Presepe a Teatro a Villetta Barrea 2026 - abiti dei nonni
Il Presepe a Teatro si tiene a Villetta Barrea, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, in provincia dell'Aquila, ogni 29 dicembre. Il borgo montano si trasforma in un presepe vivente a cielo aperto: circa cento figuranti, dagli anziani ai bambini, indossano gli abiti dei propri avi e rievocano la vita quotidiana del borgo di fine Ottocento. La rappresentazione si tiene nel tardo pomeriggio e in serata, lungo i vicoli del centro storico.
Il 29 dicembre, quando il paese indossa gli abiti dei nonni
I protagonisti sono gli abitanti: la rievocazione coinvolge l'intera comunità. I costumi sono quelli del popolo villettese dell'epoca e, dato il periodo particolarmente freddo, si ripropongono i caratteristici vestiti in lana pesante. Il risultato è il «Presepe a Teatro»: un insieme di scene teatralizzate in cui gli attori sono gli abitanti del paesino montano, e in cui la rievocazione della Natività più classica si fonde con le tradizioni del mondo agro-pastorale, in parte sopravvissute allo scorrere lento dei decenni.
Nel percorso ci sono anche le comparse del regno animale: asinelli, caprette, muli, mucche.
Fabbro, funaro, lavandaia: i mestieri che riaprono le porte
Lungo il percorso si incontrano gli antichi mestieri, ricostruiti con cura nei loro ambienti originari: il fabbro alla forgia e il falegname alla sua bottega, il fornaio, il calzolaio e il barbiere, il funaro, il sarto, il boscaiolo e la lavandaia, e poi l'oste, il maniscalco, il vardaro, i pastori, i taglialegna, le ricamatrici e le sarte. Sono mestieri e talenti in parte scomparsi, in parte ancora vivi, che in questo territorio resistono e si evolvono. Accanto ci sono le scene di mercato, di cantina e di vita domestica, i lavori quotidiani di casa, la scuola, i giochi dei bambini insieme, e i personaggi tipici del periodo, come il signorotto.
I luoghi tornano indietro nel tempo: la cantina, il forno e il mercato prendono nuovamente vita, e al lume delle candele, lungo le viuzze, riaprono le porte le antiche botteghe. I vicoli si riempiono di canti e di rumori, illuminati dalla luce fioca che esce dalle cantine, dalle botteghe, dagli opifici artigiani e dalle stalle.
Quello che si vede in quelle botteghe sono i tesori dell'artigianato locale, che vanta una tradizione secolare: gli antichi mestieri della lana, della seta, del cuoio, del rame, del legno. Le organizzatrici di Pietramara tengono a sottolineare che la rievocazione non vuole essere una mera operazione «nostalgia», bensì un modo per mettere in mostra oggetti e talenti che appartengono a un'importante tradizione artigianale.
La capanna nel punto più alto, affacciata sulla Vallis Regia
Il cuore della rappresentazione è la scena della Natività, allestita nella parte alta del paese, che domina il panorama della «Vallis Regia» e si specchia nel lago di Barrea. L'umile capanna è posta nelle vicinanze della Chiesa di San Sebastiano, e accoglie la Sacra Famiglia.
Il dettaglio che lega la manifestazione al paese sta in chi la interpreta. Secondo la tradizione il Bambino è l'ultimo nato del borgo, mentre i suoi genitori interpretano Maria e San Giuseppe. In una delle edizioni, dentro la capanna sul punto più alto, la Sacra Famiglia è stata la piccola Giulia, una delle ultime nate, con la madre Manuela e il padre Marco, insieme agli immancabili asinello e bue.
Protagoniste sono anche tutte le nuove mamme con i loro pargoli, in segno di speranza e di vita che si rinnova: gli altri neonati sfilano con la madre e il padre in adorazione, al seguito dei Re Magi. E i bambini che negli anni precedenti hanno interpretato a loro volta il Redentore precedono i Magi, mettendo in scena l'adorazione nei panni di umili pastorelli.
Fiaccole, zampogne e le cancelle delle nonne
Al calare della sera la luce delle torce e i canti natalizi accompagnano i visitatori tra scalinate e vicoli, in un'atmosfera raccolta. Il cuore del paese è fatto di antichi vicoli, di stradine in salita, di piccoli spiazzi ornati di fontanelle che sbucano all'improvviso alla fine di una scalinata.
Sono i piccoli villettesi, vestiti come i loro coetanei di più di un secolo fa, a guidare i visitatori fino alla culla: pastorelli pieni di entusiasmo. Si passa davanti alla bottega rumorosa del fabbro, al forno profumato di pane fresco, al lavatoio dove le donne, cantando, fanno il bucato con la cenere. E ci si ferma davanti alle case in cui le nonne sfornano le «cancelle», le cialde morbide preparate per la merenda.
La musica delle zampogne, diffusa nell'aria con le sue antiche note, annuncia che poco più su si potrà contemplare il visino infreddolito del Bambinello. Attorno alla culla si intonano antichi canti natalizi, si recitano vecchie poesie in vernacolo abruzzese, e si assiste all'arrivo della stella cometa e dei Re Magi vestiti d'oro e colore, carichi di ricchezze, profumi e spezie.
Nelle soste tra una scena e l'altra si assaggiano i dolci tipici e i prodotti della tradizione abruzzese, e la discesa verso il paese si fa più calda con la degustazione di dolci e polenta.
Pietramara, la Pro Loco e un paese intero
La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco di Villetta Barrea con l'Associazione Pietramara e la partecipazione dell'intero paese, ed è curata da Pietramara fin dalle prime edizioni. È nata nei primi anni Duemila, e gli interpreti sono solo ed esclusivamente i figuranti del luogo.
Da allora è diventata un appuntamento fisso del Natale nel Parco, tanto da essere inserita tra i presepi viventi più belli dell'Abruzzo, e ogni anno attira visitatori da tutta la regione.
Come arrivare alla festa
Raggiungere il Presepe a Teatro a Villetta Barrea richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Alfedena-Scontrone, a 17 chilometri da Villetta Barrea, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di L'Aquila-Castel di Sangro-Roccaraso-Pescara ha davanti un percorso di 24 chilometri, venticinque minuti di guida.
Da vedere qui intorno
Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.
- Presepe Vivente a Pacentro — dicembre
- Presepe Vivente di Rivisondoli — gennaio
- Sant'Antonio Abate a L'Aquila — gennaio