Presepe Vivente a Calatafimi Segesta 2026 - Antichi mestieri e scene del tempo nel quartiere Li Ficareddi
Il Presepe Vivente di Calatafimi Segesta, in Sicilia, si tiene fra il 26 dicembre e il 6 gennaio nell'antico quartiere spagnolo di “Li Ficareddi”, trasformato per l'occasione in una Betlemme di duemila anni fa. Oltre duecento figuranti animano quaranta postazioni lungo i vicoli illuminati dalle fiaccole, vestendo i panni di fabbri, sarte, calzolai, pastori e ceramisti al lavoro con attrezzi e tecniche tradizionali, e il percorso si chiude alla Grotta della Natività. La manifestazione è organizzata dall'associazione culturale “Calatafimi è” e si tiene sin dal 1997.
Li Ficareddi, il quartiere abitato a metà
Il presepe vivente di Calatafimi Segesta si fa dentro un quartiere preciso: Li Ficareddi, l'antico quartiere spagnolo, solo in parte abitato. Ci si entra da via Roma al numero 13, e da lì comincia l'itinerario dei vicoli, che comprende il “vicolo dei Macellai” e il “largo della Fontana”.
Intorno c'è il paesaggio che il borgo si porta dietro — stradine, collinette, vecchie abitazioni, laghetti e oasi — e dentro le viuzze ricostruite come doveva apparire duemila anni fa un villaggio giudaico. Le botteghe sono curate nei dettagli e diventano luoghi di incontro, riflessione e preghiera. Non è una semplice rappresentazione da osservare, ma un viaggio con un inizio e una fine, pensato per condurre chi cammina davanti al mistero di un Dio che si fa uomo.
Il percorso si apre nel pomeriggio e prosegue fino a tarda sera, fra luci, musiche, canti e antichi mestieri, e finisce alla Grotta della Natività: lì il Bambinello, tra le braccia di Maria e accanto a Giuseppe, è circondato da pastori, angeli e animali.
Duecento figuranti e quaranta postazioni
A costruirlo è l'associazione culturale “Calatafimi è”: oltre 200 figuranti animano quaranta postazioni lungo i vicoli illuminati dalle fiaccole. Sono cittadini calatafimesi che vestono i panni dei loro antenati: anziani, giovani e bambini.
Il risultato somiglia a una tipica comunità di contadini e artigiani dei secoli passati, e si muove nella luce fioca dei vicoli, fra i profumi dei prodotti tipici e le melodie tradizionali natalizie eseguite dagli zampognari. La manifestazione è considerata fra i presepi viventi più belli d'Italia, ed è pluripremiata.
Fabbri, sarte, calzolai e ceramisti
Lungo il percorso i figuranti si muovono nelle vesti di pastori, fabbri, barbieri, bottegai e ambulanti con le loro mercanzie. Ci sono gli artigiani, le sarte, i calzolai e i ceramisti, che danno vita a scenari di vita quotidiana.
Usano attrezzi e tecniche tradizionali dell'agricoltura e dell'artigianato storico, mostrati in dimostrazioni dal vivo. Gli abiti dei personaggi storici sono fedelmente riprodotti, e ogni dettaglio è curato minuziosamente. È un viaggio indietro nel tempo che fa riprendere vita a quegli antichi mestieri quasi dimenticati.
Dal 1997, con una pausa in mezzo
La rappresentazione ebbe un notevole successo sin dal 1997. Poi si fermò, e dopo una pausa di qualche anno l'evento è tornato, realizzato nel borgo di Li Ficareddi.
La manifestazione si tiene tra il 26 dicembre e il 6 gennaio, cioè fino al giorno dell'Epifania, quello culminante per le feste natalizie. Per la comunità è anche un'occasione di aggregazione: un intero paese che lavora insieme per far rivivere momenti di grande emozione religiosa.
Il 6 gennaio, l'arrivo dei Re Magi
Il 6 gennaio il Presepe Vivente culmina con la rievocazione religiosa e storica dell'arrivo dei Re Magi, che alla ricerca del Salvatore nell'Antica Betlemme portano i propri doni alla “Grotta del Bambinello”.
Nello stesso periodo il paese apre l'itinerario dei Presepi, fatto di rappresentazioni della Sacra Natività insolite e uniche nel loro genere. Alla Chiesa della Vergine del Soccorso si vede il presepe in stile arabo, con i diorami sulla vita di Cristo. E all'Eremo del Giubino il comitato della Madonna del Giubino ha realizzato una natività fatta in vetro, raggiungibile con un servizio navetta che porta anche alla visita guidata del Santuario Campestre.
Come arrivare alla festa
Il Presepe Vivente a Calatafimi Segesta si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Calatafimi, a 4,1 chilometri da Calatafimi Segesta, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Segesta ha davanti un percorso di 7,1 chilometri, nove minuti di guida.
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