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Presepe di Corgnolo a Porpetto 2026 - Le 300 statue sulla roggia

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe di Corgnolo si visita a Corgnolo, frazione di Porpetto in provincia di Udine, fra dicembre e gennaio. Si estende per ben 15.000 metri quadri tra l'area della chiesa parrocchiale e i tre rami della roggia Corgnolizza, collegati da ponticelli costruiti per l'occasione: lungo il sentiero si ripercorre il viaggio di Maria e Giuseppe partiti da Nazareth, fra circa 300 statue a grandezza naturale abbigliate con costumi confezionati a mano dalle abitanti del paese e animali veri, fino alla stalla dove a mezzanotte nasce «Il Santo Bambino». È uno dei più grandi d'Europa, e a metterlo in piedi sono la Pro loco Corgnolo e il Comune di Porpetto.

Quindicimila metri quadri di Betlemme

Il presepe di Corgnolo non si guarda da fuori: ci si cammina dentro, e ci vuole del tempo. Si estende per ben 15.000 metri quadri tra l'area della chiesa parrocchiale e i tre rami della roggia Corgnolizza, collegati fra loro da alcuni ponticelli, in un contesto rurale che rende la rappresentazione ancora più realistica e affascinante.

I ponticelli sui tre rami della roggia sono costruiti per l'occasione, e tutto attorno il paese fa da scenografia da solo: il presepe sta fra antichi edifici che, ormai disabitati, gli danno un fascino d'altri tempi.

Non è una definizione da comunicato: è uno dei più grandi d'Europa, ed è capace di attirare migliaia di visitatori anche dall'estero. A metterlo in piedi sono la Pro loco Corgnolo e il Comune di Porpetto.

Trecento statue e gli animali veri

Quello che riempie i quindicimila metri quadri è un doppio popolo, metà di gesso e metà in carne e ossa. A Corgnolo di Porpetto c'è un enorme presepe formato da circa 300 statue a grandezza naturale e ravvivato da animali in carne ed ossa come oche, anatre, galline, pecore, asini, cavalli e maiali.

Le statue non arrivano vestite da un magazzino. Le statue sono abbigliate con costumi confezionati a mano da alcune abitanti del paese: trecento figure, e i vestiti li cuciono in casa.

Il registro di tutto l'allestimento è dichiarato: il Presepe di Corgnolo di Porpetto è il Presepe tradizionale, povero, semplice, quello raccontato da San Luca. Niente effetti e niente aggiunte moderne: la scena come la racconta l'evangelista.

Il sentiero da Nazareth alla stalla

Il percorso ha una direzione, e ripete un viaggio. Seguendo il sentiero indicato si ripercorre il viaggio di Maria e Giuseppe partiti da Nazareth per presentarsi a Betlemme.

Si cammina fra le case disabitate e i ponticelli fino al punto in cui la storia si chiude: usciti dal centro abitato, i due trovano rifugio in una stalla dove un asino e un bue li riscaldano. Qui, a mezzanotte, nasce «Il Santo Bambino».

Alla fine del giro c'è quello che serve dopo un'ora all'aperto in dicembre: per chi vuole fare uno spuntino dopo aver percorso i sentieri del presepe, c'è un punto di ristoro pronto a fornire vin brulè e tè caldo. E per chi arriva in automobile, un parcheggio pubblico, illuminato e sorvegliato, adiacente al Presepe.

L'anno in cui non si è potuto fare

Un allestimento di queste dimensioni sta in piedi solo finché qualcuno lo monta, e a Corgnolo c'è stato un anno in cui non ha retto.

Le ragioni le hanno messe in fila senza girarci attorno: «Le motivazioni sono molte: la restituzione di una parte dell'area ai legittimi proprietari, i danni causati dal maltempo alle strutture e i pochi volontari per risistemare il tutto.» Quell'anno, a Corgnolo, c'è stata una rappresentazione della Natività ma non Il Presepe di Corgnolo.

Non era però una resa. «Sono state fatte diverse riunioni coinvolgendo anche altre associazioni del nostro comune e si è formato un bel gruppo di persone che stanno lavorando per sistemare l'area», e chi ha raccontato la vicenda l'ha chiusa così: si tratta di un arrivederci, non di un addio. È il tipo di notizia che dice, meglio di qualunque numero, che cosa tiene in piedi un presepe da trecento statue: un gruppo di volontari, e un'area da rimettere a posto ogni anno.

Due presepi in un comune solo

Vale la pena saperlo prima di partire: a Porpetto di presepi ce ne sono due, e sono cose diverse.

Quello di Corgnolo è fatto di statue. A Castello di Porpetto, invece, all'interno delle iniziative dedicate al quadriennio francescano, la comunità ha scelto di riproporre l'atmosfera del «Presepe di Greccio» attraverso una rappresentazione animata dai giovani del territorio.

Quella rievocazione guarda all'origine di tutta la faccenda: la sua storia è profondamente legata a San Francesco d'Assisi e al piccolo centro di Greccio, in provincia di Rieti, dove il Santo volle dare vita, nel 1223, a una rievocazione della nascita di Gesù che potesse parlare al cuore del popolo. È realizzata con il supporto del Gruppo Teatrale di Porpetto «Vecjo Friûl», dell'Ordine Francescano Secolare del Friuli-Venezia Giulia e con l'aiuto del Gruppo Alpini di Castello, che contribuisce alla realizzazione del tradizionale momento conviviale conclusivo.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Presepe di Corgnolo a Porpetto richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di San Giorgio di Nogaro, a 3,6 chilometri da Corgnolo, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di San Giorgio di Nogaro ha davanti appena 300 metri.

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