Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Natale » Presepi

Natale · Presepi

Che cos'è il presepe e perché in Italia se ne fanno di tanti tipi

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La parola presepe viene dal latino praesaepe, che vuol dire semplicemente mangiatoia. È la rappresentazione plastica della nascita di Gesù, allestita nelle chiese e nelle case durante il periodo natalizio, e riproduce la scena della Natività insieme all'Adorazione dei Magi.

Il primo lo fece un santo, senza statue.

Greccio, 1223

Il presepe nel senso moderno nasce a Greccio, vicino a Rieti, nel 1223, per volontà di San Francesco d'Assisi.

L'idea gli era venuta tre anni prima: nel 1220 aveva compiuto un pellegrinaggio in Terra Santa ed era rimasto colpito da Betlemme. Voleva «vedere» il disagio della nascita di Cristo con i propri occhi.

Due settimane prima di Natale chiese aiuto a un uomo di nome Giovanni, e ottenne l'autorizzazione di papa Onorio III. Il 24 dicembre allestì la scena in una grotta naturale vicino al bosco: vi portò la mangiatoia con la paglia, e vi condusse il bue e l'asino.

C'è un dettaglio che sorprende chi immagina il presepe di oggi: a Greccio non c'erano né Maria, né Giuseppe, né il bambinello. C'erano la mangiatoia, gli animali e la gente — una folla arrivata dalle campagne vicine ad ascoltare il racconto della nascita.

Che cosa c'era prima

Francesco non ha inventato l'idea di raffigurare la Natività: l'ha portata fuori dalla chiesa.

Il presepe ha origine dalle sacre rappresentazioni natalizie che si tenevano nelle chiese, e a metà del XII secolo esistevano già rappresentazioni teatrali più complesse della Natività. A Roma, ai tempi di Francesco, c'erano almeno due rappresentazioni tridimensionali della scena.

Più indietro ancora: nel 432 papa Sisto III fece costruire nella basilica di Santa Maria Maggiore una cappella della Natività che riproduceva il luogo di nascita di Gesù a Betlemme, e dal VII secolo vi si venerava la reliquia della culla.

Quello che nasce con Francesco è il presepe nella forma attuale e il suo uso fuori dalla chiesa.

I primi presepi che si possono ancora vedere

Dopo Greccio la tradizione si diffonde in tutta l'Italia centrale e in Emilia, portata da francescani, domenicani e gesuiti fino all'Europa centrale. Dopo il XIV secolo nascono i primi allestimenti plastici permanenti: non più scene recitate, ma figure che restano.

Perché a Napoli è diverso

La svolta che ha reso il presepe italiano quello che è avviene a Napoli, e consiste in una cosa sola: entra il popolo.

All'inizio del Cinquecento il presepe napoletano si sviluppa e si popola. San Gaetano da Thiene affianca alla scena sacra personaggi presi dalla vita di ogni giorno: il pastorello, lo zampognaro, la lavandaia.

Nel Seicento la scelta diventa sistematica, e nel Settecento il presepe napoletano tocca il suo massimo splendore, passando dalle chiese alle case dell'aristocrazia. È il modello che si vede ancora oggi nelle botteghe di San Gregorio Armeno.

Quando si monta

Le date tradizionali sono due, e convivono.

La più diffusa è l'8 dicembre, giorno dell'Immacolata. Nella tradizione liturgica il momento è invece la prima domenica di Avvento, che può cadere già il 29 novembre.

Domande frequenti

Che cosa vuol dire presepe?

Viene dal latino praesaepe, «mangiatoia»: il luogo dove Gesù fu deposto alla nascita.

Chi ha inventato il presepe?

San Francesco d'Assisi, a Greccio nel 1223, con l'autorizzazione di papa Onorio III. Prima di lui la Natività si rappresentava dentro le chiese; con lui esce all'aperto e diventa popolare.

Perché ci sono tanti tipi di presepe?

Perché ogni luogo ci ha messo la propria vita: a Napoli, dal Cinquecento, accanto alla Natività compaiono i mestieri e i personaggi di strada, e da lì il presepe si è riempito di figure che non stanno nei Vangeli.

Quando si mette il presepe?

Di solito l'8 dicembre; la tradizione liturgica lo lega alla prima domenica di Avvento, che può cadere già a fine novembre.

Da leggere