fedele ricostruzione delle dotazioni utilizzate ben prima dell'arrivo dei Longobardi in Italia.

Gli organizzatori hanno tratto ispirazione da una battaglia avvenuta in quella che è ora la Germania, durante la fase di migrazione che portò i longobardi a occupare alcune zone della penisola, fra le quali il Friuli. In campo si vedono quasi tutte quelle popolazioni che, intorno al VI secolo dopo Cristo, attraversarono queste terre: romani, longobardi, franchi, gepidi, slavi e avari.

Il primo villaggio longobardo al mondo

Qui si è tenuta l'inaugurazione del primo lotto del primo villaggio longobardo al mondo, un progetto promosso dall'associazione Invicti Lupi e inserito nell'ex polveriera.

L'area interessata è ampia 24mila metri quadrati, con l'obiettivo di renderla un centro attrattivo a livello europeo per iniziative sull'antica società guerriera. L'accesso sarà dall'ex cava Tomasin, con un mini anfiteatro per fare didattica e un'arena spettacoli. Il perimetro sarà recintato sia per motivi di sicurezza, sia per ricordare che Romans nacque come presidio militare.

Cucinare con le tecniche del VI secolo

Il Convivium Langobardorum è una gara di cucina storica in cui i partecipanti cucinano piatti antichi usando tecniche del VI secolo, e i Giochi tribali longobardi sono competizioni sportive ispirate alle sfide delle antiche tribù.

Nei campi storici si visitano quelli longobardi degli Invicti Lupi, romani dei Numerus Italorum e avari dei War Chunni, dove i rievocatori spiegano i tre popoli. Ci sono laboratori manuali di ceramica, paste vitree, scrittura, filatura, dimostrazioni di artigianato storico su bronzo, ceramica, lana, momenti sportivi incentrati sull'arcieria e sulla preparazione militare longobarda, e l'antica arte della forgiatura del ferro mostrata da vari maestri fabbri della Regione.

Come arrivare alla festa

Il Villaggio longobardo a Romans d'Isonzo si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Sagrado, a 5,2 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Villesse, e il tragitto è di 3,3 chilometri per 4 minuti di guida.

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