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Presepe Vivente a Casole d'Elsa 2026 - Oltre 250 comparse

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe Vivente di Casole d'Elsa, in provincia di Siena, si chiama Praesepium e si tiene ogni due anni fra Natale ed Epifania. Vicoli, piazzette e cantine del borgo medievale vengono addobbati fino a celare ogni elemento di modernità, e chi entra ci cammina dentro — fra le botteghe, il mercato, i soldati e gli animali — fino alla capanna della Natività. La prima rappresentazione è del 1998, con oltre 250 comparse.

Praesepium, dal 1998 ogni due anni

A organizzarlo è l'Associazione «CasolEventi», nata proprio con lo scopo di allestire e promuovere il presepe vivente, con il patrocinio del Comune. La prima rappresentazione è del 1998, e da allora la manifestazione si ripete con cadenza biennale: si colloca a cavallo delle feste natalizie e si conclude il giorno dell'Epifania.

I figuranti sono oltre 250, tutti abitanti del paese: attori improvvisati per l'occasione — bambini, adulti e anziani del luogo, «calati quasi magicamente al tempo della Natività» —, e gli abiti che indossano, in perfetta sintonia con l'epoca, sono realizzati direttamente dall'associazione, riprodotti con fedeltà alle stoffe e alle tecniche del passato.

Le cantine diventate botteghe

Il percorso si sviluppa nella parte medioevale del centro storico, passando per vicoli e piazzette dove cantine e altri locali, già belli di per sé, vengono addobbati con materiali poveri — con «una grande cura nella ricostruzione dei particolari e nel rispetto delle tradizioni del tempo passato, senza trascurare nessun dettaglio».

Dentro quelle cantine ci sono le botteghe artigiane, dove si esercitano i mestieri tipici di allora: la filatura, la colorazione della lana, la cottura del pane e altro ancora. Lungo la strada è aperta anche un'osteria. È il tratto che spiega perché il presepe di Casole non si guarda da fuori: la scenografia è articolata in modo da rappresentare, il più verosimilmente possibile, quella che poteva essere la vita quotidiana dei personaggi di quel periodo storico.

Erode, il caravanserraglio e il lupanare

Il resto del borgo è popolato di scene. In un chiostro medioevale è rappresentato il «Castello di Erode»; all'esterno si trovano la piazza del mercato e un caravanserraglio per il riposo dei viandanti; e sparsi un po' dovunque ci sono soldati, pastori con i loro animali, maniscalchi, lupanare, artisti e altri personaggi affaccendati nei più svariati impegni. In alcune edizioni si passa dall'arena dei gladiatori prima delle botteghe.

Il percorso non è casuale: si articola secondo uno schema logico che si conclude alla Capanna della Natività, dopo aver attraversato il mercato e le scene di vita quotidiana.

Cammelli veri il giorno dell'Epifania

Il finale ha una data. Il giorno dell'Epifania la scenografia si completa con l'arrivo dei Re Magi, a dorso dei cammelli — veri —, con i doni per il Bambino Gesù.

Non è un'eccezione, ma la regola della manifestazione: «nulla è lasciato al caso: gli animali sono reali, le mercanzie sono merce fresca, gli arredi accuratamente fedeli al periodo rappresentato». È anche il motivo per cui Praesepium è stato premiato come migliore presepe vivente d'Italia ed è stato ammesso agli elenchi delle manifestazioni di ricostruzione storica.

Fiaccole, profumi e la perdita del tempo

Quello che resta, a chi ci è passato, è l'atmosfera. L'ambiente è illuminato a fiaccole, con i profumi diffusi nell'aria e la musica di sottofondo che accompagna il visitatore lungo tutto il percorso; e tutto avviene, scrivono gli organizzatori, «con una tale naturalezza da dare al visitatore la sensazione di perdita del tempo reale».

È il modo in cui questo paese interpreta una tradizione che appartiene a tutta l'Italia — il presepe vivente, la breve rappresentazione teatrale che con figuranti umani mette in scena la nascita di Gesù — e che quasi sempre, come qui, è organizzata da un intero paese con i propri abitanti dentro.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Presepe Vivente a Casole d'Elsa richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Castellina in Chianti-Monteriggioni, a 20 chilometri da Casole d'Elsa, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Colle Val D'Elsa Sud ha davanti un percorso di 15 chilometri, diciannove minuti di guida.

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