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Presepe Vivente a Bettona 2026 - Ventidue scene alla luce delle torce

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe Vivente si tiene a Bettona, in provincia di Perugia, fra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio: il presepe non si guarda da fuori, ci si cammina dentro, dietro una guida, con le torce come unica luce. Sono 22 scene recitate e 150 comparse, vestite con perfette riproduzioni di abiti d'epoca, e praticamente tutto il paese viene a recitare. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco dal 2008.

Dal 2008, nei vicoli del XIII e XIV secolo

L'idea è recente e ha una data precisa. «Nel 2008 un gruppo di "bettonesi" pensò di dar corpo ad un Presepe Vivente all'interno del centro storico, nei vicoli e piazzette del XIII/XIV sec., nella parte più nascosta e suggestiva dell'antica "città".»

Il progetto non era una rappresentazione ferma, ma un attraversamento: hanno immaginato una «passeggiata» che, attraversando longitudinalmente il paese, raccontasse la poesia della «Natività», riscoprendo allo stesso tempo antichi mestieri ormai perduti e scene di vita quotidiana dimenticate.

È fra «i più grandi presepi viventi dell'Umbria», allestito attraverso i vicoli di uno dei «borghi più belli d'Italia».

22 scene, e una guida

Il percorso è di 22 scene, e non si visita come si vuole: si sta dietro una guida che ne scandisce i tempi, e ogni gruppo viene accompagnato per il borgo di quadro in quadro.

Anche il rapporto con chi guarda è studiato: i figuranti si esibiscono «in mezzo al pubblico», e danno corpo «ad uno spaccato di vita in movimento in cui il visitatore è parte integrante». Nelle 22 scene «i visitatori saranno guidati alla ricerca di quella luce del mondo che è il "bambino Gesù"».

Il presepe si è distinto «per la cura della messa in scena e dalla qualità artistica dei suoi commedianti», le scene sono «tutte ben recitate» e i costumi e le scene sono «minuziosamente realistiche». Quanto alle comparse: «praticamente tutto il paese (e zone limitrofe) viene a recitare.»

Solo le fiammelle delle torce

L'illuminazione è parte della messa in scena. Il percorso è «illuminato dalle sole fiammelle delle torce». Non c'è altra luce, e «l'allestimento è pensato per far scoprire vicoli, angoli e vie in modo emozionante» — i vicoli, gli «angoli segreti», i giardini del borgo.

Chi recita è vestito «con perfette riproduzioni di abiti d'epoca», e accompagna i visitatori «in un'atmosfera d'altri tempi, fino alla capanna della Natività».

Il tintore, il cordaio, il fabbro

Metà del presepe è un inventario di lavori scomparsi. Le comparse in costume danno vita a «momenti di vita passata, dai pastori, alla via della lana, al tintore, al cordaio, al fabbro, al fornaio, ecc., intercalate con momenti legati alla Natività come l'Annunciazione, Erode, la capanna».

Si aggiungono i mestieri che si vedono all'opera: «la tessitura, intreccio del giunco, terracotta». A eseguirli sono gli anziani, ed è il dettaglio che conta: «gli anziani del borgo rivitalizzano antichi mestieri come l'intreccio del giunco, la terracotta, la tintura dei tessuti.»

Una catechesi a cielo aperto

Il presepe di Bettona ha un'ambizione dichiarata, e non è folkloristica. «Viene considerato una catechesi a cielo aperto, dove i visitatori si immergono nella storia attraverso un percorso interamente recitato e animato», e «alla ricostruzione di scene di vita e mestieri si unisce il gesto teatrale in cui gli oltre 150 figuranti interpretano una vera e propria catechesi».

Il sito ufficiale mette la cosa in forma di domande, che sono anche il modo in cui i mestieri del borgo entrano nel racconto sacro: «Chi è questo bambino che riempirà il mondo? Un falegname che toglierà i mali dell'uomo come fossero nodi del legno? Un cordaio che intreccerà i cuori degli uomini come fossero fili di canapa?»

Arvotoli e zuccherini

Sulla piazza principale «saranno allestiti degli stand nella modalità street food»: si trovano «i tipici arvotoli, zuccherini di Bettona e altri prodotti della tradizione».

Ma la parte che gli organizzatori rivendicano di più riguarda chi ci mette le mani e le case. «La realizzazione di un progetto così complesso all'interno di un borgo è possibile grazie alla collaborazione dell'amministrazione comunale e dei cittadini che mettono a disposizione i propri spazi.» E il lavoro comincia molto prima di dicembre: «è stata infatti unanime l'adesione dei cittadini a prendere parte al presepe già da mesi prima, realizzando manufatti, scenografie, monili.»

Il risultato è che «il presepe è un momento di unione sociale, di contatto tra generazioni diverse che colgono l'occasione per partecipare a un progetto corale e dove i saperi di un tempo tornano ad essere protagonisti».

Come arrivare alla festa

Arrivare a Bettona per il Presepe Vivente chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di San Martino in Campo, a 9,7 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Torgiano Ponte Nuovo, e il tragitto è di 7,3 chilometri per 9 minuti di guida.

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