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Presepe Vivente Itinerante a Roccavignale 2026 - Il talento coniato in piombo, unica moneta del borgo

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe Vivente Itinerante si tiene a Roccavignale, in provincia di Savona, nelle sere del 22, 23 e 24 dicembre. All'ingresso del borgo di Strada, frazione medievale del comune, c'è un banco dove si cambiano i soldi: è il banco degli usurai, e serve perché dentro le taverne e le botteghe gli euro non sono accettati. L'unica moneta a corso legale è il talento, coniato ogni anno in carta e in piombo fuso dai fabbri: chi non cambia, per tre sere non compra niente.

Un presepe che si cammina

Il Presepe Vivente di Roccavignale è nato nel 1982 da un gruppo di persone originarie del paese, per festeggiare insieme il Natale. L'idea fu di Giambattista Olivieri, insieme a Giampietro Rubino e a Claudio Bracco: misero le scene e l'ambientazione nel borgo antico della frazione Strada, con i costumi d'epoca.

La caratteristica che lo distingue, e che lo rende unico in Liguria, è che è itinerante. Non c'è una platea davanti a un palco: c'è un serpentone di gente che percorre i vicoli coperti della borgata attraversando una scena dopo l'altra, alla luce delle torce a vento. E la meta si sposta: la Natività è collocata ogni anno in un luogo differente, così che i visitatori vadano a cercare la capanna in cui Maria diede alla luce Gesù. Un anno la scena è stata ambientata nella Grotta dei Castagni, nei boschi che circondano il paese, dove l'accesso notturno dei figuranti era difficoltoso.

Le scene, una per vicolo

Il racconto segue le figure evocate nei presepi tradizionali: l'Annunciazione a Maria, l'incontro con Elisabetta, il censimento, il rifiuto dell'ospitalità, la reggia di Erode e la Natività. Lungo il percorso si incontrano il pastore Gelindo con la moglie Alinda, l'oste di Casarea, il centurione, la popolana, le dame del censimento e le usuraie; nella corte ci sono Erode, Erodiade e le sue ancelle, e c'è una sacerdotessa che legge l'oracolo. A guidare il racconto è la voce di una lettrice, mentre il cielo è popolato dall'Arcangelo Gabriele, dall'Angelo del Sogno e dall'Angelo dei pastori.

Non tutte le scene sono edificanti, e questo è il punto: si assiste anche alla vendita degli schiavi, ai bazar, ai balletti di corte. Come dice una delle fonti, si ricorda la nascita di Gesù ma si mantiene viva anche la memoria di come si viveva — peggio — nei tempi passati.

Chi anima il borgo

Nelle piazze e nei vicoli si esibiscono gli artisti e si aprono le botteghe degli artigiani: sputafuoco, un fachiro, una danzatrice del ventre, i figuranti storici dell'Ordine del Gheppio, il gruppo dei Trottolai di Roccavignale, il gruppo storico di falconeria «Il Mondo nelle Ali», gli zampognari — presenti solo in alcune serate — e gli allievi di una scuola di ballo locale. I trottolai e gli artigiani si cimentano nella dimostrazione di antichi mestieri, in ambientazioni allestite apposta.

Il presepe impegna oltre 250 persone tra figuranti e organizzatori e attira migliaia di visitatori; la Regione Liguria lo ha riconosciuto come «Autentico Evento Ligure», uno dei trentatré della regione. Ci sono anche gli animali: asini, capre e la mucca, sistemati al riparo dal maltempo.

Le taverne, e cosa ci si mangia con un talento

Le taverne servono per tutta la serata, e il menù è quello di una cucina di montagna ligure: pane fritto, polenta, farinata, panini con salsiccia, ravioli, cotiche e fagioli, fazzini, focaccia semplice e farcita, tire, caldarroste, torte, cortecce dolci. Per riscaldarsi ci sono vin brulè, cioccolata calda e bibite, e poi il sempre ricercato Elisir.

Tutto si paga in talenti. Il cambio si fa una volta sola, all'ingresso, al banco degli usurai: è un dettaglio scenografico che funziona anche come regola pratica, perché costringe chi entra a uscire dal proprio secolo prima ancora di vedere la prima scena.

Il bambino che nasce davvero

C'è una consuetudine che lega il presepe all'anagrafe del paese: la tradizione vuole che il ruolo di Gesù Bambino sia assegnato ai nuovi nati di Roccavignale. L'anno in cui la rappresentazione dovette essere ripensata, Maria e San Giuseppe furono interpretati dai veri genitori dei bambini che avevano aderito, con i fratellini nel ruolo di angioletti, e le famiglie recitarono la Natività in momenti diversi, con due serie di costumi.

Anche i ruoli principali cambiano ogni anno e vengono assegnati a persone del posto, in una selezione che il paese segue: gli abitanti indossano i panni dei personaggi biblici, e la rappresentazione coinvolge più generazioni della stessa comunità. L'ideatore, per decenni, è stato l'anima del presepe nel ruolo del Profeta, la voce narrante che guidava i visitatori, prima di ritirarsi e lasciare spazio ai più giovani.

Tre sere, sempre le stesse

Il presepe riempie le sere del 22, 23 e 24 dicembre. Ogni sera il borgo apre e le esibizioni si susseguono fino alla Sacra Rappresentazione della Natività, che chiude il percorso: alla fine dei vicoli, delle taverne e delle botteghe, si raggiunge la capanna.

Il resto lo fanno il posto e la luce: un borgo medievale dalle vie strette e antiche, illuminato da torce a vento, dove per tre sere all'anno la moneta è di piombo e il Natale si attraversa a piedi.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Roccavignale per il Presepe Vivente Itinerante chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Cengio, a 4,9 chilometri da Roccavignale, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Millesimo - Montezemolo ha davanti un percorso di 2,9 chilometri, quattro minuti di guida.

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